Recensione – Un duplex per tre – Romana Francesca Dimaggio

Benvenuti fanciulli a questa nuova recensione dedicata da una storia giunta nella in un periodo dove avevo difficoltà a leggere storie troppo impegnative e dovevo prendere letteralmente “aria”. Grazie alla fanciulla Romana Francesca Dimaggio per la fiducia riposta in me e per la copia omaggiata. Prima occasione per testare questa nuova realtà editoriale.

Scheda Tecnica

Trama

Emily è una ragazza di ventotto anni che vive a San Francisco. Dopo aver rotto con il fidanzato Chad, perché si è resa conto di non essere felice con lui, si trasferisce a casa di sua nonna Nanny, che vive in un appartamento duplex su due livelli e ha affittato il primo piano a Ryan, un ragazzo che gestisce il “The rock”, un locale nel quale ospita giovani talenti musicali per dar loro un trampolino di lancio per il mondo discografico. L’incontro tra Emily e Ryan è bizzarro e rocambolesco, caratterizzato dalle manie della ragazza, la quale ha un appetito spropositato e una strana fissazione che la porta ad avere paura dei germi. L’attrazione tra i due è palpabile e nei giorni successivi al loro incontro seguono equivoci, attimi di vera passione e… momenti imbarazzanti. Tre inquilini, due cuori, un duplex. Ragazze, e ragazzi, qui c’è da divertirsi!

Recensione

Un duplex per tre, comprende una storia leggera e adatta in momenti di forte stress oppure vacanza time, senza lasciare i classici stereotipi e ampliando conoscenze di luoghi sconosciuti alla sottoscritta (visto il momento storico, posso solo sognarli ahahah). Sono consapevole che il titolo richiama molto la storia di Duplex – Un appartamento per tre film del 2003, film che ricordo a tratti quindi mi sfugge lo svolgimento degli eventi.
Per chi non fosse avvezzo a questo termine, duplex si intende appartamenti unici che nascono da due immobili di diverse metrature, il più delle volte sviluppati su due piani. Ed è qui che si sviluppa la storia, almeno la sua base primaria.

La mia agenda di ventottenne è ricoperta da una spessa coltre di polvere che potrebbe benissimo essere il sogno proibito di un archeologo.

La nostra protagonista è Emily, una scrittrice sull’orlo della pazzia (ironico) a causa di una separazione da un compagno senza cuore ed empatia, portandola a rifugiarsi tra le grandi braccia della nonna Nanny, un concentrato di energia power all’ennesima potenza che noi pischelli….spotateve ahahah (dovrebbe essere un romano decontestualizzare). Da buona nonna chioccia Nanny sarà il tramite per mettere su carta domande che la nostra protagonista ha cercato di rimandare fino allo sfinimento, senza affrontarli mai.

Tutti mi ripetevano continuamente quanto fossi fortunata ad avere accanto il prototipo del principe azzurro in carne e ossa, che non avrei dovuto farmelo scappare, che lui mi avrebbe resa felice. Ma io continuavo a non vedere quella felicità, a non sentirla; mi ritrovai ad aspettarla come qualcosa che sarebbe piovuta dal cielo da un giorno all’altro, semplicemente per il fatto che vivevamo sotto lo stesso tetto.

Ma cosa centra il duplex?
Ecco la cara e dolce nonnina, ha scelto di dividere l’appartamento con un bel figliolo che contribuisce alle spese mensili, lavorando costantemente. Emily da buona nipote protettiva, non è d’accordo su questo inquilino fannullone e scoccone (secondo il suo parere), obbligando la Nanny a presentarlo per tastare il terreno.

Ovviamente non andrò oltre, evitando così spoiler facili ma entriamo subito nel vivo. Essendo un passaggio vissuto sulla mia pelle, ho provato forte empatia per Emily. Essere spaesati e insicuri su tutti, ti accorgi che il tempo e le cattive frequentazioni possono amplificare il proprio stato d’animo. Inquadrare la propria vita in un punto preciso e seguirlo per la propria strada, non sempre viene facile e avere un luogo o una nonna Nanny ad aspettarti, possono instillare una fiducia ulteriore.

Anzi, sono pronta a non essere affatto pronta: voglio essere inaspettatamente investita dalla vita.

Conclusioni?
Un duplex per tre è una storia che si lascia leggere con leggerezza, grazie soprattutto alla prosa molto semplice e pulita. Una storia che richiama molto le commedie americane che viviamo seguendo gli eventi e stupendoci nelle piccole cose (per esempio il rapporto nonna/nipote). La protagonista è un personaggio che si avvicina al maggior pubblico femminile, senza superare nessuno e l’insicurezza creata da altri.
Troverete un episodio molto carino verso un luogo spensierato e tramite per successivi meccanismi della storia. Nulla viene esasperato e aleggia la tranquillità che un buon libro rosa deve donare. Non deve stravolgervi ma cullarvi.

Unico appunto tecnico da grafico: è l’impaginazione del manoscritto che pecca su un dettaglio (già riferito preventivamente all’autrice) e spero che venga corretto perché aspetto da dare per scontato, soprattutto in caso di casa editrice.

Una storia che ti fa staccare la spina senza allontanarti troppo dalla realtà. Consigliato.

Alla prossima dalla vostra CAPPELLAIA MATTA.

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