Recensione – Oltre il finito – Cruciano Runfola

2 Gennaio 2021

Alcuni luoghi parlano con voce distinta. Certi giardini stillanti reclamano a tutti i costi un delitto; certe vecchie case esigono di essere popolate da fantasmi; certe coste sono messe da parte per i naufraghi. Sembrano ancora in attesa della leggenda giusta.
[Robert Louis Stevenson]

Scheda Tecnica

  • Titolo: Oltre il finito
  • Autore: Cruciano Runfola
  • Casa editrice: Edizioni Arianna
  • Data pubblicazione: 2020
  • Copertina: flessibile
  • Genere: Poesia
  • Cartaceo: € 10,00

ESTRATTO DELLA PREFAZIONE a cura di Franco Li Pomi

L’autore finisce con l’assumere la poesia come necessità di vita, come necessità di scavo interiore per rintracciare “scarti” di significato che possano domare la sua “sete” di verità esistenziali e di fede.
È con la poesia che egli dà voce alla più semplice delle sue sensazioni – visive, acustiche, tattili, olfattive, gustative – e le trasforma in occasioni introspettive per allargare in libertà l’orizzonte della sua immaginazione e disegnare ardite combinazioni di nessi sintattici e spericolate coerenze semantiche che fanno affiorare un magma informe in direzioni imperscrutabili. Avviene così che la sua poesia assume come cifra stilistica una “anarchia sintattica”, “un disordine creativo” che irrompono con tutta la loro forza nella struttura del testo provocando un fruttuoso smarrimento sia nell’autore che nel lettore.
[…] Quando la sua poesia, in questo tentativo di auto-narrazione del sé, si apre alla realtà sociale e familiare, incontra un nuovo campo di significati personali, ma anche sociali, che mettono da parte, solo parzialmente il lirismo della sua poesia, ed emerge una parte di sé nella quale l’autore si riconosce profondamente e autenticamente: il mondo dei contadini, la fatica quotidiana dei suoi genitori, la forza semplice degli affetti familiari, ma anche il grezzo cinismo dei rapporti di produzione nei campi, l’impotenza insieme al dolore e alla rabbia degli “ultimi”.

Recensione

Carissimi lettori e carissime lettrici,
eccolo qui il tanto atteso 2021. Un altro anno, nuovo di zecca, ci è stato consegnato.
Un nuovo anno tutto da sfogliare e da scoprire, esattamente come le pagine di un libro.
Ed io desidero farvi degli auguri particolari, più che mai sentiti.
Auguri di un anno pieno di profonde emozioni, di coinvolgenti passioni e di incantevoli meraviglie.
E con quale genere letterario il Review diary poteva augurarvi tutto ciò?

Beh … sappiate che ho corso un rischio! Perché ho scelto il più tosto dei generi letterari, un genere da me tanto amato quanto temuto e, per questo motivo, finora mai trattato. Ma ho pensato fosse il genere ideale per dare un tocco in più, di magia e amore, ai miei auguri e per iniziare al meglio il nuovo anno insieme. Oggi il posto d’onore nella mia rubrica è riservato alla poesia.

E per inaugurare l’ingresso di questo nuovo genere vi presento “Oltre il finito”, la seconda silloge poetica di Cruciano Runfola.
L’autore vive a Cerda, piccolo paese di collina della Valle del Torto, in provincia di Palermo. È sposato e padre di quattro figli. Insegna a scuola, dopo aver frequentato, spinto da una profonda passione e motivazione, la Facoltà di Lettere e filosofia dell’Università degli Studi di Palermo.
Una vita ricca di stimoli, come può essere quella di un marito-padre e insegnante, molto propenso a creare occasioni che possano concretizzarsi in esperienze di crescita per i suoi allievi, in un istituto molto al passo con i tempi, con il pronto supporto dei suoi colleghi e delle sue colleghe, per i quali e per le quali egli rappresenta un’importante punto di riferimento.
Ma… esiste un passato con cui l’autore non smette di fare i conti!

C’è un elenco di avvenimenti tragici che hanno segnato profondamente l’anima sensibile dell’uomo e del poeta.
Avvenimenti caratterizzati da lutti da elaborare, per sé e per i suoi cari.
Un uomo che affronta eventi dolorosi, non solo in prima persona, facendosi carico degli effetti devastanti che questi eventi hanno provocato sulle persone da lui amate.
Profondamente legato ai suoi familiari e alle sue origini, egli si carica dello schiacciante peso del loro dolore, proprio come fosse il suo.
E questo richiede, oltre una certa resistenza, anche  una massiccia dose di energia che il poeta trova trasformandola in poesia.
Perché questo è la poesia: un catalizzatore di emozioni che convoglia e trasforma, secondo il proprio stato emotivo, le sensazioni al fine di trarne nuova forza e slancio per il domani.
Penso sia una sensazione dolcissima, un po’ come sgravarsi di dosso un peso eccessivo.
Un’illuminazione improvvisa che di colpo ti tira fuori da buio più profondo.

“Un impulso incontrollabile
il mio subconscio si muove
lo trattengo, malvolentieri.
Cristallizzo il mio sguardo
faccio leva sulla mia energia
confuso, marmoreo mi rendo.”

Nella sua raccolta, ricca di contenuti e molteplici sfaccettature, Cruciano Runfola inserisce le fasi della sua intera esistenza e quella dei suoi ascendenti.
Ed ecco così il manifestarsi di un attaccamento viscerale alle proprie origini e alla sua terra natia, ricordandomi con prepotenza alcune note della poesia leopardiana e ricordandomi con altrettanta prepotenza che quella terra natia, in fondo, è anche la mia!
“La terra delle canne”, così chiamata per i numerosi canneti che vi si trovavano sparsi qua e là, prima che i contadini iniziassero, con il loro duro lavoro a rendere fertile quei terreni. Terreni ottenuti con la lotta, affinché si affermasse il diritto al pane e alla dignità.
Queste comuni origini riescono a farmi entrare in forte empatia con le sensazioni provate dal poeta nel rievocare quei luoghi antichi. I luoghi da dove veniamo e dove abbiamo trascorso la nostra infanzia ci plasmano e contribuiscono a foggiare la nostra identità incidendo notevolmente sul nostro modo di essere e di rapportarci con il mondo che ci circonda.
Il poeta spesso mi rappresenta, soprattutto nell’espressione amorevole verso la terra d’origine e rappresenta tutto l’amore per le persone care che su quella terra non camminano più, ma che hanno lasciato le loro radici intrappolate di sotto. Non radici sterili, ma vive e feconde, che continuano a generare i propri frutti grazie all’ “inchiostro animato” del poeta Runfola.
Il trionfo della memoria!  L’unico mezzo per acquisire il coraggio di vivere perché ci permette di divenire, giorno dopo giorno, più competenti della vita. La memoria come antidoto alla paura e al dolore.

“Dalle tue fattezze emergerà
la mia splendente eternità,
una tangibile vita verace
a detrattori ed estimatori
in saecula saeculorum, amen.”

Una raccolta “Oltre il finito” dove incontriamo i temi legati alla ricerca dell’essenza negli affetti e, attraverso il sogno, al male, al dolore, alla speranza, alla fede e all’amore. Una raccolta che non perde mai lo slancio poetico-emozionale. Ma vi è un tema che fa cambiare l’approccio del poeta verso la sua poesia che, con un’ inconsueta flessibilità, trasforma i versi, li rende più “raziocinanti”.
Ciò avviene quando il poeta parla degli ultimi, degli afflitti, di coloro che non hanno voce. Avviene quando difende le fatiche della gente che vive e loda il proprio umile lavoro, anche quando esso richiede immani fatiche e comporta numerosi soprusi da sopportare. Cose che purtroppo non sono mancate nel normale scorrere della vita nel mondo contadino.

Un mondo affamato di pane
vestito di cenci
sporco di sporcizia.
Dove c’era innanzi il cuore
il padre sclerotico moriva nel suo letto
la madre si toglieva di bocca il pane
non si tradivano gli amici
era rispettato il diverso
son questi i veri tesori
non la zappa a due punte
di un’archeologia ricca.”

Raccolta densa di significato, ricca di suggestioni e palese dimostrazione d’amore per la Terra, per  la Natura e per l’Umanità.
Molto commovente il ricordo dell’amico Luciano Messina. Amico con cui condivideva i luoghi natii e scomparso prematuramente dopo una vita spesa, con la massima dedizione, in favore della nostra comunità e del progresso.
Nulla è stato facile per Luciano. Mi unisco al ricordo affettuoso del poeta.
L’autore, con immensa generosità e spirito di condivisione, mette su un tavolo ricordi, dolori ed emozioni.
Un uomo che non teme di rivelarsi, dimostrandoci, così facendo, una smisurata fiducia nel prossimo, considerandolo degno depositario di ogni suo più intimo stato emotivo.
Consiglio la lettura dell’opera a chi ha la passione per il vero e le storie realmente vissute perché “Oltre il finito” è uno scrigno che contiene l’intera biografia del poeta Runfola, da “Zero all’Infinito”.

Ed ecco, recuperato ho il sorriso
contagiante, travolgente
che trabocca dall’essenza
della mia anima, confortante.
Ed anche adesso, sulla soglia
del mio triste passaggio
continuo a sorridere
di un millenario riso non mio
marchiante i cuori del mio dintorno
in un perenne eterno ricordo.

La rubrica Review Diary è uno spin-off del libro Una nature lover in lockdown e nasce dal desiderio di dar seguito alle pagine del mio libro-diario, che calorosamente tutti i miei lettori mi hanno richiesto.
Salvina Cimino

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