Recensione – The XVIII – John McDillan

Scheda Tecnica

Trama

3° Atto della Trilogia del +1: Un finale onirico. The XVIII è l’ultima parte (apparente) della Trilogia del +1. Un romanzo astratto, alternativo, delirante… Non è possibile definirlo come un semplice racconto… È una storia vera, deturpata da molteplici e inspiegabili sogni incastonati tra loro, che si divertono a mutare la linea temporale della realtà, dando posto ad un’inspiegabile e bizzarra ilarità…

Recensione

Cari lettori lo so quest’autore non vi è nuovo, infatti, vi avevo già parlato della serie “The Bizarrism” di John McDillan con i volumi precedenti il primo “17 novelle bizzarre + 1”, il secondo “The Jesters Rhymes” e oggi ho il piacere di parlarvi del terzo volume della serie: “The XVIII”. Ci tengo di cuore a ringraziare l’autore e mi scuso per l’attesa ma quando si tratta di libri particolari, con dei significati nascosti tra le righe, bisogna attendere il giusto momento per la lettura. Come per i volumi precedenti tenetevi forte perché questo mondo si avvicina alla follia quanto ad una realtà che nessuno conosce. Con i libri di John McDillan rimango sempre stupita perché da un lato sembra che l’autore voglia far impazzire il lettore mentre dell’altro lato nella sua prosa leggo messaggi veri e profondi.

“Vai oltre ciò che leggerai in me. A ciò che dirò, non credermi… credi in te. Non rifletter su cosa sono… specchiati. Non cercarmi… Cercati. Sì, puoi anche dimenticarmi, ma di te sempre ricordati”.

Mi destabilizza, ecco il termine giusto ovviamente in maniera positiva perché ogni suo libro è un vero e proprio viaggio che porta il lettore a riflettere se pur con una scrittura fresca e ironica. In questo viaggio dovrete nuovamente stare pronti per i colpi di scena, ricordando che la normalità non esiste e che i personaggi sono folli sognatori un po’ come il lettore che affronta questo libro.

“Il “TUTTO” e il “NIENTE” son come marito e moglie … Una sola cosa. Una sola carne.”

Nel mondo del bizzarrismo il tempo e l’immaginazione vanno di pari passo. Non esiste l’uno senza l’altro. Questo volume rispetto ai precedenti è più lungo e la cosa devo dire non mi è dispiaciuta, anche perché man mano che andavo avanti la mia curiosità e la mia immaginazione prendevano forma. Il volume in oltre è impreziosito da bellissime illustrazioni molto particolari che si riferiscono ai diversi capitoli che si leggeranno.

Come consigli l’autore per la lettura lasciatevi trasportare anche dalle canzoni da lui consigliate in modo da entrare in perfetta simbiosi con questo pazzo mondo. Pensate che “The XVIII” terzo volume di questa serie in realtà è stato il primo libro scritto dall’autore come dice egli stesso nella prefazione “è stata la scintilla, l’idea che ha fatto nascere in maniera dirompente tutto il Bizzarrismo”.

La grafica come per le precedenti è davvero molto particolare e pur non amando le copertine nere devo ammettere che colore migliore per questo libro non poteva esserci anche perché è impreziosito da notevoli elementi di colore, oro che troveremo nella lettura, il giusto abbinamento per un libro bizzarro. Un consiglio che mi sento di dare all’autore è quello magari di mettere l’indice alla fine, in modo tale da non fare spoiler ai più curiosi che vanno a leggere i titoli dei vari capitoli.  In questo mondo il lettore sarà catapultato da un luogo a un altro come per magia e sono felice di essere “rimbalzata” in questi luoghi descritti in maniera unica. In questo viaggio incontreremo personaggi che abbiamo conosciuto nei volumi precedenti ma anche di nuovi.

Il nostro viaggio inizia con Hans un personaggio che ha già affrontato il mondo di “17 Novelle Bizzarre +1” e “The Jester’s Rhymes” e ora si ritrova con il lettore ad attraversare un nuovo mondo incontrando nel suo cammino dei personaggi che gli faranno capire l’importanza della vita, della non normalità, del tempo e tanti altri. Il narratore spesso parlerà a tu per tu con il lettore e devo dire che questo modo coinvolge ulteriormente il lettore. Un personaggio che ho adorato particolarmente oltre ad Hans è sicuramente il Dottor James Rock, una figura bizzarra che o si ama o si odia nel mio caso ho amato le sue particolarità.  Il mio consiglio? Staccate la spina dalla vostra realtà e dalla vostra quotidianità e affrontate un modo illogico che vi porterà in un’altra dimensione: quella del Bizzarrismo.

Giada

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