Recensione – Edward Mani di Forbice – Kate Leth, Drew Rausch

Scheda Tecnica

  • Titolo: Edward Mani di Forbice
  • Sottotitolo: Qualche anno dopo
  • Autori: Kate Leth, Drew Rausch
  • Traduttore: G. Grieco
  • Copertina flessibile: 137 pagine
  • Editore: NPE
  • Data pubblicazione: 2 edizione (7 novembre 2017)
  • Collana: Clouds
  • Genere: Narrativa a fumetti
  • Prezzo di copertina: 11,40 euro

Trama

Fin da quando fu proiettato per la prima volta nei cinema, nel lontano 1990, Edward Mani di Forbice divenne un film di culto, lanciando un giovane e smunto Johnny Depp come attore di primo piano di Hollywood.

Il protagonista era un “essere artificiale” creato da un inventore che lo amava come un figlio. Purtroppo il suo creatore morì prima di poterlo completare, lasciandolo così senza delle vere e proprie mani: con delle forbici provvisorie al posto delle dita.
Il volto pallido di Edward, così, è pieno di ferite di taglio, come un bambino che non sappia ancora badare a se stesso.
Questa opera non avrebbe potuto non assurgere a simbolo di una generazione: i tratti gotici perfettamente inseriti nei nostri giorni, la malinconica tristezza di un essere creato senza mani, e perciò in un certo senso senza anima, senza identità, che cerca se stesso nelle proprie debolezze e si riscopre più umano delle persone “vere”. Questo fumetto non è un pedissequo adattamento del film, che di per sé avrebbe avuto poco senso data la perfezione della pellicola. Si tratta invece di una storia nuova, poetica come l’originale, gotica e toccante.
Sono passati tanti anni, ed Edward non è invecchiato di un giorno. Il suo è sempre lo stesso sguardo triste e pensieroso. Scopre che il suo inventore aveva anche un altro progetto nello scantinato e gli dà vita seguendo le istruzioni che trova sopra un diario. Ma la nuova creatura è di temperamento malvagio, e fugge. Comincia a spaventare gli abitanti della città che si rivolteranno una seconda volta contro Edward, credendo che sia lui la causa di tutto. La storia si apre con Mess, in tutto e per tutto identica alla sua nonna, Kim, che bussa al cancello di Edward e lo incontra. Lui la scambia per la donna che aveva amato un tempo, ma l’equivoco è presto chiarito. Insieme lotteranno contro la nuova creatura, e Mess riscoprirà quanto di vero ci fosse nelle fiabe che la nonna le raccontava quand’era piccola.

Recensione

Cari lettori oggi sono felice di parlarvi della graphic novel “Edward Mani di Forbice – qualche anno dopo” scritta da Kate Leth e disegnata da Drew Rausch edita Npe. Ringrazio di vero cuore la mia migliore amica per avermi fatto questo splendido regalo, ancora una volta ho avuto modo di sognare una storia che vede come protagonista un personaggio che si discosta da altri, una persona diversa, un personaggio che va semplicemente capito e amato. Chi almeno una volta si è sentito diverso? Chi almeno una volta si è sentito incompreso? Io credo che sia molto facile potersi immedesimare nei panni del protagonista. Per chi non lo sapesse uno dei miei film preferiti nonché film Cult è proprio “Edward Mani di Forbice” capolavoro realizzato nel 1990 diretto dal grande Tim Burton che vide come protagonista l’attore Johnny Deep.

Una favola magica che fa sognare il pubblico in tutti i 105 minuti. Per chi volesse scoprire qualcosa in più del film, non posso fare altro che consigliarvi il libro “Cult – I film che ti hanno cambiato la vita” edito Multiplayer Edizioni realizzato da Luca Liguori, Antonio Cuomo e Giuseppe Grossi. Ritornando a parlare della graphic novel, questa, riprende la storia creata da Tim Burton solo a distanza di anni. Rivedere un personaggio tanto amato in una storia moderna mi ha lasciato senza parole, le mie aspettative erano davvero alte e devo dire che sono molto soddisfatta di questa lettura. “Edward Mani di Forbice – qualche anno dopo” ricrea in maniera impeccabile quell’atmosfera gotica e romantica, poetica e misteriosa del film. I disegni di Drew Rausch conferiscono all’opera un che si fiabesco, che si discostano in qualche modo con il film ma che rendono quest’opera unica nel suo genere.

Per i colori utilizzati il disegnatore, ci disegna la realtà di Edward con colori scuri e con le diverse sfumature del grigio mentre il resto del mondo, quindi la cittadina e gli abitanti sono colorati, abbiamo quindi un distacco tra due visioni. In questa graphic novel ritroviamo anni dopo Edward identico a com’era, lo stesso personaggio malinconico che vive in un castello su una collina. La solitudine porta il nostro protagonista a scavare tra i segreti del suo creatore ed è proprio lì che trova un diario con una creazione mal funzionante mai portata a termine. Preso dalla solitudine di provare a far prendere vita a quell’opera incompleta. Ci riesce ma inconsapevolmente ha dato vita a una creatura molto diversa da lui, malvagia ed egoista che fugge dal controllo del suo creatore, nascondendosi in città e spaventando i cittadini in particolar modo i bambini.

“Il dodicenne Philip Brosgol è scomparso la notte scorsa da un quartiere in periferia mentre portava a spasso il suo cane”

Quando Philip scompare, misteriosamente, tutti in città incolpano quello che loro definiscono “mostro” e “assassino”: Edward. Fortunatamente Edward non sarà solo perché al suo fianco ci sarà Meg, la nipote del grande amore di Edward. La nonna ha sempre raccontato di lui in maniera sognante ma per il vicinato è stata definita semplicemente una pazza. Sua nipote Mag incuriosita dai racconti della ormai defunta nonna, decide di andare a vedere di persona se ciò che l’era stato raccontato era realtà o finzione. Giunta al castello si rende conto della veridicità dei racconti di Kim Boggs (la nonna) e quando incontra Edward, non può fare altro che capire che il mondo non lo conosceva davvero. Il loro incontro sarà un inizio di un’avventura perché dovranno far capire al mondo intero chi è davvero e dovranno fermare quella creazione che mai avrebbe dovuto prendere vita. Sicuramente Edward Mani di Forbice – qualche anno dopo” è una graphic novel che si legge in breve tempo ma che va amata in tutte le sue pagine. Sicuramente come per il film il lettore vi ritroverà una morale molto importante nascosta tra le varie tavole: l’accettazione di chi è diverso. La diversità tende a far paura, non è facile accettare e amare chi non è simile a noi ma farlo è davvero prezioso. Il mondo è bello proprio per la nostra diversità.

Giada

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