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9# La vostra voce – The little ladies – Naomi Bonasia

Buongiorno cari lettori, oggi inauguriamo una nuova rubrica, “La vostra voce”, un’idea nata in collaborazione con il blog Tra due mondi, per dare voce e spazio ai vostri scritti. Appuntamento fisso ogni martedì e giovedì.

Scheda Tecnica

Trama

Londra 1840. Rebecca e Georgiana hanno solo sedici anni, ma il loro destino appare già segnato. Una è fuoco e fiamme, l’altra dolcezza e compassione. Nessuna delle due desidera la vita che i genitori vogliono imporre loro.In un’epoca in cui essere se stessi è un delitto l’amicizia tra due donne può rappresentare la strada per la libertà.

5 buoni motivi per leggere il testo

1 All’interno del romanzo ci sono molte curiosità storiche sparse per il testo.
2 A differenza di molti romanzi storici ambientati in epoca vittoriana il tema principale non è l’amore ma l’amicizia.
3 In una società come la nostra è importante leggere libri che parlino di solidarietà femminile.
4 La libertà in tutte le sue forme è alla base di tutta la storia.
5 Un lettore una volta disse che The little ladies gli ricordava i quadri di Dante Gabriel Rossetti per delicatezza e atmosfere.

Estratti

La fanciulla annuì flebilmente, quelle parole pesarono sul suo petto come un macigno. Voleva sposarsi ed essere una buona moglie, eppure in cuor suo sperava quel momento non arrivasse presto. Voleva adempiere ai suoi doveri di donna, ma quali erano? Sorvegliare e organizzare la casa, andare in chiesa la domenica, procreare e crescere i propri figli; un ingranaggio che compie movimenti meccanici secondo dopo secondo, senza cambiare mai la direzione della lancetta, non riuscendo mai ad accelerare o decelerare il tempo. Erano questi i suoi doveri da donna? Una donna era un essere tanto etereo e effimero incapace di compiere delle scelte in modo autonomo, questo era ciò che conosceva della condizione di una donna.

«Non avete fatto nulla di sbagliato. Siete solo stata ingenua.»
«Ho peccato!»
«Chi non lo fa? E lui, lui non ha forse commesso lo stesso peccato?» Le lacrime iniziarono a rigarle le guance. Era delusa, amareggiata, sconfitta.
«Lui è un uomo, a nessuno importa quante donne hanno giaciuto nel suo letto.»
«Basta, ora vi dico una cosa. Noi siamo di carne esattamente come loro, abbiamo desideri e istinti forti tanto quelli degli uomini e solo Dio ha il diritto di giudicarvi. Sono stanca di sentirmi dire che dobbiamo vivere per procreare, per amarli e rispettarli quando loro non fanno altrettanto con noi… Rebecca è di sotto, ad affrontare gli sguardi e le accuse di chi la incolperà per una violenza subita. Perciò non rinchiudetevi in questa stanza a piangere, qualsiasi cosa farete verrete additata, giudicata, insultata. Siate forte.» si alzò in piedi, tremava per il nervoso e sentiva freddo, tanto freddo. «Adesso scusatemi, ho bisogno di andare nelle mie stanze a riflettere.»

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