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Recensione – La mia promessa – Federica Caglioni

Benvenuti fanciulli in questa recensione dedicata all’opera di Federica Caglioni, che ringrazio per la copia cartacea omaggiata.
Un piccolo libricino che racchiude uno dei quesiti più grandi, mai risolti: manteniamo le promesse? Oppure ci facciamo cogliere dal vortice chiamato “quotidianità”?

Scheda Tecnica

Trama

“Non importa quale sia il motivo che ti spinge, ma vivi. Tu sei vivo, Leo, indipendentemente da tutte le ragioni che la tua testa cercherà di rifilarti per convincerti del contrario.”
Come fotografo di fama mondiale Leo Schultz aveva tutto ciò che si può desiderare dalla vita: successo, ricchezza e la sua adorata moglie Susan. Ma non sempre le cose vanno come ci si aspetta e Leo lo ha imparato a sue spese.
Ora ha perso tutto ciò che contava davvero e a ricordargli che la sua vita avrebbe potuto essere un treno in piena corsa verso la felicità non gli resta che una promessa mai mantenuta. Una promessa e dei sensi di colpa, con i quali dovrà imparare a convivere.

Recensione

Questa storia racconta il percorso di Leo, noto fotografo, a mettere un punto fermo nella sua vita scossa da un’avvenimento molto toccante. Sua moglie è in bilico tra la vita e la morte, portando all’esasperazione il cuore e la mente del nostro protagonista.
L’autrice ha scelto di narrare tutto sotto l’ottica di Leo, proiettando passato e presente, per comprendere sia lo stato d’animo, che i sensi di colpa scavati dentro di lui.

Il mio unico desidero è vedere ancora quel sorriso illuminarle il viso. Non ricordo quand’è stato, ma sono sicuro che siano passati anni e fatico a ricordare il modo dolce in cui gli angoli della sua bocca si curvano verso l’alto, timidi come un’ape che assaggia il nettare dei fiori per la prima volta, quasi temesse di essere sopraffatta dall’estasi di una simile esperienza.

Quante volte ci facciamo trascinare dai gesti scanditi nel tempo, ripetuti all’infinito, senza prestare attenzione alle cose che ci circondano?
Leo analizza la sua intera vita, associando le sue colpe e mancanze, alla situazione e distruggendosi ogni giorno, sempre di più.

E a poco mi è utile rivedere quello sprazzo di tempo in cui è stata felice, se colei che ho davanti agli occhi in questo istante non può nemmeno lontanamente sperare di tornare a essere quella di un tempo.

L’autrice, esponendo questa storia, ha cercato di trasmettere una grande lezione di vita ricordando che il tempo che trascorriamo senza “viverlo” è tempo perso. Proiettando sull’amore, aumenta il suo significato.

Considerando la “lunghezza” della storia, Federica è riuscita a strutturare il giusto spessore al protagonista. Manca la voce femminile perché ascoltare la “versione” di lui, non sempre combacia con pensieri e stati d’animo di lei. Questo elemento avrebbe arricchito una storia molto interessante, “giustificando” il percorso dei protagonisti “attivi e passivi”.

Mi è sempre sembrato che “Non ti accorgi di avere qualcosa finché non la perdi” fosse la peggiore delle frasi fatte, pari merito con “When it rains, il pours”, e credo dipenda dal mio scattare fotografie.

Dando risalto alla copertina, si poteva puntare su un concetto diverso, più “concreto” e inerente alla storia, rimanendo anonimo e di difficile interpretazione.

Accetterei qualunque emozione, qualsiasi rimprovero o lamentela purché tutto sia pronunciato dalle sue labbra, con la sua voce leggermente roca ma musicale. Sono disposto a tutto, anche ad accettare il divorzio, ma solo se in cambio posso ottenere che Susan si svegli.
“Di fronte a te ho perduto ogni fiducia in me stesso e conseguito in cambio uno sconfinato senso di colpa”.

Nel complesso una buona storia che tocca le corde giuste, leggermente migliorabile ma con buone basi.
Vi porterà a riflettere e dare giusto peso alle cose consigliato.

Alla prossima dalla vostra CAPPELLAIA MATTA.

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