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Recensione – Dentro la maschera – M. Schwob, G. Meyrink, G. De Maupassant, E.A. Poe

Benvenuti fanciulli in questa recensione dedicata ad un libricino edito dalla casa editrice che stimo per unicità, stile e voglia di esplorare gli abissi di storie dimenticate.

Altri esempi:
Recensione – Finché morte non vi separi – Abeditore
Recensione – La casa delle bambole infestata e la mezzatinta – Montague Rhodes James
Recensione – Istantanee – Dieci racconti per sognatori diurni _ Matteo Zanini

Scheda Tecnica

  • Titolo: DENTRO LA MASCHERA
  • Autore: M. Schwob, G. Meyrink, G. De Maupassant, E.A. Poe
  • Traduttore: A. Tranfici, A. Marzigliano, L. Lombardi, V. Avallone
  • Pagine: 110
  • Editore : ABEditore
  • Data pubblicazione: 10 ottobre 2018
  • Genere: Racconti horror
  • Cartaceo: 6,90 euro
  • Contiene:
  • IL RE DALLA MASCHERA D’ORO di Marcel Schwob (1867-1905)
  • L’UOMO SULLA BOTTIGLIA di Gustav Meyrink (1868-1932)
  • LA MASCHERA di Guy De Maupassant (1850-1893)
  • LA MASCHERA DELLA MORTE ROSSA di Edgar Allan Poe (1809-1849)

Trama

“Se la maschera crea da un lato il comico e il buffonesco e dall’altro il deforme e l’orribile, è altrettanto vero che talvolta questi mondi, in apparenza distanti, convergono intrecciandosi in quelli che si potrebbero definire a tutti gli effetti labirinti dell’orrore. Ed è questa la chiave di lettura necessaria per penetrare nell’oscurità dei racconti scelti, in un crescendo di incubi, allucinazioni e disperazione che dilatano il tempo e lo spazio innescando un dubbio strisciante: qual è il vero io? Le sovrastrutture dell’io date dalla società e da valori non condivisi conducono, più o meno consapevolmente, a mostrare parti frammentate e non necessariamente veritiere di se stessi. Ma cosa si cela realmente negli abissi dell’uomo? La domanda resta senza risposta certa, nella vita così come nella letteratura che la rispecchia.

Parallelamente all’orrore si insinua il grottesco, un vero e proprio catalizzatore impiegato per sondare il male, il deforme e l’orribile. L’empietà diviene dunque un trait d’union essenziale, nonché indispensabile, nel delineare i percorsi oscuri degli incubi più temibili: la malattia, la morte, la perdizione dell’anima. Il realismo onirico di tali angosce sfocia nella manifestazione di patologici deliri diurni, come avviene nel caso de Il re dalla maschera d’oro di Schwob in cui l’unica visione conforme alla verità viene veicolata da un cieco che ricorda Tiresia: oracolo divinatorio portatore, in questo caso, di disgrazie.”
dalla prefazione di Sara Elisa Riva

Recensione

Grazie all’opportunità concessa dalla casa editrice, sono riuscita ad assaporare diverse pubblicazioni e comprendere l’essenza stessa del loro concept.
Rievocare vecchie storie lasciate impolverate nel tempo, dimostra il grande rispetto per il passato e l’elogio del presente fatto da piccoli amuleti letterari, pieni di cura del particolare che enfatizza la storia.

Il concetto intrinseco di questa raccolta di racconti, è la stessa matrice che frulla nella mia testa, ogni qualvolta conosco una persona nuova.
Quanto di quello che vedo è reale? Quanto è frutto della maschera creata per illudere e distruggere? Preservare la propria immagine possiede più valore dell’immagine stessa?

Questo libricino esplora la complessità della mente umana a prescindere dal contesto storico, dalla cultura o dalla religione, tutto si ricollega alla nostra stessa personalità.
Portare una maschera, nel tempo, lacera la mente e muta la realtà, portando alla completa confusione e delirio su cosa venga prima: la nsotra persona oppure la maschera costruita per la società.

Un macabro insegnamento viene prodigato attraverso racconti brevi, sapientemente tradotti e illustrati, evidenziando esempi tangibili specchiati nella realtà. Utilizzerò come esempio “Il Re dalla Maschera d’oro”, facilmente intuibile dal titolo, senza effettuare spoiler evidenti. La figura del reale per eccellenza, rappresenta l’elogio e il massimo potere dell’uomo al punto da rendersi perfetto e pregiato come un lingotto d’oro ma non tangibile all’occhio della realtà.
Una maschera, fa spessore ma non sostituisce ne il bene e ne il male presente in una persona. Marcio profondo e macraba tristezza quando si realizza il vero essere delle persone.

Vivendo in un’epoca costruita sull’illusione, di cosa possiamo veramente fidarci?
Quanto spessore possiede la maschera che portiamo?

Come sempre la casa editrice, Abeditore, risulta una certezza per me e, osservando nel tempo ogni opera, ho la completa certezza di come una semplice storia passata, possa rivivere in una veste nuova, senza snaturarlo. Super consigliato.

Alla prossima dalla vostra CAPPELLAIA MATTA.

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