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Recensione – Blackbox la Quadrilogia – Giuseppe Grossi, Mario Monno, Gaetano Longo

Scheda Tecnica

Blackbox 1 – Futura memoria

  • Autori: Giuseppe Grossi, Lorenzo Scipioni, Gaetano Longo
  • Colore o B/N: Colore
  • Data di pubblicazione: 06/06/2016
  • Formato e rilegatura: Brossurato, 16,5×23,5
  • Genere: Avventura, Steampunk
  • Pagine: 64
  • Prezzo: 9,40 euro

Trama

“Blackbox, 1 – Futura memoria” è il primo volume di una quadrilogia distopica con tonalità steampunk, ambientata ad Ecrònia, una sconfinata città dove vige l’ordine e ognuno degli abitanti ambisce a far progredire la società. In questa megalopoli che funziona come un perfetto ingranaggio, ripetere il passato è l’unico modo per affrontare il futuro. Riti, vincoli e anniversari spingono la gente a rispettare una memoria quasi sempre crudele e cinica. Perché ad Ecrònia nessuno gioca più, ma tutti conoscono le regole. All’interno di questa società abitudinaria e ordinata, si muove Isaac, un cinico addetto del Progetto E.L.I.A. che non vede l’ora di combattere e dimostrare il suo valore. Un figlio che non ama la vita e odia sua madre Judith, una vecchia giostraia che ancora contribuisce alla periodica Guerra tra giovani e vecchi costruendo ibromi, esseri antropomorfi destinati al combattimento. Questo fumetto mostra una distopia che non è felice di esserlo e per questo si serve del sentimento, del rimorso e dell’amore, per reagire al mondo impostato di Ecrònia. Questi forse saranno gli unici modi per non essere controllati e assoggettati diventando però così soggetti pericolosi.

Blackbox 2 – Innocenza meccanica

  • Autori: Giuseppe Grossi, Lorenzo Scipioni, Gaetano Longo
  • Colore o B/N: Colore
  • Data di pubblicazione: 02/10/2017
  • Formato e rilegatura: Brossurato, 16,5×23,5
  • Genere: Avventura, Steampunk
  • Pagine: 64
  • Prezzo: 9,40 euro

Trama

Il secondo atto di una quadrilogia steampunk, “Blackbox 2, Innocenza Meccanica” vi porta nel cuore di Ecrònia, una megalopoli crudele e pragmatica, dove ogni 25 anni una guerra tra maestri e allievi decide chi governerà la città. Tra cinismo e sentimento, cattiveria e altruismo, questo albo mostra il punto di vista di ogni generazione. La curiosità dei bambini, le speranze dei giovani, l’apatia degli adulti, la consapevolezza degli anziani. Ad Ecrònia bisogna capire chi sarà il padrone del futuro.

Blackbox 3 – Eterna ribellione

  • Autori: Giuseppe Grossi, Lorenzo Scipioni, Gaetano Longo
  • Colore o B/N: Colore
  • Data di pubblicazione: 14/02/2019
  • Formato e rilegatura: Brossurato, 16,5×23,5
  • Genere: Avventura, Steampunk
  • Pagine: 48
  • Prezzo: 9,40 euro

Trama

La cruda realtà distopica di Blackbox giunge al suo penultimo e fondamentale capitolo. La Guerra tra Allievi e Maestri ha inzio! Due generazioni si confrontano e scontrano per decidere quale delle due sarà più degna a continuare a governare una città che ha già forgiato e deciso il destino di ogni suo abitante, di ogni suo ingranaggio. In un luogo come Ecrònia sembra non esserci spazio per i sentimenti, eppure il germe di una umanità ormai apparentemente persa si fa strada proprio nelle macchine di morte scelte come espressione della raffinata e perversa devozione al progresso: gli Ibromi, fusione di tecnologia e scarti umani. Saranno forse proprio loro a incrinare il destino già scritto di una città congelata nel suo continuo progredire e a segnare la vita di Isaac e di tutti gli altri protagonisti di questa saga.

Blackbox 4 – Eredità Furiosa

  • Autori: Giuseppe Grossi, Lorenzo Scipioni, Gaetano Longo
  • Colore o B/N: Colore
  • Data di pubblicazione: 14/02/2019
  • Formato e rilegatura: Brossurato, 16,5×23,5
  • Genere: Avventura, Steampunk
  • Pagine: 48
  • Prezzo: 9,40 euro

Trama

La guerra di Ecrònia, che ogni 25 anni mette contro maestri e allievi, è giunta. I vincitori controlleranno la città per gli anni a seguire. Il cinico e spietato scontro generazionale giunge al termine con il quarto e ultimo albo di Blackbox, la saga steampunk che ha stupito il fumetto italiano con un immaginario distopico dalle tinte dark.

Recensione

Blackbox la Quadrilogia di Giuseppe Grossi, Mario Monno, Gaetano Longo edito Hyppostyle

Cari lettori oggi ho il piacere di parlarvi della quadrilogia “Blackbox” di Giuseppe Grossi (ideatore della storia), Mario Monno (disegnatore) e Gaetano Longo (colorista) edito Hyppostyle con cui ho il piacere di collaborare. Si tratta di una serie distopica dalle tinte steampunk composta di quattro volumi.

Adoro il genere Steampunk (filone della narrativa fantastica nel dettaglio fantascientifica che introduce una tecnologia anacronistica all’interno di un’ambientazione storica, spesso l’Ottocento e in particolare la Londra vittoriana) che rende la narrazione davvero unica nel suo genere con toni cupi e drammatici in grado di far riflettere il lettore. Disegni curati nei minimi dettagli con tavole che variano dai colori chiari ai colori più scuri ma intensi. Si vede che è un fumetto studiato sotto ogni punto di vista.

Le copertine di tutti e quattro i volumi sono di carta ruvida mentre gli interni sono in carta patinata (lucida). Questo distacco dall’esterno all’interno devo dire che mi è piaciuto, ho trovato carina l’idea di lasciare una pagina bianca per ricevere uno schizzo o una dedica all’interno del volume. Introduciamoci ora nel vivo della storia, una narrazione non facile anzi, cruda e spietata.

“In fondo siamo tutti marionette di qualcun altro.”

Ci troviamo nel mondo di Ecrònia, un mondo in cui ci sono regole rigide da rispettare, un mondo in cui bambini, ragazzi e anziani devono confrontarsi. Un modo dove le persone deboli soccombono e le persone forti vincono. Veniamo catapultati in un modo, dove non mancheranno flashback del passato che serviranno a farci capire ancor meglio la storia, dove tutto ha inizio, ma ci saranno anche degli sbalzi temporali che ci faranno capire come negli anni Ecrònia sia cambiata. In questo mondo la popolazione è obbligata a seguire le regole senza opporsi, un mondo dove vi è una guerra ogni venticinque anni tra padri e figli, maestri contro allievi.

“Semina, estirpa, raccogli, della tua storia siamo i fogli”

Tutto ciò che rappresenta il dolore e la sofferenza col tempo serve per rafforzare le persone non solo a livello fisico ma anche psicologico. Persone che vengono allontanate dalle proprie famiglie per un bene superiore. Un’umanità perduta alla ricerca di una speranza. La nostra storia ha inizio nel 1202, dove vi è la battaglia sui Campi, una guerra feroce che colpisce con orrore il mondo di Ecrònia, e che ci viene rappresentata in pochissime tavole per poi catapultarci nel 1805, il mondo è cambiato ma le regole no, anzi sembravano essersi rafforzate. Ai bambini viene insegnato fin dalla giovane età il distacco con le persone attraverso i loro giochi che sono bruciati per essere “purificati”. Per le persone è la normalità ma Judith, una bambina di quattro anni no, non vuole perdere i suoi giocattoli per delle regole che le sembrano assurde. In quel fuoco perse i suoi amici giocattoli ma trovò il conforto di suo fratello Cobb.

“Quel giorno imparai che le cose possono anche bruciare”

Terminato questo lasso temporale, ritroviamo Judith ormai anziana e cieca nel 1885. Judith è un bravo ingegnere e il suo talento ha più volte salvata da una morte certa. Lei serve ancora soprattutto con l’avvicinarsi di una nuova guerra. Nella guerra non combattono solo gli uomini ma anche i “ibromi” macchine fatte con resti del corpo umano capaci di struggere ogni cosa. Oltre a Judith, faremo la conoscenza di suo figlio Isaac funzionario E.L.I.A. Voglio sottolineare che la protagonista indiscussa di questa storia e di tutti e quattro i volumi è proprio Ecrònia, anche perché questo mondo vede regole legate a lei e persone che la venerano nonostante tutto.

I personaggi sono davvero molteplici e ognuno ben caratterizzato. Il primo volume è pieno di  flashback e flashforward che servono proprio per farci capire il tutto ancor prima di iniziare. La lettura del primo volume può apparire “pesante” ma dal secondo volume abbiamo una lettura più fluida. Ecrònia non è un mondo fatto per le persone deboli e sentimentaliste. E anche i bambini fin dalla giovane età devono superare dei test se vogliono sopravvivere, questo test di chiama Great Gear.

“Si scrive “Luna Park”, si legge “Teatro degli orrori””

Il Great Gear che ai bambini sembra un meraviglioso parco giochi dove divertirsi, e mangiare zucchero filato è in realtà un test individuale, una prova per decidere il destino dei bambini attraverso le varie attrazioni.

“La “Casa degli Orrori” per dividere i coraggiosi dai spavaldi, il “Tiro a segno” per individuare i migliori soldati di domani, la “Sala degli specchi” dove mettere alla prova il proprio senso di orientamento. Il Great Gear studia l’infanzia”

Ormai la guerra è vicina e sono molte le scelte che si dovranno fare e anche Isaac dovrà fare le sue scelte per non perdere la persona che ama: Triss. Nel terzo volume verrà affrontato anche il concetto di perdita e la tenerezza che mette in moto i sentimenti, uno scontro particolare che vede nemici Maestri e Allievi aiutati dagli Ibromi. In questa guerra i robot fatti di carne umana si combattono e anche la creazione di Judith, Laft, deve combattere ma lui è diverso dagli altri abomini, lui sembrerebbe avere una propria coscienza.

Il quarto e ultimo volume è quello su cui ho pianto perché nella vita veniamo sempre messi davanti a delle scelte che cambieranno per sempre il nostro futuro, anche quelle scelte che pensiamo siano sbagliate forse infondo non lo sono state. Ho scritto tanto su questi quattro volumi ma credo non sia abbastanza perché l’emozione non può essere definita in qualche modo. Sono lieta davvero di aver letto questi quattro volumi che mi hanno fatto riflettere molto, quindi ci tengo ancora a ringraziare la casa editrice Hyppostyle per l’opportunità e un grazie di vero cuore agli artisti di questo fumetto che per me è un capolavoro.

Giada

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