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Recensione – Lettera alla sposa – Licia Allara

Buongiorno fanciulli e benvenuti in questa nuova recensione a tema sposalizio, grazie all’autrice Licia Allara consapevole di analizzare uno dei temi più scottanti: il matrimonio.

Scheda Tecnica

Trama

Un matrimonio. Questa storia inizia con la grande attesa per il matrimonio dell’anno in un luogo incantato. Chi sono la sposa e lo sposo? Chi c’è davvero dietro alcuni dei volti che incontrerete alla cerimonia? Quali segreti, quali improbabili intrecci di vite? Il matrimonio: punto di arrivo, punto di partenza per una nuova vita? L’autrice vi condurrà al finale inaspettato attraverso una galleria di personaggi indimenticabili: alla fine vi sembrerà di conoscerli da sempre, benché non abbiano un nome; personaggi e luoghi senza nome perché c’è un senso più profondo e universale, c’è qualcosa che va oltre, tra le righe, e Licia Allara ha dimostrato un’abilità straordinaria nell’accompagnare il lettore ben al di là delle pagine del libro. “Questa storia racconta di piccoli e grandi segni, di piccole e grandi occasioni, colte e perdute”, e al termine della lettura una domanda potrebbe assediarvi. Se lo farà, non ve ne libererete più. Quand’è che la vostra vita si è fermata? E come è ripartita?

Recensione

Mi rendo conto che questo libro può essere recepito in maniera contrastante in base allo stato della propria situazione. Se siete scampare al fatidico passo, avrete modo di capire il clima e le scelte di una sposa; se quel passo è stati fatto di recente o da anni, avrete la netta sensazione di deja-vu.
L’autrice ha scelto di adoperare una “forza” tecnica di scrittura utilizzando il “semi-anonimato” per alcune situazioni o personaggi per offrire uno spiraglio di contatto tra libro e lettore senza vincoli di nomi o grandi descrizioni penalizzanti.
Di contro, molte persone, potrebbero recepire come discordante o distanti, qui prevale molto il lato soggettivo della lettura e il modo di legarsi all’opera.

Quando le aspettative sono troppo alte, è rarissimo che la realtà superi la fantasia. Ma quella mattina capitò a tutti: quella radura in mezzo agli ulivi, quella chiesetta romanica a picco sul mare, quella mattina tersa, di colori, profumi e intensità inauditi per chi non conosce il mare di novembre, erano semplicemente perfette.
Gli sposi l’avevano immaginata così. Così l’avevano voluta.
Scenografia perfetta per un matrimonio, per il loro matrimonio, per l’inizio del loro film.
Un film.
(Ma non era la vita che dovevano incominciare a girare?)

L’autrice ha scelto di narrare il percorso di una coppia di sposi che devono preoccuparsi di tutto e tutti, procurando un senso di attesa costante verso il fatidico giorno.
Ironicamente in questo libro abbiamo un gioco di ruoli dove tutti dicono la propria ma nessuno effettivamente prende vere decisioni. Un continuo correre contro il tempo e “l’apparenza” creando un’immagine idilliaca non veritiera..

L’autrice ha scelto di rivelare quella maschera fatta di preparativi, attesa, aspettative, ansie, incomprensioni e assolute accettazioni delle cose/eventi che ruotano intorno ad essi. Ok, non sarà mai identico per ogni singola persona ma eliminare quel “velo” immacolato narrando in maniera realistica, offre un buon mezzo di riflessione.

Non aspettatevi una storia romantica ma un viaggio introspettivo dove, attraverso una prosa semplice in terza persona, amplifica la narrazione contemporanea, incentivando “l’osservazione” (descrizione) rispetto “all’agire” (dialogo).

Una lettura senza tempo e target perché può avvicinarsi a tutti e portare al pensiero su diverse angolazioni.
Non risulta mai una vera e propria presa di posizione, anche perchè non risulta l’obiettivo principale dell’autrice.

Diciamo che, dopo la lettura, avrete “vibrazioni diverse” quando capiterà un’invito di matrimonio, in tutti i sensi.

Alla prossima dalla vostra CAPPELLAIA MATTA.

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