Amministratrice @unteconlapalma · Collaborazione - Casa Editrice · Narrativa Contemporanea · Recensione

Recensione – Prima di andare via – Massimiliano Ciotola

Buongiorno fanciulli e benvenuti in questa nuova recensione dedicata al libro di Massimiliano Ciotola edito Ater che ringrazio per la copia cartacea omaggiata.

Scheda Tecnica

Trama

Ci riuniamo in una stanza del Policlinico.
Ci aiutiamo, anche se sappiamo di essere oltre ogni possibilità di aiuto.
Perché quando non hai veramente più nulla da perdere, puoi fare qualsiasi cosa.
Qualsiasi cosa.
Non ci sono più confini.
Neanche tra il bene e il male.

Recensione

Eccoci qui a documentare una lettura strana: al limite dell’assurdo ma follemente vero.
Appena ho visionato la trama, nel mio cuore pensavo “Palma questa lettura sarà un tuffo nel passato, ne sei totalmente certa? Sei sicura di rivivere determinati ricordi?”; ovviamente se ci troviamo qui risulta scontata la risposta.

Entriamo nel vivo della storia perché parleremo del filo sottile che lega un gruppo di malati terminali al poco tempo rimasto sulla terra.
Cosa vivono, provano, sentono quelle persone che possiedono la consapevolezza di essere solo un tramite?
Un gruppo di persone con età e situazioni diverse, raccontano il proprio obiettivo attraverso un incontro collettivo. Anche la new entry (Marco) subirà lo stesso percorso ma, la sua persona, possiede qualcosa di diverso, una pacatezza sconcertante per il luogo e la situazione nel quale si trova, mostrando subito la sua peculiarità.

Questo libro concentra in sé una tematica molto spinosa e controversa. Cosa passerà nella testa di un malato terminale? Come vivono la loro “quotidianità”? Cosa provano? Riescono ad esprimersi liberamente?

So che questi pensieri sono inutili. È una delle prime cose che ci dicono.
Capire
il perché a noi interessa ben poco, ormai.
Il come già è una cosa che tocca di più.
Farà male?
Sarò in grado di lavarmi il culo da solo?
Poi c’è
il quando, ovviamente. Quella è la domanda delle domande.
Che poi, la risposta alla fine è sempre la stessa, per noi.
Troppo presto.

Ecco, la voce narrante di questa storia è Francesco, uno dei componenti del gruppo e portavoce del percorso di Marco. Descritto come un uomo freddo e distaccato, riesce a confondere il lettore nella prima parte del libro.

«Quando abbiamo deciso di prendere parte a questi incontri lo abbiamo fatto, come te, perché nella nostra situazione è una… prescrizione come un’altra. Capisci, no? I dottori ci dicono di fare qualcosa e noi la facciamo. Prendi un medicinale, non mangiare frittura, non bere alcolico…qui però abbiamo trovato qualcosa di più: la libertà di parlare di qualcosa che normalmente ci fa paura, o ci imbarazza troppo per discuterne con altri, con qualcuno che non capirebbe. Paura, dubbi, rimorsi. Piccole cose, magari…»
Bugia bianca.
«…ma che possono peggiorare la nostra vita.»

L’autore Massimiliano, volutamente, ha cercato di ambientare il lettore attraverso una prosa frettolosa e, allo stesso tempo, scandito in ogni singola azione per dimostrare il ticchettio inesorabile del tempo senza tempo per un malato che osserva distrattamente lo scorrere delle lancette senza afferrarle mai.
Un libro che sviluppa una storia di fantasia, tratto da un’episodio vero e preso come ammonimento alla riflessione dello stesso autore e di chiunque perde una persona cara.
Il tempo non è denaro ma vita. Ogni singolo momento va vissuto al massimo della sua interezza e cercare di dare valore ad ogni singola nostra azione.
Diciamo che il detto “vivi giorno dopo giorno” è l’emblema di questo libro offrendo diversi messaggi importanti e sacri.
Non si tratta di una lettura leggera e io stessa, in alcuni momenti, ho fatto fatica ma, se conclusa, possiede il suo perché simbolico.

Alla prossima dalla vostra CAPPELLAIA MATTA.

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