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#REVIEWDIARY – La vera storia della baronessa di Carini – Michele La Tona

21 Agosto 2020

“La pallida morte batte ugualmente al tugurio del povero come al castello dei re.”
Quinto Orazio Flacco

Scheda Tecnica

  • TITOLO: La vera storia della baronessa di Carini
  • AUTORE: Michele La Tona
  • CASA EDITRICE: Bellanca
  • FORMATO: cartaceo
  • ANNO DI PUBBLICAZIONE: 1975
  • GENERE: Giallo e Thriller
  • Cartaceo: 34,00 euro

Trama

Ricostruzione della storia della Baronessa di Carini dall’ opera “Carini nell’ arte del sacerdote Vincenzo Badalamenti. [bellanca-1975] buono stato brossura 20,5×14 – 98 pp + tavole ft in b/n []

Recensione

In Sicilia, a Carini, piccolo centro del comune di Palermo, dentro il più maestoso dei castelli siciliani del ‘500  si svilupparono le vicende legate ad un funesto avvenimento che ancora oggi non smette di suscitare  inquietudine.
È una storia vera!
Una triste vicenda che sporcò di sangue le pareti del più sontuoso dei castelli della nobiltà siciliana.

La storia di un duplice omicidio, quello di una giovane baronessa e del suo amante, avvenuto il lontano 4 dicembre del 1563.
Un alone di mistero avvolge tutt’oggi il castello di Carini, che ogni anno registra migliaia di visitatori.
Diverse leggende narrano dell’anima vagante della splendida baronessa che, attraverso un canto aggraziato e nonostante siano trascorsi cinque secoli, non smette di urlare le pene del suo straziante amore, all’interno di quel magnifico castello.

L’impronta lasciata dalla sua mano sporca di sangue, a seguito della pugnalata mortale infertale sul petto, non ne vuol sapere di sparire dalla parete della stanza dove venne assassinata; la stessa impronta ogni anno, il 4 dicembre, anniversario della sua morte, si fa più visibile, più definita nei contorni.

La baronessa vive, vive più che mai,  perché fu capace con  la sua dolcezza, la sua gentilezza e la sua bontà di farsi amare da chiunque avesse avuto la fortuna di incontrarla.

Qui conosciamo la storia della vita di donna Laura Lanza di Trabia, attraverso la penna fluida, scorrevole e raffinata di Michele La Tona ne “La vera storia della baronessa di Carini”.

In questo racconto il  lettore scopre innanzitutto l’identità, il carattere e la personalità di una ragazza appartenente ad una notabile famiglia siciliana e il cui padre, Cesare Lanza di Trabia, decide di darla in sposa alla giovanissima età di 14 anni, solo ed esclusivamente per ragioni di interesse, al barone Vincenzo II La Grua.

Una giovane donna di classe, dai modi estremamente gentili ed eleganti, con fare umile e aggraziato, amata, ma mai invidiata, nonostante la sua incredibile bellezza.
Si tratta di Laura Lanza di Trabia, diventata successivamente alle nozze, baronessa di Carini.

L’autore, in seguito e con dovizia di particolari, ci narra del suo infelice matrimonio con l’avido ereditiero Vincenzo II La Grua  e della struggente storia d’amore che la baronessa intesse con l’uomo di cui era da sempre stata innamorata, il giovane e affascinante Ludovico Vernagallo.

Infine l’accurata descrizione del dott.La Tona  ci conduce inesorabilmente dentro gli avvenimenti che culminarono nel più famoso delitto d’onore della storia siciliana di tutti i tempi, dove perirono la giovane baronessa all’età di 34 anni e il suo amatissimo Ludovico, a causa dei violenti  colpi di pugnale inferti da una mano assassina che aveva agito solo ed esclusivamente, e ancora una volta,  per ragioni di interesse.

Nonostante diversi studiosi addussero che la baronessa di Carini, insieme al suo amante, fossero stati uccisi dalla mano del padre di lei, don Cesare Lanza,, per ragioni d’onore, questo libro chiarisce una volta per tutte che ad uccidere i due innamorati fu la mano, crudele e incapace di ogni forma d’amore, del barone Vincenzo II La Grua, marito di Laura.

Nessuno di noi, pur mettendoci tutta la buona volontà possibile, riuscirebbe ad immaginare la mano di un padre che, seppur risentito, stringa un pugnale per conficcarlo in corpo ad una figlia, ad una madre premurosa per i suoi bambini, ad una donna bellissima, dal fare gentile e delicato, amata da tutti, la cui unica colpa era quella di avere conosciuto il vero amore, unica sua grande colpa, espiata con la morte.

Attraverso la lettura dell’opera si giunge in maniera del tutto naturale a questa conclusione, avvalorata dalla documentazione che l’autore ha riportato in calce all’opera e che è riuscito a reperire grazie alla disponibilità del Sacerdote Vincenzo Badalamenti.


La rubrica Review Diary è uno spin-off del libro Una nature lover in lockdown e nasce dal desiderio di dar seguito alle pagine del mio libro-diario, che calorosamente tutti i miei lettori mi hanno richiesto.
Salvina Cimino

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