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Recensione – La mia cava – Teresa Perini

Buongiorno fanciulli e benvenuti in un viaggio fatto di paure, insicurezze e malinconia attraverso gli occhi di Teresa Perini e la sua raccolta di poesie edito Kimerik. Ringrazio anticipatamente per la copia cartacea in omaggio.

Scheda Tecnica

Trama

“La mia cava” è un viaggio verso il ritrovamento di un io attaccato alla vita e agli affetti più profondi. Le parole diventano la grotta, il nido pascoliano in cui rifugiarsi in seguito alla morte violenta del padre che provoca uno stravolgimento emotivo. Attraverso la memoria si segue la scia di temi e luoghi associati agli incontri, ai dialoghi e alle speranze. I colori della città, i respiri, le parole dei passanti diventano lo strumento di attaccamento alla figura paterna, presenza che accompagna l’autrice nella sua esistenza quotidiana.

Recensione

VI

Il mio dieci agosto è stato inondato di ricordi,
profumi di campagna
e casa, con il cuore morbido e il pavimento duro.
Mi rannicchiavo
sul margine dei pensieri
e la brezza evanescente mi portava a te, mia unica stella,
fuggo con te e in te la mia vita.

Quante volte vi capita di voler urlare determinate parole ed emozioni ma per etichetta o paura evitiamo, sorvolando il momento? L’autrice di questa raccolta di poesie ha cercato di racchiudere momenti del passato dopo l’avvenuta mancanza del padre, dimostrando a gran voce l’affetto nostalgico di una figura importante per la propria vita.

Preparatevi a percepire forza, paura, rimpianti e tanta tristezza attraverso le parole estremamente personali di Teresa Perini che non lasciano spazio a interpretazioni futili e inespresse ma limpidi versi dedicati al padre come pilastro di una esistenza ormai incompleta.

Una sensazione difficile da descrivere senza risultare banali o discordarti, l’autrice ha espresso tutti i suoi sentimenti con la parte più sensata di noi: il nostro cuore. Percepite in ogni singolo verso le sue emozioni, i suoi grandi dispiaceri e momenti personali che desidera ardentemente rivivere, dimostrando che non bisogna mai perdere un singolo attimo perché potrebbe essere l’ultimo e accontentarci delle briciole rimaste.

Un inno alla vita, alla morte, all’affetto e all’amore incondizionato verso i nostri famigliari, fulcro del nostro essere e luogo sicuro da ogni singola intemperia. Indicare il cammino non è mai sicuro da soli ma, insieme al proprio genitore, possiamo intraprendere ad occhi nudi qualsiasi sentiero, ripido che sia.

IX

Non abbiamo avuto abbastanza tempo per
viverci, incendi intasano la stanza,
respiri appena, suoni inconsueti, pace,
mi chinai sul tuo fiore.
La grappa riscaldava il cuore freddo, cosa sarà
di tutto questo amore costruito
in pochi anni di vita, amore troppo acerbo per
essere squarciato,
cuore malato, ormai in pensione da sentimenti.
Fu una chiamata a fermarmi la sete,
furono abbracci estivi a togliermi l’affanno.

Ci saranno momenti di forte vergogna perché vi sentirete estranei nei ricordi di una ragazza rimasta senza la figura paterna, rivivendo attimi prettamente personali. Comprendere quell’emozione così forte, nelle proprie vene, è difficile quanto incompleto perché rimane uno spiraglio aperto nel nostro cuore.

XII

Voglio giustizia,
rivoglio te al mio fianco, ora e sempre.
Ti voglio con quella cuffia messa male
costantemente,
con il tuo modo di fare crudo, con la lacrima
facile e la risata ancora di più,
con gli spuntini
nel pieno della notte, con la televisione
sempre accesa sul notiziario, con le tue mani
nelle mie.
Resta un po’ di me in te,
sempre e per sempre.

Personalmente ho “letteralmente” paura delle parole di Teresa così piene di significato e forti al tal punto che hanno visto le mie lacrime sgorgare più volte pensando e “immaginando” cosa provava l’autrice in quel momento, immedesimarsi diventa semplice e sofferente allo stesso tempo. Un viaggio fatto di dettagli e simbologie piene di spiritualità e filosofia. Vuoi il consumarsi del tempo come una sigaretta, dolce e amara, veloce e distruttivo.

Una raccolta difficile da dimenticare e da raccontare, ognuno di noi può percepirla in maniera distintiva e metodica. Nel mio cuore rimarrà l’amara consapevolezza che ogni cosa avrà una fine, vivendo ogni singolo istante per sempre.

Un bacio dalla vostra CAPPELLAIA MATTA.

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