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Blog Tour 7# – Recensione – La Compagnia Bella – Luigi Pisti

PRESENTAZIONE
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ANEDDOTO
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PRIMO VOLUME

INTERVISTA

Scheda Tecnica

Trama

A cavallo tra gli anni ’60 e ’70, quando la tecnologia era solo un pensiero futuro e inesplorato, le amicizie si consolidano e si amplificano in un gioco fatto di sfide e incontri. Un gruppo di amici diversi tra loro, ma speciali nelle loro differenze, legati dal desiderio di evasione, lontani da genitori fin troppo rigidi e severi, continuamente solleticati da contraddizioni tipiche di un’età giovane e acerba. Anni di sacrifici e restrizioni ma divertimenti puri fatti da adolescenti privi di limiti e senso di discrezione, sempre uniti ad un pizzico di follia vissuta su uno squarcio della periferia romana.
Un’ allegra brigata composta da ragazzi della strada, rafforzata attraverso ironia e gioco di sguardi; una squadra che, tra battute in puro stile romano e avvicinamenti tra figure femminili sfuggenti, imparerai a comprenderli come tanti fratelli minori. Le stesse ragazze presenti nella storia, saranno pilastri di moralità e simbolo di indipendenza forte e concreta, idealizzati in personaggi tangibili nella vita comune.
Un legame consolidato nel tempo e percorsi estremi, l’amicizia fatta di spalle su cui piangere e consigli dettati dalla poca esperienza ma validi per sostenersi a vicenda.
La compagnia bella è l’emblema di antichi valori persi e rilancia nuove prospettive; una libertà imprescindibile guadagnata nel tempo, percorsa da sconfitte e vittorie, allegria e delusioni, una solenne amicizia che nella vita bisogna cercare e tenerla vicino per sempre.

Recensione

Un tempo, neppure troppo remoto, nel quartiere di Centocelle a sud-est di Roma viveva un gruppo di amici scaltri e senza paura e ne avrebbero combinate di tutti i colori, tanto da lambire pericolose connivenze. Erano cresciuti insieme e col passar degli anni avevano imparato ad essere tolleranti fra loro, spesso somigliati negli atteggiamenti e con un’intesa straordinaria fino a condividere i profondi segreti, nonostante ognuno avesse un carattere proprio e una diversa personalità; la fratellanza la dimostravano ogni volta con l’abbraccio sincero. Ma più eloquente era il sentimento che li guidava: il senso della libertà a cui nessuno era disposto a rinunciare; esprimersi liberamente per loto era imprescindibile.

In un’epoca dove la tecnologia è solo una lontana visione, troviamo un gruppo di amici che vivono vite parallele e controverse nei cari anni ’60/’70. L’autore ha scelto di racchiudere momenti di ordinaria quotidianità attraverso occhi giovani e inesperti che sbagliano ma si rialzano, rievocando il caro valore dell’amicizia.

L’età dei giochi aveva forgiato il carattere e la personalità dei ragazzini. L’amicizia pura aveva creato una forte coesione del gruppo, incentivando ogni volta la partecipazione di tutti per qualsiasi iniziativa presa da ognuno.
Alcuni episodi furono indimenticabili, sia per il coraggio che per la sorpresa finale.

Parliamo di racconti separati per descrivere il percorso di ogni singolo componente ed episodi insieme che dimostrano quanto, una banda di ragazzi di altri tempi, portano messaggi pieni di solidarietà e amicizia vera. Valori persi in un’epoca dove la corsa contro il like, ha distrutto il valore di condividere e l’unione tra le persone.

Tra aneddoti e dialoghi in dialetto romano, avrete modo di ricordavi epoche antecedenti e sempre attuali.

Di questi scenari il gruppo se n’era già nutrito abbastanza da riempirci un baule di ricordi, un repertorio di vita vissuta che sommato alle altre storie che ancora dovevano vivere, sarebbero state sufficienti per scriverci un libro.

Ho apprezzato la voglia di rievocare, ironicamente e seriamente, la personalità di persone così diverse e contrastanti ma veri e integerrimi.

Un libro consigliato a chi desidera ritrovarsi e capire questa bellissima storia, esistenze tra gioie e dolori, sfide e fallimenti, in una vita piena di difficoltà.

Come si concluderà la strada del “La compagnia bella”?

Un bacio dalla vostra CAPPELLAIA MATTA.

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