Amministratrice @unteconlapalma · Blog Tour · Collaborazione - Casa Editrice

Blog Tour 2# – Estratti brevi – La Compagnia Bella – Luigi Pisti

Presentazione

Erano cresciuti insieme e col passar degli anni avevano imparato ad essere tolleranti fra loro, spesso somiglianti negli atteggiamenti e con un intesa straordinaria fino a condividersi i profondi segreti, nonostante ognuno avesse un carattere proprio e una diversa personalità; la fratellanza la dimostravano ogni volta con l’abbraccio sincero. Ma più eloquente era il sentimento che li guidava: il senso della libertà a cui nessuno era disposto a rinunciare; esprimersi liberamente per loro era imprescindibile.                                                     
…Sta di fatto che sentirsi liberi non era solo un concetto ma era il principio, il primo pensiero all’alba di un risveglio che fin da subito li slegava dalla camicia di forza imposta da una esistenza per nulla semplice. Loro non davano per scontato che essere liberi volesse dire educazione, tantomeno rispetto; tale pensiero era destinato a chi li urtava sulla loro strada, agli antipatici o a quelli sempre pronti agli eccesivi moralismi. Non davano peso nemmeno all’autorità degli adulti, a meno che non erano utili per i loro interessi.    


A Gargarozzo venne l’idea di andare al vascone a fare un bagno rinfrescante e mitigare una giornata già molto calda. “Che dite c’annamo?” preso dall’entusiasmo di passare qualche ora di divertimento. “Io ce sto” aderì subito Gionni. “Pure io” seguitò Cico, e così pure Nizza, Storcinato, Mommoletto, il Siculo, il cespuglioso Bellicapelli, Scarpone, Cicero e lo smilzo Amen-deo. Zagaja ci pensò un po’ e si convinse. “Sbrigamose allora, passo a casa a prenne     la-l’asciugamano e se vedemo qui fra venti minuti”.
 “Me fate venì co voi?” li pregò Romoletto, un ragazzino di dodici anni che passava il tempo al bar a curiosare sulle chiacchiere di quelli più grandi.
“Ma che stai a dì!” lo redarguì Bellicapelli “Ma ‘ndo vieni co sto cane appresso? Noi se dovemo sbrigà, c’è da fa parecchia strada” e lo lasciò lì di sasso.
Il piccoletto insisteva “E dai, nun ce sò mai stato …me piacerebbe tanto… nun ve do fastidio, io corro appresso a voi”. Scarpone, con le buone, chiuse la trattativa ma con un ammonimento.
“A Romolé vabbè, vieni con noi, però tu dentro l’acqua nun c’entri, il bagno nun te lo fai, hai capito?” “E chi se lo fa, nun sò capace nemmeno a sta a galla io”. Con questa promessa partirono tutti assieme, tutti in pantalocini e canottiera.


Il gruppo libero esaltava la sua unicità e la sua essenza come avviene in un gioco di squadra, dove ognuno sapeva cosa fare nel suo ruolo e faceva ciò che era meglio per gli altri, dove le singole emozioni arrivavano al cuore di tutti e la complicità era la componente di rilievo nelle loro macchinazioni, scherzose o scellerate. Nessuna criticità avrebbe mai scalfito la loro amicizia, nemmeno se per caso ci fossero state discussioni reciproche; nel qual caso ci avrebbe pensato per primo Bellicapelli a ricucire gli strappi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...