Amministratrice @unteconlapalma · Collaborazione - Casa Editrice · Fantasy Storico · segnalazione

Segnalazione – A colpi di Cannonau – Titania Blesh

Scheda Tecnica

Trama

Sardegna, 1600. Intrappolata in un’isola deprimente e in un matrimonio disastroso, la ribelle Fiammetta rincorre il sogno folle di diventare piratessa. Da anni prepara la fuga a bordo del veliero che ha acquistato in gran segreto da un mercante genovese, e adesso la sua ciurma composta da mogli insoddisfatte sembra pronta al grande varo. L’occasione perfetta si presenta quando Stellina, una ragazzina dotata di strani poteri, promette di condurla al mitico tesoro sepolto del leggendario pirata Capitan Sauro. Ma tutto si complica quando Ambrosio, cacciatore di streghe per la Santa Inquisizione spagnola, posa i suoi occhi sulla ragazzina. Lui sa bene che gli spiriti Zipa, come quello che infesta il corpo di Stellina, possono percepire l’oro del Nuovo Mondo… oro che il bieco inquisitore brama disperatamente. La posta in gioco si alza. Fiammetta e la sua ciurma di donne sbandate devono imbarcarsi in una sfida impossibile: trovare il tesoro prima degli spagnoli, oppure la libertà sarà l’ultima delle loro preoccupazioni!

Estratto

Una rabbia gelida si cristallizzò dentro di me. “Capitana Fiammetta, per te, fottutissimo porco.”
Potevano provare a togliermi la dignità e a umiliarmi, potevano distruggere tutto quello che amavo, ma avrei deciso io a quali condizioni.
“Capitana?” Una voce ironica mi fece sobbalzare. Dannazione, era davvero un incubo. I luridi molluschi avevano reclutato pure quel vecchio beone di Maffeo. “Quante volte ho provato a insegnarti a suon di pugni che le donne non devono parlare sporco, capitana?”
Odiavo la sua voce come le croste dei lebbrosi. Odiavo il suo alito, un misto di conchiglie marce e balene arenate in gola. Amavo invece la cicatrice che mi deturpava la faccia come il regalo migliore che mio marito mi avesse fatto. Dopo anni e anni di accondiscendenza, quella ferita mi aveva aperto gli occhi – beh, l’occhio – su quello che volevo nella mia vita.
“Il mio peggiore insulto è sempre meno sporco dell’interno delle tue orecchie, Maffeo.” Sì. Amavo quella cicatrice perché mi dava la libertà di dire ciò che volevo, quando volevo, senza più paura di ripercussioni. Avevo già sopportato il peggio.

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