Amministratrice @unteconlapalma · Collaborazione - Autori Emergenti · Narrativa Contemporanea · Racconti Brevi · Recensione

Recensione – Racconti orfani – Chiara Mezzetti

Buongiorno fanciulli e benvenuti in questa nuova recensione dedicata al genere letterario che, in questo periodo, sta letteralmente allietando le mie giornate/letture perché riescono a distaccarmi da storie lunghe e protratte nel tempo, lasciando messaggi limpidi e chiari.
Oggi parliamo della raccolta di Chiara Mezzeti che ringrazio della copia omaggio e rinnovo la mia stima per il titolo e la trama super curiosa, ma….veniamo a noi!!!

Scheda Tecnica

Trama

Pillole amare di vita, fotogrammi di attimi quotidiani, sensazioni dipinte in modo limpido e veloce. L’universo di “Racconti orfani” pullula di personaggi orfani, recisi, feriti, soli, spesso ridicoli. Una lente d’ingrandimento sulle nostre fragilità, i nostri silenzi e i nostri disordini. Dal buco della serratura osserviamo Rossana che vede un tailleur in vetrina e se ne ossessiona e Roberto, che si prepara davanti allo specchio prima di un evento importante. Marco che non doveva essere lì, ma in quell’automobile incontra il proprio destino. Claudia e il suo male profondo, Sara che domani si sposa. Poi c’è Damiano che deve fare i conti con una vita stravolta, e Laura dispersa all’interno del labirinto di un matrimonio. Una costellazione di vite ai margini, spettatrici della transitorietà dell’esistenza.

Recensione

La nostra cara Chiara ha cercato di narrare, attraverso una prosa molto suggestiva e scorrevole, storie di vita quotidiana. Enfatizzando le proprie caratteristiche, ha scelto di proiettare diversi aspetti umani nascosti dalla quotidianità e dalla voglia di ignorarli.

Persone comuni, problemi comuni e un filo conduttore: le nostre insicurezze.

Il problema di quando sei sieropositivo è che tutti sotto sotto pensano che tu te la sia andata a cercare. Un po’ come quando uno fa un incidente in moto o muore di overdose. Sulle prime tutti sono dispiaciuti e scioccati e addolorati e…e poi, con un’avversativa che si finge casuale, ma che era il vero nodo della conversazione, aggiungono che “però il rischio c’era, lo sapeva”.

Pungente e trasparente nel suo modo di porsi, veloce e incisivo come da consuetudine per i racconti brevi, ammaliata da parole e concetti assopiti nel tempo. Devo dire che, involontariamente, leggerlo durante la quarantena sembrava un piccolo ammonimento al nostro mondo diventato asettico e lontano dai problemi altrui.

Perché storie orfane? Chiara ha scelto di narrare problemi che, prima o poi, ci attraversano e mutano il nostro sguardo e la nostra testa, puntando su personalità e situazioni diverse ma mai lontani da noi.

Da un banco all’altro volano le Smemoranda e le Comix. E le firme con le stelle alla fine, la spilletta colorata che aggancia la foto di un cantante strappata dal giornale. Le pagine usurate, che non le sfoglierai più, ma servono. Servono a dire che ci sei e illuderti che ci sarai pure dopo, quando le strade si faranno più aperte e più lontane, quando tu ti farai più aperto e più lontano. È la fine di un’epoca. La fine. E anche se lo sai che è la fine per cominciare, lo senti che qualcosa s’è chiuso, che non ti ritorna.

Ogni individuo prende voce e urla frustrazioni che viviamo quotidianamente e nessuno ha il coraggio di ammettere e farlo notare. L’autrice, con estrema delicatezza, narra fatti di vita odierna classificabili in ogni contesto storico e colorare parti grigie che, nel nostro cuore, offuscano la vista. Palesare il problema è il primo passo per ammettere che c’è un problema.

L’autrice non vuole dare una soluzione perchè ogni racconto rimane sospeso ma sollecita il nostro palato a riflettere e renderci chiari messaggi che evitiamo di affrontare.

Gliel’ha detto Vincenzo, che è vivo. È grande. È tutto.

Consiglio la lettura a tutte le persone amanti della riflessioni su contesti veloci e chiari, chi desidera una scrittura fluida e mai banale, chiara e indelebile , concretizzata in racconti brevi/brevissimi.

Faccio i miei complimenti all’autrice perchè sa quello che vuole e non ha paura a narrarlo.

Un bacio dalla vostra CAPPELLAIA MATTA.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...