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Recensione – Il circo della notte – Erin Morgenstern

Scheda Tecnica

  • Titolo: Il circo della notte
  • Titolo originale: The night circus
  • Autore: Erin Morgenstern
  • Copertina flessibile: 460 pagine
  • Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
  • Data pubblicazione: 25 maggio 2017
  • Collana: Best BUR
  • Genere: Narrativa contemporanea
  • Cartaceo flessibile: 11,40 euro
  • Cartaceo rigidi: 14,90 euro

Trama

Londra, 1886: Appare così, senza preavviso. Le Cirque des Rêves apre al crepuscolo, chiude all’aurora. È il circo dei sogni, il luogo dove realtà e illusione si fondono: acrobati volanti, contorsioniste, l’albero dei desideri, il giardino di ghiaccio affascinano un esercito di spettatori che li insegue ovunque. Ma dietro le quinte due misteriosi rivali ingaggiano una magica sfida: due giovani allievi scelti e addestrati all’unico scopo di dimostrare una volta per tutte l’inferiorità dell’avversario. Contro ogni attesa e contro ogni regola, i due giovani si scoprono attratti l’uno dall’altra: l’amore di Marco e Celia è una corrente elettrica che minaccia di travolgere persino il destino, e di distruggere il delicato equilibrio di forze a cui il circo deve la sua stessa esistenza.

Recensione

Hello drunk…ho appena concluso il circo della notte e, per la prima volta da quando ho iniziato a scrivere recensioni, sono senza parole. Questo libro è l’apoteosi della perfezione: ha tutto. Per iniziare è scritto (e tradotto) meravigliosamente bene, non cattura immediatamente, il che è un bene, il lettore inizialmente deve sicuramente abituarsi ad un ritmo e ad uno stile diverso, esattamente come un visitatore neofita del Circo della notte, una volta compreso il meccanismo però è un vortice che intriga e rapisce e, nel mio caso, mi ha presa talmente tanto da avermi fatto dimenticare di prendere appunti, vi rendete conto? È gravissimo 😱 ma è anche splendido, significa che mi è piaciuto così tanto da spingere tutto il resto in secondo piano. 

“Talmente tanto risplende nel circo, dalle fiamme alle lanterne, alle stelle. Ho udito l’espressione -illusione ottica- applicata così di frequente a tutto quanto di visibile c’è al suo interno, che a volte sospetto che l’intero Cirque des Rêves sia esso stesso una complessa illusione di luce”. 

Ciò che posso dirvi, a parte “dovete leggerlo” è “dimenticate la trama”, la sinossi è decisamente riduttiva, si limita ad illustrare il 10% di quello che questo romanzo è e, in un certo senso, spoilera un po’… Erin non si è limitata a creare due personaggi che si innamorano, come scritto in quarta di copertina, Erin crea un mondo, un circo appunto, e non lascia nulla al caso: ogni tendone, ogni situazione, ogni personaggio è perfettamente descritto e caratterizzato e anche se all’inizio i salti temporali vi sembreranno caotici, non solo hanno un loro perchè ma si intersecano perfettamente fra loro (non so come l’autrice abbia fatto a non perdersi, genio). Dalla prima pagina all’ultimo punto si respira magia, non quella magia fatta si incantesimi e bacchette magiche ma la vera magia, quella che permea ogni cosa e che troppo spesso noi ignoriamo, non siamo in grado di cogliere. Durante i primi capitoli si ha l’impressione di leggere tante storie diverse e spesso ci si chiede “dove andremo a parare?” Ma poi, verso dopo verso l’ordito inizia a prendere forma e iniziamo a vedere il disegno anche se dell’opera nel suo insieme si ha una visione completa e perfetta soltanto alla fine, fra una lacrima e l’altra, troppo presi ed emozionati per abbandonare il circo. 

Legge storia, mitologia e favole, chiedendosi perchè sempre e solo le fanciulle vengano strappate alla vita banale in una fattoria da cavalieri o principi o lupi. Trova ingiusto non poter godere della stessa fantasiosa opportunità. Non è nemmeno nella posizione di lanciarsi al soccorso di qualcuno. Durante le ore trascorse a sorvegliare le pecore arriva perfino a desiderare che qualcuno venga s portarlo via, ma i desideri espressi osservando il gregge non sembrano avverarsi più di quelli espressi osservando le stelle”. 

In certi punti mi ha ricordato Gaiman, ha lo stesso modo di guidare il lettore all’interno della vicenda. Inizialmente le descrizioni fagocitano i pochi dialoghi e questo di solito annoia ma non in questo caso, qui la narrazione è così piacevole da farci ignorare l’assenza di dialoghi che, comunque, non mancheranno, anzi, saranno molto importanti nella seconda parte. L’idea di un circo magico solo in bianco e nero io l’ho vista come una metafora della scrittura che semplicemente con il bianco della carta e il nero dell’inchiostro riesce a farci vedere tutti i colori, sentire tutti i profumi, ascoltare tutte le melodie, in una parola: sognare, rêver. Quando un libro è perfetto come questo si ha ben poco da dire, aggiungere parole è un rischio, potrebbero spezzare l’incantesimo. Ciò che posso dirvi è: non partite prevenuti, non state lì con l’idea che si tratti di un fantasy, steampunk o young adult, non è nulla di tutto ciò o forse è tutto ciò…  aggiungo che se volete sognare, emozionarvi, leggere pagine ben scritte, toccare la magia ma quella vera, la magia dell’amore reale, non quello delle fiabe, la magia dei rapporti umani, la magia della vita e, infine, la magia di un circo davvero fuori dal comune leggete questo romanzo…del resto chi di noi, osservando un circo giungere in città, non sogna di poter partire con quella affascinante carovana?
Al prossimo boccale di lettere 🍻

Arte alla spina

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