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Recensione – La memoria di Babel. L’Attraversaspecchi: 3 _ Christelle Dabos

Recensione – Fidanzati dell’inverno – Christelle Dabos
Recensione – Gli scomparsi di Chiardiluna. L’Attraversaspecchi: 2 _ Christelle Dabos

Scheda Tecnica

  • Titolo: La memoria di Babel
  • Autore: Christelle Dabos
  • Serie: L’Attraversaspecchi 3
  • Editore: Edizioni e/o
  • Data pubblicazione: 9 ottobre 2019
  • Genere: Fantasy/distopico
  • Cartaceo: 15,20 euro
  • Ebook: 11,99 euro

Trama

Nel terzo intenso volume della saga Christelle Dabos ci fa esplorare la meravigliosa città di Babel. Nel cuore di Ofelia vive un segreto inafferrabile, chiave del passato e, nello stesso tempo, chiave di un futuro incerto.

Dopo due anni e sette mesi passati a mordere il freno su Anima, la sua arca, per Ofelia è finalmente arrivato il momento di agire, sfruttare quanto ha scoperto nel Libro di Faruk e saputo dai frammenti di informazioni divulgate da Dio. Con una falsa identità si reca su Babel, arca cosmopolita e gioiello di modernità. Basterà il suo talento di lettrice a sventare le trappole di avversari sempre più temibili? Ha ancora una minima possibilità di ritrovare le tracce di Thorn?

Recensione

Hello drunk!
Scrivere la recensione del terzo capitolo della saga che è diventata la mia seconda saga preferita (sempre mezzo gradino sotto Harry Potter, che è comunque un posto altissimo) è davvero difficile. È difficile perchè arrivati a questo punto… dopo aver parlato così tanto dei primi due, cos’altro potrei dirvi senza spoilerare?

“Ofelia tremava. Il sole le aveva scottato la pelle del viso, eppure si sentiva gelare. Il vuoto che aveva dentro acquistava quella notte dimensioni vertiginose, come se della sua vita non fosse sparito solo Thorn, ma un intero pezzo di se stessa”.

Abbiamo lasciato Ofelia sola, di ritorno verso Anima, dopo che Thorn è scomparso attraverso uno specchio. Ritroviamo…Ofelia su Anima, senza Thorn. È la stessa Ofelia che abbiamo conosciuto in Fidanzati dell’Inverno? No. Amo di questa saga il fatto che i personaggi crescono tantissimo senza cambiare, senza rinunciare a sé stessi, Ofelia non ha bisogno di un nuovo look per maturare, cosa che accade troppo spesso nei libri e che ci spinge a pensare che per essere amati e affrontare il mondo con coraggio dobbiamo modificare il nostro aspetto.

” – In che momento? – continuò Ofelia – In che momento smettiamo di essere umani e diventiamo oggetti? – […] – Certi esseri umani sono oggetti anche da vivi, miss […]”

 La saga della Dabos è molto più profonda di così, e meno male. Inizialmente il terzo capitolo prende molto meno degli altri due, a mio modesto parere l’inizio più coinvolgente resta quello del secondo, la mancanza di Thorn (e di tutti gli altri personaggi ai quali ci siamo affezionati come Berenilde, Archibald e addirittura Faruk) si avverte tantissimo, è un dolore fisico nel corpo del lettore e, solo dopo, ci rendiamo conto che è tutto voluto, l’autrice vuole farci provare lo stesso sconforto, la stessa nostalgia percepita da Ofelia.
 La protagonista però riesce a fuggire da Anima e recarsi su Babel (nessuno spoiler, è scritto nella trama) …un’arca straordinaria, l’autrice da’ qui libero sfogo alla sua fantasia, creando una nuova realtà che non ha nulla in comune con Anima o con il Polo anzi, in un certo senso, è una dimensione opposta a quella del Polo. La prima metà del volume sembra non avere senso, si legge e si legge alla ricerca di un briciolo di speranza ma solo a pagina 253, con un colpo di scena degno delle grandi opere letterarie e cinematografiche, finalmente capiamo dove le pagine, come l’ago di una bussola, volevano condurci.

“Era diversa.
Lo vedeva negli occhi, negli angoli delle labbra, addirittura nel fremiti del corpo sotto la maglia: un turbamento che prima non c’era”.

Dalla seconda parte in poi il romanzo accelera, certo ci troviamo in un mondo nuovo e questo potrebbe far storcere il naso a qualcuno, soprattutto a chi, come me, si era profondamente legato all’ambientazione vittoriana del Polo ma… ma il lettore viene travolto da mille emozioni, mille domande, mille perchè. All’improvviso il volume diventa incalzante, sorprendente, superando i primi due volumi, compie un favoloso salto in avanti, facendoci entrare così dentro la storia da non riuscire a smettere di leggere. Attenzione: causa dipendenza!

“Nè bambina nè adulta, nè ragazza nè donna, era rimasta incastrata nella cerniera della propria vita. Aveva aspettato da Thorn parole e gesti che lei non aveva mai avuto per lui […] La verità, l’unica verità, è che era stata una vigliacca”.

Questo libro non ci mostra eroi senza macchia e senza paura, non ci mostra milady che corrono fra le braccia spalancate dei loro principi azzurri, non ci mostra l’esternazione di grandi emozioni, no, tutto il contrario, ci mostra l’amore vero, che poco ha a che fare con le storie romanzate che leggiamo di solito o vediamo al cinema, ci mostra i limiti che tutti abbiamo e fatichiamo a superare, ci mostra la realtà dell’animo umano in un contesto fantastico che, a conti fatti, non è poi così distante da noi.
LEGGETELO!

Dalla vostra Arte alla Spina è tutto.
Al prossimo boccale di lettere

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