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Recensione – Duplice omicidio a Lotrib – Luca Betti

Buongiorno fanciulli, oggi introduciamo la prima di una lunga serie, di recensioni inerenti a questa nuova realtà editoriale che vi darà piccole e grandi soddisfazioni. Ringrazio per la fiducia riposta in me, sia come collaborazione tra casa editrice e bookblogger ma, soprattutto, come professionista e illustratrice. Veniamo a noi.

SCHEDA TECNICA

TRAMA

Lotrib è una città tranquilla. Qui, famiglie di umani convivono, seppur di malavoglia, con nani e orchi.
A sconvolgere la sua routine è un duplice omicidio che si consuma nella zona dove si trova l’Università. Vittime ne sono il professor Perat, docente di Lingue Antiche presso l’Università di Lotrib, ritrovato riverso a faccia in giù sulla scrivania del suo studio e il custode del dipartimento, trovato anche lui morto con un colpo alla nuca.
A risolvere l’omicidio, che si presenta come un misterioso rompicapo sarà Darden, un investigatore privato.

Ulteriori informazioni direttamente dal Cover Reveal (clicca qui)

Recensione

Oggi parliamo di un racconto che oscilla tra giallo e fantasy in modo soft e innovativo.
Nota: Questo è il primo volume di una serie.

Il nostro protagonista è Darden, un’investigatore privato che si scrolla di dosso tutte le diverse etichette create ad doc su questo stereotipo. Empatico, umile e sempre pronto a mettersi in gioco, risulta vicino a lettore da pagina zero, tra aneddoti di vita e un gruppo musicale simpatico e irriverente. Ma la vita felice non piace a nessuno e, dietro l’angolo, abbiamo la difficoltà del giorno…un duplice omicidio.

[Per ora era successo tutto in fretta, nemmeno un’ora prima era in saletta a discutere con Kirik di draghi, ora si trovava nel bel mezzo di un’indagine per duplice omicidio. Non male come serata per l’investigatore privato più giovane di tutta Lotrib. Come se non bastasse aveva già visto due cadaveri e il pensiero di dover andare a esaminarli più da vicino non lo faceva impazzire.]

Scopriamo che i due cadaveri sono stati ritrovati presso l’Università e sono legati da un filo superficiale e apparente. Una delle vittime, desta molto sospetto perché, oltre ad essere uno dei docenti della stessa Università, risulta apparentemente un uomo semplice, ligio al lavoro e dedito alla sua cara moglie e amici stretti. Una vita perfetta…o forse no.

Il nostro caro investigatore Darden dovrà destreggiarsi tra indizi, dichiarazioni e premure da parte di un capitano della polizia fin troppo frettoloso di chiudere l’indagine. Un giallo dalle buoni basi da dedicare nel tempo.

Prima di soffermarmi sulle mie personali considerazioni, ci tengo a spendere due parole in merito ad un messaggio velato ma visibile, tangibili in più punti nella storia. Rimarchiamo così la vena fantasy di questo racconto perché avremo modo di conoscere folletti e orchi, in maniera così semplice e naturale, in netto contrasto con una nota di razzismo da parte dello stesso capitano della polizia. Luca ci ricorda, più volte, la possibilità e la scelta per ogni singola razza senza esclusioni per ceto o colore/razza del soggetto. Ottimo messaggio transitorio.

[«Oh non mi deve ringraziare. L’altro giorno si è dimostrato una persona di grande umanità. Sicuramente maggiore di quella che pensavo potesse avere un uomo avvezzo a crimini e criminali.»]

Ho notato, sin da subito, l’impronta del nostro caro Luca Betti, una prosa molto pulita e senza nessuna terminologia troppo tecnica o “macabra” data dalla scena del crimine o dalle indagini. Lo stesso detective è stato costruito e proiettato come una persona comune, un normale cittadino con uno spiccato senso del dovere e dall’occhio attento ai dettagli. Non risulta mai troppo altezzoso o superiore, rispetto a tanti colleghi presenti in libri, serie tv o film; un dettaglio che, personalmente, trovo unico e raro. Punto a favore.

La narrazione è molto semplice, fatta da un susseguirsi di indizi che escludono automaticamente i sospettati in schiera come pedoni di una partita già decisa. Da grande veterana, il mio occhio è caduto su un piccolo dettaglio che ha reso, nella mia testolina malata, chiaro cosa e come il delitto è avvenuto. Questo “palesare” gli indizi è un’arma a doppio taglio perché due semplici motivi: o sviluppi il resto della storia per mettere pepe agli eventi oppure tendi a morderti la coda costantemente.

Trovo la storia adatta ad un pubblico nuovo del genere, per sperimentare le meraviglie di questo mondo dal tono sospettoso, trovando un protagonista umile e sempre pronto a capire e comprendere le situazioni insieme al lettore, entrando in gioco costantemente. Se sei un grande amante dei gialli, potrà risultare un pelo povero di suspance ma….non mi chiedete come o perché…ma sono propositivo e non vedo l’ora di leggere altro di Luca. Sesto senso giallo ahahahah 🙂

Una lettura easy e mai impegnativa, può coprire un pubblico ampio ma attenti…che gli indizi parlano con voi.

Un bacio dalla vostra CAPPELLAIA MATTA.

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