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#autoriinprimalinea – Vortice – Giorgia Amantini

Scheda Tecnica

TRAMA

Non può parlare ma è proprio sua la voce narrante di questa singolare storia. Vive da sempre in cattività, offesa nel corpo e nell’anima, subendo inerme le ire del suo padrone, assecondandone le brutali voglie. Non conosce la pietà, figurarsi l’amore. Nulla che le ricordi di essere una donna, ha conosciuto solo la paura sulla sua pelle e sulla pelle degli altri, quella che ha imparato a suscitare in coloro che è costretta a vegliare, rapiti e condotti lì, nella sua cella, nel suo angoscioso silenzio. Ma quando lui apre gli occhi e la vede, non si ritrae, non trema, non lascia trasparire alcuna riprovazione, timore, ribrezzo. Lui è diverso. Ed è destinato a cambiare ogni cosa.

Aneddoto

Nella stesura di Vortice ricordo che l’idea di partenza non prevedeva un uomo come co-protagonista della donna, ma un bambino. Non so perché, ma la figura di questa donna spogliata di umanità e di femminilità, nella mia testa, si sposava con l’immagine di un piccolo uomo in grado di tenerle testa. Poi, però, ci ho ripensato. Era troppo semplice che una persona, soprattutto donna, si redimesse davanti all’innocenza di un bambino: era scontato, banale e nella trama mi sono resa conto che non si sposava con il messaggio che volevo rendere. Allora, ho trasformato l’innocenza infantile in una figura adulta negativa che, paradossalmente, riusciva a redimere allo stesso tempo la protagonista e sé stesso. Sì, così quadrava. Ci ho messo un po’ per decidere, ma alla fine la scelta fatta si è rivelata azzeccata. E il fatto che si legga tutto d’un fiato è perché è stato scritto tutto d’un fiato.

Commento più bello

“Vortice di nome e di fatto. Letto tutto d’un fiato, non perché andavo di corsa o perché non avessi nulla per passare il tempo, ma perché mi ha rapita nel suo vortice. Uno dei pochissimi romanzi che mi ha dato la possibilità di cambiare il significato di ogni capitolo, facendolo mio in alcuni passaggi, dandomi la possibilità di dargli più significati, non fossilizzandomi ad un racconto che non dà altri sbocchi se non quello di leggere una bella storia. Vortice non è una bella storia, è la storia di ogni persona che avrà la possibilità e fortuna di poterlo leggere e interpretarlo a suo piacimento, facendo suo il dolore, la vergogna e alla fine la libertà. Hai saputo in poche pagine racchiudere centinaia di vite, di anime, di lotte e paure, di vergogna e dolore. Grazie.”
Daniela Massa, Nettuno (RM) – 18 Novembre 2018

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