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Recensione – Kiss me again – Manuela Ricci

SCHEDA TECNICA

SINOSSI

Rich, come un cristallo, un giorno cade in frantumi, riducendola in un milione di pezzi.
Il dolore dentro di lei è troppo grande, per permetterle di perdersi ancora in quegli occhi color nocciola che da sempre sono stati il suo rifugio più grande.
Quel porto sicuro che l’avrebbe protetta da qualsiasi tempesta, ma non aveva messo in conto che non ci si può proteggere da sé stessi.
Doveva riprendere in mano ciò che restava della sua esistenza e dimenticare chi le aveva rubato l’anima, Isaac Cooper.
Scappare sembrava essere la sola soluzione possibile e, non appena le capitò l’occasione lo fece e basta.
Chiuse quel capitolo della sua vita, chiuse il suo cuore e i ricordi facendo finta che non fossero mai esistiti.
Era facile fingere, convincere sé stessa di essere felice con un altra persona al suo fianco quando, quell’emozione sembrava essere solo un’orizzonte troppo lontano.
Perché Sawer non aveva quello sguardo che le strappava il respiro.
Le sue mani non bruciavano a contatto con la sua pelle.
La sua voce non le si annidava alla bocca dello stomaco al contempo che il cuore perdeva tutti i suoi battiti.
Perché Sawer non era Isaac.
Le loro strade, malgrado il tempo che scandiva ogni mese, anno che sfioriva come una rosa in autunno perdendo tutti i suoi petali, erano destinate a sfiorarsi di continuo.
A scontrarsi contro quello che entrambi avevano perso ma che ancora era vivido alle loro menti.
Erano i loro corpi, i loro cuori a dominare su tutto.
Non esisteva più giusto o sbagliato, bianco o nero, inferno o paradiso.
Esisteva solo quel filo sottile al quale avevano appeso il loro destino e per il quale avrebbero dovuto fare una scelta: saltare nel buio ma insieme o continuare a far finta di essere stati solo una parentesi della loro esistenza che sarebbe rimasta chiusa per sempre.

RECENSIONE

Generalmente, non sono cattiva nelle mie recensioni: cerco sempre di scavare a fondo nei contenuti del libro e di riportare alla luce i temi basici che lo abitano affinché il lettore possa soffermarsi su questi interpretando l’intera storia con spirito critico.

Non sono, dunque, il tipo di persona che al primo refuso scrive un articolo diffamatorio…perché so quante ore di lavoro e sudore ci sono alle spalle di uno scritto.
Devo ammettere, però, che la correttezza grammaticale è qualcosa su cui non transigo: comprendo qualche errore di ortografia, ma la consecutio temporum, l’utilizzo coerente delle congiunzioni e soprattutto la morfologia sono elementi fondamentali nell’aspetto stilistico di un qualsiasi prodotto letterario.
Pur non essendo laureata in materia e quindi non avendo le competenze adatte per muovere accuse, penso di potermi permettere, con molta umiltà, l’espressione di un parere personale ed una critica costruttiva su questo romanzo: secondo il mio modestissimo giudizio che, ripeto, potrebbe non valere nulla ma non per questo meriterebbe meno dignità degli altri, “Kiss me again” ha bisogno di una massiccia revisione: ci sono errori dal punto di vista formale che minano il testo nella sua intera stesura e che rendono molto faticosa la lettura. Spero, quindi, in una nuova versione più corretta e strutturata meglio.

Mi sono concessa il lusso di scrivere la recensione senza inutili “mezze dosi” perché conosco la scrittrice dai tempi in cui scriveva su Wattpad: ho letto giusto le bozze delle sue prime storie proprio nella piattaforma…e, sinceramente, avevo apprezzato molto lo stile e la cura che tali contenuti presentavano.

Proprio per questo, prima di recensire il romanzo, ho scritto in privato a Manuela per capire cosa fosse successo: mi ha confidato che la persona a cui ha commissionato la rilettura del romanzo non è stata corretta come da accordo e che, di conseguenza, il prodotto non è stato dei migliori. Detto ciò e considerate le circostanze, benché non mi reputi completamente soddisfatta di “Kiss me again”, ho deciso di segnalare anche i punti di vantaggio della storia, in modo che possiate valutarne pro e contro e decidere liberamente se è il caso di darle una possibilità o meno.

Dal punto di vista contenutistico e nello scheletro narrativo non ho nulla da segnalare: la sinossi mi sembra ben pensata ma credo che ciò sia dovuto anche e soprattutto alla sua natura. Quella narrata è l’autobiografia di Manuela, una donna che ha dovuto fare i conti con numerosi ostacoli ma che, alla fine di un lungo percorso, è riuscita a raggiungere i suoi obiettivi e a leggere l’amore in chiave diversa grazie alla persona che l’ha accompagnata in questo viaggio esistenziale.

Non voglio spoilerare nulla, quindi mi limiterò a dire che i colpi di scena non mancano e che la brevità della storia è frutto di un’esposizione dinamica delle vicende.

Mi dispiace molto che il risultato non sia stato quello sperato perché le basi argomentative ci sono ed, effettivamente, sono un buon punto di partenza. Concludo, dunque, l’articolo riponendo ancora la mia fiducia in una seconda versione degna delle circostanze esposte.

Gen

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