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Recensione – Io mi battezzo…Rebecca – Raffaella Iannece Bonora

Scheda Tecnica

Sinossi

Cosa succede quando vi rendete conto di essere prigionieri di un corpo che non sentite vostro? In questo volume Rebecca ci apre il suo cuore, la sua anima, ci regala il suo passato, foto, racconti, aneddoti e ricette, dalla nascita ad oggi, passando per l’infanzia, l’adolescenza, il Grande Fratello, gli amori, la famiglia, le passioni, i sapori e i dissapori. Tutto condito dalla sua ironia, da quel sorriso che, nonostante le mille avversità, non ha mai smesso di brillare. Cosa succede quando vi rendete conto di essere prigionieri di un corpo che non sentite vostro? Lo scoprirete leggendo “Io mi battezzo… Rebecca”, una raccolta di memorie e testimonianze, un canto di solidarietà, un volume che vuole essere di sostegno, di aiuto e, perché no, magari strapparvi un sorriso.

Recensione

Durante questo lockdown, ho visto e invidiato i piatti preparati da molti amici. Non ho mai seguito, figuriamoci acquistato, un libro di ricette. Avevo però voglia di preparare qualcosa di buono, magari un dolce. Non mi decido ancora e il 18 aprile esce “Io mi battezzo… Rebecca”, di Raffaella Iannece Bonora (ragazzi, teniamo d’occhio questa autrice). Leggendo la trama mi chiederete: “Bazaar, ma cosa c’entra questo col tuo discorso? E poi tu non ti occupi di romanzi dell’orrore?”

La risposta alla prima domanda è semplicissima. Ogni capitolo inizia proprio con una ricetta, e parliamo dei piatti tipici della tradizione campana, inoltre, il modo in cui è esposto il procedimento è molto divertente.

La seconda domanda merita una spiegazione più approfondita. Stephen King ci ha insegnato che ogni storia dell’orrore parte da una situazione di “normalità”, una di quelle che viviamo tutti i giorni, come per esempio: “complimenti, è un bel maschietto!”. Quanto può essere spaventoso essere una donna imprigionata nel corpo di un uomo? Il mostro, a volte, non è paranormale, ma si cela negli sguardi curiosi di chi ci osserva e giudica, di chi trova divertente il nostro abbigliamento, di chi non accetta che la diversità è ricchezza, e soprattutto di chi sceglie di mentire. La menzogna non è un mostro?

La storia di Rebecca mi ha emozionato e divertito, non riuscivo a staccare gli occhi dalle pagine e non volevo smettere di “ascoltare” la sua storia. “Ascoltare”, no, non ho usato il verbo sbagliato, ma l’ottima scelta stilistica di Raffaella Iannece Bonora ci catapulta su un divano, con Rebecca che dalla cucina, mentre prepara un piatto tipico, ci racconta le sue avventure. E noi, a bocca aperta, ascoltiamo, magari mentre guardiamo le numerose fotografie della sua vita, che rendono ancora più vivido il racconto.

Sarebbe ottimo materiale per una serie tv, molto meglio della spazzatura a cui siamo abituati.

La parte più “paurosa” è stata quella di averlo finito troppo presto, ma mi sono ripreso subito: Quello di Raffaella e Rebecca non è un solo libro, adesso mi è anche rimasto un simpatico e utile ricettario.

Benvenuti nel Bazar dei Brutti Sogni, fate buoni incubi!

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