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Recensione – Mondi Dentro – Loris Fabrizi

– Sinfonie presenti –

Così risuona ed io
lascio morire quanto
resta in una bugia,
che ha già saldato il fio,
che è dell’anima incanto.
Così musica sia.

Scheda Tecnica

Sinossi

Nei “Mondi dentro” di Loris Fabrizi, la poesia ci interroga, ci convoca al principio e, in quelle terre di nessuno governate dall’ignoto, chiede adunanza a figure leggendarie. Siano esse bibliche presenze o errabondi archetipi, personaggi mitologici o spettri sopraggiunti al calare del sole, tutti testimoniano l’incontro con i protagonisti e gli antagonisti dell’esistenza: il bene e il male, la verità, il dubbio, la speranza, la libertà, l’incontro, il perdono, la morte, la solitudine, la paura, la memoria, la scelta, la follia, la salvezza. […] (Prefazione di Claudia Brigida Speggiorin)

Biografia

Loris Fabrizi, classe 1983, nasce, studia e lavora a Latina, fino al 2007, quando si trasferisce a Bologna, per amore, dove consegue una laurea magistrale in Scienze Storiche e pubblica diversi racconti all’interno di antologie tematiche. Nel frattempo, convola a giuste nozze, il cui frutto è una splendida bimba, e porta avanti la sua passione per la recitazione, da palco, collaborando come attore e drammaturgo con alcune realtà teatrali, e da piazza, grazie al ruolo di giullare all’interno de La Corte de’ Buffoni.
Nel 2018 torna per lavoro a Latina, dove nasce una seconda bimba, e nel 2019 pubblica la sua prima silloge di poesie, Il Grande Campo. Attualmente, continua a sperimentarsi su narrativa, poesia e teatro, pubblicando sul blog sonoloris.com la maggior parte dei suoi lavori.

Recensione

Buongiorno fanciulli, oggi parliamo di una raccolta di poesie omaggiate da Loris Fabrizi, autore conosciuto in questi schermi attraverso la sua raccolta Il grande campo. La sua scrittura profonda e sincera, viene trasportata in queste parole piene di significato e tante domande.

– Nel sole d’inverno –

“Riscuoti applausi,
me ne compiaccio.
Sarai consapevole
dei mali che causi:
emozioni benevole”
disse il pagliaccio
“Ma fini a se stesse.
Le lacrime represse
son schegge di ghiaccio
rivolte all’interno,
veleno azzurro.
Tu dove le hai messe?
“Nel sole d’inverno”
rispose un sussurro.

Credo che mai titolo sia più azzeccato perché Mondi Dentro racchiude tutti i nostri dilemmi e quesiti che ognuno di noi si pone. Molto spesso nelle raccolte di poesie notiamo la tendenza a mostrare il lato personale dell’autore. Qui, invece, Loris ci aiuta a camminare attraverso i nostri riflessi fatti di paure e perplessità, lasciandoci sensazioni molto forti tra linguaggi velati e non.

Una raccolta capace di rievocare pensieri in base a come viene letto e soprattutto dal nostro stato d’animo. Alcune esperienze vissute in passato, creano la nostra personalità e mutano il nostro intelletto per interpretare le cose che ci circondano. Loris ci offre una chiave per aprire la nostra mente.

– Cosa ho sbagliato con te? –

“Cosa ho sbagliato con te? Non capisco.”
Mi disse Lei all’improvviso,
la Verità, che era davanti ai miei occhi.

Sopra la sua testa un disco

d’oro, aveva, e scritto in viso:
Cha mai nessuno con mano mi tocchi.

Mi narrò le conseguenze più estreme
dell’esistenza, dei ruoli,
di quella congenita abitudine

che abbiamo a vivere insieme,
noi, per non morire soli.
“Non è amore – disse – è Solitudine.”

La Verità. La contemplai annuendo
tutto il Tempo che m’era stato dato.
Il Tempo finì; la colpa fu mia.

“Cosa ho sbagliato con te? Non comprendo.
Credi nell’Amore, cosa ho sbagliato?
Sono forse solo un’altra bugia.”

Utilizzando prose semplici e lineari, riusciamo a comprendere al meglio cosa ci rende restii a vivere. Domande pensate e mai dette a voce alta. Mondi Dentro sono le nostre mille personalità che sfociano in pagine piene di significato. Loris offre una piccola delucidazione, una prefazione resa tangibile dalle parole di Claudia Brigida Speggiorin, che apre spiragli di lettura della raccolta.

Ho trovato una coscienza diversa da parte dell’autore, più sicuro e forte in quello che pensa e dice. Tende a lasciare l’ultima parola al lettore stesso, come delle domande a risposta multipla al liceo. Tocca a voi capire dove vuole arrivare. Sta di fatto che Loris ci pone l’incipit ma siete voi a correre.

Molto consigliato per chi desidera farsi un piccolo discorsetto con la propria coscienza, l’io interiore lasciato da parte nel tempo, ma sempre presente dietro l’angolo.

Un bacio dalla vostra CAPPELLAIA MATTA,
Palma.

– L’abisso –

Vivevo la paura
d’essere umano e cosa impura,
già prima ch’io partissi
per questa mia discesa negli abissi.

La colpa d’indulgenza
per ogni sacrificio
è crollata come un vecchi edificio
negli abissi della nostra coscienza.

Cambiando ancora il verso
mi persi volutamente
e navigo così perso
negli abissi della mente.

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