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Recensione – Echi e riflessi…d’amore – KiarAmaly

Buongiorno fanciulli, oggi parliamo del secondo volume di una serie di novelle che la cara KiarAmaly ha gentilmente ideato per la nostra delizia. Ogni singola uscita tratterà temi mitologici, rinventando e rimandando fatti e persone. Ogni storia é singola a se stessa e troverete interessante sapere che la ciliegina sulla torta è il genere: sono tutti proiettati ai chicklit.

INFO sul progetto:- questa novella è la prima della serie “Amori Mitici”, che sarà composta da novelle chick-lit liberamente ispirate a famosi miti greci- ogni novella è autoconclusiva e ambientata in epoca contemporanea (i personaggi secondari non saranno ripresi nelle novelle successive, ogni novella presenterà un mito diverso, naturalmente adattato dalla mia immaginazione) in conclusione saranno riuniti in una raccolta cartacea una volta conclusa la serie.

Scheda Tecnica

  • Titolo: Echi e riflessi…d’amore
  • Serie: Amori Mitici, vol.2
  • Autore: Kiara Maly
  • Editore: Self Publishing
  • Pubblicato il: 11 Maggio 2020
  • Ebook: 0,99€
  • disponibile su Amazon, Kobo Store e principali store online (per questo non è KU)

Sinossi

Il mito di Eco e Narciso rivive oggi nella storia di Flora e Leone, la seconda novella chick-lit autoconclusiva della serie di ‘Amori Mitici’.
Flora è una giovane erborista, amante della natura e degli animali, che ha scelto di vivere tra i boschi della mitica Arcadia, regione del Peloponneso decantata quale ‘luogo ameno’ dai poeti antichi. Un giorno, al riparo da una cascata, scorge per la prima volta il modello americano, idolatrato in tutto il mondo come l’uomo più sexy esistente. Leone, novello Narciso, perde coscienza di sé ammirando il proprio riflesso sulla parete d’acqua, a cui si era avvicinato per ascoltare il canto suadente della ragazza.
Entrambi dovranno oltrepassare questa barriera, più immaginaria che fisica, per giungere ad apprezzare le preziose sfumature celate oltre la superficie. L’apparente timidezza di Flora, che la blocca nel parlare in libertà, nasconde una grinta insospettabile quando si tratta di ottenere ciò che desidera. Il bellissimo aspetto di Leone, esibito come un trofeo da chi gli gravita attorno, è l’involucro di un’anima solitaria e schiva, alla ricerca di sentimenti profondi e reali.
Un viaggio che, attraverso i sensi, li condurrà fino al cuore della propria essenza. Quale? Un’eco che si riverbera tra le montagne e un fiore odoroso giallo e bianco, come nel mito, oppure la storia questa volta ci riserva un finale inaspettato?

Recensione

[Mentre propendo per la versione ‘letargia fulminea del modello di intimo più famoso e pagato al mondo’, mi ritrovo a un passo dalla cascata, immerso dalla vita in giù. La voce melodiosa è al di là di questo fiume d’acqua verticale. Un’acqua talmente limpida che ci si può specchiare.
L’uomo più bello del mondo.]

Oggi la nostra cara Kiara ci racconta di un luogo chiamato Arcadia, un paradiso terrestre dove, il nostro zampino, ha trovato radici conoscendo così il ruolo del più bel figo del mondo, Leone modello di fama internazionale che necessita di girare uno spot per uno nuovo modello di slip. Sì, avete letto benissimo ahahahah.

[Con le mani sui fianchi e i sensi all’erta, ripasso in sequenza le sezioni del set naturale che mi si staglia di fronte. Una sensazione mi serpeggia sottopelle, come se un elemento imprevisto eppure necessario fosse appena comparso dal nulla, qualcosa di ignoto ma seducente, che mi auguro non manchi domani. Certo, la musica di sottofondo!
Fermi tutti. Quale musica? Il fuso orario mi ha giocato un brutto scherzo?
Acuisco l’udito e sì, la sento. Una melodia soave, leggera, priva di parole. Se non sembrassi pazzo – già la mia parte razionale ne avverte i sintomi – direi che è simile al canto di una ninfa. D’altronde, questa è l’Arcadia, la patria delle ninfe, dei fauni e dei prodigi della natura. Sì, sono pazzo. L’eccesso di lampade abbronzanti deve aver provocato seri effetti collaterali al mio cervello, oltre ai danni pronosticabili sull’epidermide nel lungo termine. Non che sia un dramma: in definitiva, sono l’uomo
più bello del mondo, che mi frega di essere normale?]

Cosa sentono le mie orecchie, un soave richiamo dalla foresta, un eco dolce e malinconico richiamerà il nostro Leone verso lei, la ninfa dei boschi, Flora. Ahahahah sono stata abbastanza convincente?

Bene, perchè la storia che vi narro oggi è tratta dalla celebre leggenda di Narcisio ed Eco, personaggi mitologici che la stessa autrice (all’inizio del libro) ci descrive nei minimi dettagli e dimostrando quanto possiamo fantasticare con trame forti e vincenti come quelle della mitologia. Troverete ad inizio capito (come nel precedente volume) alcuni brani tratti proprio dalla storia originale.

La trasposizione nella storia viene narrata sotto il punto di vista di Leone e Flora, alternando così situazioni e stati d’animo diversi. Essendo una novella non andrò ad analizzare molto della storia per evitarvi spiacevoli spoiler. Consideriamo, però, il succo percepito da esso e i motivi per consigliare questa novella.

Partiamo subito dall’idea di base di rivisitare, in chiave moderna, poemi della nostra cultura considerati passati e rinvigorirli attraverso narrazioni fresche e genuine., ottimo moto per incuriosire il lettore e trasmettere il messaggio velato di entrambi. Rispetto al primo volume, l’autrice ha deciso di puntare molto sul sentimento e la passionalità che contraddistingue le scintille dell’amore. Troviamo un uso delle parole e del corpo più travolgente, senza mai risultare esasperante.

Rispetto al primo volume troviamo uno scadenzare dei ritmi più veloci e vellutati, rievocando due personaggi che rappresentano due stereotipi così diversi. Leone, modello bellissimo e un pelo estroverso (Narcisio) e Flora, ragazza acqua e sapone (per chi legge il libro potrà capire questa frase) con problematiche di comunicazione perché possiede un disturbo di concentrazione. Due strade così diverse ma intrecciate da un unico filo…la capacità di andare oltre l’apparenza e accettare le proprie imperfezioni e valorizzare così la nostra persona, in primis per noi e poi, di riflesso (ok, ci sto prendendo gusto a lanciare messaggi subliminali riferiti al libro) alle persone che ci circondano.

Ho trovato molto dolce questo racconto e consiglio la lettura a chi desidera mettersi in gioco e comprendere quanto possiamo ancora migliorarci e che, la perfezione non esiste.

Un bacio dalla vostra CAPPELLAIA MATTA,
Palma.

“Un giorno […], lo vide una ninfa
in grado di rispondere ai discorsi altrui,
ma incapace di prender parola per prima;
ripeteva ogni cosa, ma confondeva le parole
e lasciava udire solo le ultime sillabe […]
Si chiamava Eco, e così si chiama tuttora.”

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