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Recensione – Gli invisibili – Fiamma Granati

Seduta al computer, guardo la pagina vuote. Un inizio, come sempre quando si parla di un foglio bianco davanti, reale o virtuale che sia. Una vita che vi si può scrivere, delle vite che possono apparire o sparire. Attraverso questo foglio immacolato dunque, tutto può rinascere dalla mia memoria, a partire dagli inizi. Socchiudo un attimo gli occhi per riprendere i ricordi e le emozioni del giorno nel quale considero iniziato tutto questo.

Buongiorno fanciulli, oggi parliamo del libro di Fiamma Granati, che ringrazio per la copia in omaggio, e soprattutto per la sua storia.

Scheda Tecnica

Sinossi

Una mano. Una mano che usciva da una delle reti. Una persona morta.
Non poteva che essere un cadavere.
Ero allucinata e lei sembrava congelata. Era scoppiato un silenzio così fragoroso che nessuna delle due riusciva a dire o fare nulla.
Guardammo quel particolare ingrandito e rimanemmo mute. Presi il mouse dalla sua mano e rimpicciolii l’immagine per vedere la figura intera.
La rete copriva inequivocabilmente un corpo.
Un brivido mi percorse la schiena. Avevo già visto quel tatuaggio.
La guardai e lei capì. Passai a lei il telefono e le dissi: “Chiama”.

Un libro giallo, ricco di traumi e autentica incredulità dei personaggi che si addentrano in realtà sempre più crude e violente.
Con note cliniche sui personaggi, i loro traumi e la terapia EMDR.

Recensione

La nostra vita è un susseguirsi di eventi che ci trascinano in un vortice fatto da routine e buone abitudini. Cosa succede se il tuo sguardo cade su un dettagli passato inosservato? Ecco, il nostro caso ha inizio.

Beatrice è una donna in procinto di stilare una storia, una scrittrice nell’atto di creare e pensare ad una storia dal tono giallo/thriller che necessita di ispirazioni. Un passeggiata, un ponte, Pescara. Ecco che, durante la lettura, ci viene raccontato di una camminata quotidiana attraverso il famoso ponte che attraversa le due parti di Pescara, riconoscibile dalla struttura quasi “in bilico”. Come da tradizione vuole, coperta spesso di lucchetti, nasce compre ritrovo di ragazzi e persone che desiderano fare una passeggiata in bici oppure percorrere la lunghezza, tra due passi e una vista super vibrante.

Tra uno scatto e l’altro, Beatrice torna a casa e, purtroppo, fa un’amara scoperta.

[Un po’ intorpidita e teneramente rintronata, guardava lei più che lo schermo. Vedevo che ingrandiva delle foto ogni tanto, incuriosita dai volti e dai particolari strambi che avevo fotografato. Si soffermò su di una, sulla plancia di una barca con delle reti appoggiate sopra… La ingrandì e …”Bea, cos’è questa?” Tutte e due rimanemmo senza parole, vedevo ciò che sembrava irreale, che non sembrava possibile si trovasse in delle foto qualunque.
Una mano. Una mano che usciva da sotto una delle reti.]

Una scoperta schioccante attraversa le due donne, un cadavere. Questo, ovviamente, porta l’apertura di queste indagini, tanto da incuriosire la stessa protagonista che diventerà, non solo testimone con prove ma contributo nelle stesse ricerche per l’identità dell’individuo ritrovato.

Scopriamo che il cadavere appartiene ad una donna di origine straniera dal lavoro discutibile. La nostra vittima invisibile alla nostra società, viveva nell’ombra percorrendo vie estreme e pericolose. Purtroppo non era solo.

Scopriamo, grazie alla narrazione dal punto di vista di lui, che la stessa donna era in compagnia di suo figlio, ora rapito dai sospettati. Un mistero fatto di dettagli e rivelazioni dai brividi assicurati.

[A quel punto però il signore fece qualcosa che mi stupì ancora di più e che riscrisse la classifica delle stranezze di quella mattina. L’uomo si piazzò di fronte a una di quelle targhette e si abbassò leggermente mettendosi una mano in tasca e tirandone fuori qualcosa. Prese in mano uno dei lucchetti colorati e lo aprì sfilandolo dalla ringhiera. Lo mise in tasca con un movimento rapido, si guardò ancora intorno e riprese a camminare.]

Cosa colpisce di più questo libro? Le tematiche sono tante e ampie, cercherò di essere sintetica e precisa.

Il primo dettaglio che notate subito, è la scelta di una protagonista femminile, per di più scrittrice e, per rimarcare: “civile”. Una persona al di fuori dei criteri della polizia ma circondata dalla voglia di giustizia e verità, metterà in serie difficoltà lo stesso corpo di polizia, trovando anche una certa barriera mentale attraverso cui una “civile” non può contribuire in nessun modo.

Ho apprezzato anche la scelta della co-protagonista, la compagnia di Bea, che avvicina il lettore ad un’ottica più dedicata al rapporto tra due donne, tema poco trattato e analizzato. Narrare le gesta e l’approccio con un tono di normalità, è stato un dolce tuffo al cuore.

Ovviamente il tema delle figura “invisibili” è ampiamente argomentato nell’interezza del libro dimostrando quanto il valore della vita possa risultare così effimero se non diamo il giusto spessore. Delle marionette manovrate da un destino crudele alle volte. La verità di questo argomento e l’indagine utilizzata per trasmettere un determinato messaggio si percepisce nell’interezza. Trovate uno studio molto approfondito sotto l’aspetto psicologico tale da amplificare la valenza delle stesse note cliniche di Cecilia La Rosa poste a fine libro. Uno spaccato della nostra società così crudo…la pelle d’oca.

Nota: le foto utilizzate durante la recensione sono tratte da alcuni momenti personali perché Pescara è un luogo a me molto caro e la delicatezza con il quale è stata descritta e narrata nei minimi dettagli ha rievocato vecchi luoghi e passi avvenuti nel mio passato.

Il dettaglio che reputo necessario esporvi alla fine è la prosa. Fiamma ha un modo di scrivere molto scadenzato nel tempo, in alcuni momenti molto narrativo e descrittivo, specificando e immedesimando il lettore fino all’ultimo granello di sabbia. Questa tecnica di narrare gli eventi può scoraggiare all’inizio, sensazione provata personalmente. Avrete l’impressione di rimanere sempre, fissi, nello stesso punto. Ma….perché c’è un ma….non lasciatevi scoraggiare, per due semplici motivi.

1. molti dettagli iniziali saranno utili dopo
2. perchè arriverà subito un punto che metterà in moto il vostro interesse e la curiosità di sapere

Lo so , il quantitativo di pagine può scoraggiare, ma ne vale la pena. Un buon libro dal messaggio forte e veritiero, con un finale perfetto tale da farmelo amare.

P.S. ricordo che, velatamente, ho specificato che il tema narrato nella storia riguardasse situazioni “estreme” quindi preparatevi a momenti e scene forti, ed emotivamente critiche che, come tali, saranno da gestire. Preferisco specificarlo ulteriormente.

Super consigliato.

Un bacio dalla vostra CAPPELLAIA MATTA,
Palma.

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