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Recensione – Quelli Sbagliati – Daphne Neali

SCHEDA TECNICA

  • Titolo:Quelli Sbagliati
  • Genere: romance
  • Autore: Daphne Neali (daph_neali su Instagram e DaphneAli su Wattpad)
  • Disponibile ESCLUSIVAMENTE su Wattpad.

SINOSSI

Se c’è una cosa che accomuna i Del Monte e i Caputi è la passione per le moto. Generazioni di uomini e donne che al posto del cuore hanno un motore quattro cilindri a quattro tempi, il cui battito è il rombo quando si dà gas. Sono spericolati, vivono aspettando che il pilota della propria scuderia tagli il traguardo per primo, mentre la bandiera a scacchi sventola come segno di vittoria. Per loro non è semplicemente uno sport, è il motivo per cui sono nati, è la loro casa.
I Del Monte hanno i meccanici più in gamba di tutta Italia, I Caputi una sfilza di piloti che hanno lasciato il segno dei loro pneumatici sull’asfalto per i numerosi Gran Premi vinti.
Una rivalità nata tanti anni fa che gli ha avvelenato il sangue.
Poi un incidente avvolto nel mistero stronca la vita di Giulio Del Monte e Stefania Caputi, i figli perfetti, quelli che ogni genitore vorrebbe, da sempre destinati al successo, pilota incredibile lui, giornalista sportiva di talento lei.
Quelli che restano invece sono i figli sbagliati: Nora Caputi, ragazza ribelle che rifiuta ogni tipo di omologazione, e Jacopo Del Monte, pilota fallito che per vivere rivende pezzi di auto rubate.
Sarà una lettera di Stefania a farli avvicinare, ma non ci sono anime più diverse delle loro, agitate da un odio più antico dei loro padri. C’è solo una cosa su cui sono d’accordo: “l’amore non esiste”.
(Testo integralmente riportato dalla fonte)

Recensione

“In un mondo fatto di parole, tu sei la mia eccezione”

È la prima volta che ho paura di scrivere una recensione. Non nascondo che solitamente, dopo la lettura, mi prendo giorni per elaborare i tutti pensieri in modo coerente ed ordinato (motivo per cui sono perennemente in ritardo cronico) ma non per questo evito il PC come la morte intimorita dall’idea di non essere all’altezza della situazione.

Eppure, questa volta, è stata veramente un’impresa incollarmi alla sedia e affrontare questo scoglio, ma credo sia giusto così: evidentemente non ero ancora pronta a parlarne. 

“Quelli sbagliati”, infatti, è tutto ciò che non avevo previsto, è una storia inopinabile: va oltre ciò che lascia, scava nell’animo del lettore senza farlo appositamente, riporta alla luce i suoi sentimenti più delicati e forzatamente repressi nell’oblio della propria persona. 

“Quelli sbagliati” insegna a questo mondo che il grigio esiste ed ha innumerevoli tonalità, che l’imperfetta essenza umana, proprio perché tale, non è mai solo bianca o solo nera.

“Quelli sbagliati” fa comprendere e vedere le cose in modo diverso.

“Quelli sbagliati” è una storia inenarrabile in poche righe, ma che deve e ha pieno diritto di mettere su le ali e volare nei cuori che ne hanno bisogno, in quelli umani.

E proprio per questo ve ne parlerò così…partendo da me, da voi, da noi e dal nostro essere umani, dal colore che siamo e dalla bellezza che si nasconde in ogni cellula del nostro corpo.

*********

Siamo nati dalle sfumature dei nostri sbagli intrisi di giustizia e dal ricordo di azioni virtuose lentamente consumate dagli errori irreparabili su cui inciampiamo quotidianamente.

L’ideologia di cui abusa il sistema e che, in un modo o nell’altro, si antepone al pensiero dell’essere umano, è la convinzione che a questo mondo si possa parlare di bianco e nero. 

Una grandissima bugia.

L’uomo è un ibrido: per quanto voglia mostrarsi spietato, in lui ci sarà sempre una lacrima di bontà e per quanto voglia ostentare perfezione, inevitabilmente, un briciolo della sua indole naturale lo porterà a cadere.

E non è una tragedia, ok? Non bisogna per forza indossare o scegliere tra l’etichetta bianca e quella nera secondo ciò che i parametri di valutazione esterni decidono al posto nostro, perché vestirsi di un gigantesco inganno e vivere in un’illusione completamente incompatibile con la realtà non è, generalmente, ciò che ci si aspetta o ciò che si DEVE volere della propria vita.

La libertà di poter discernere da questa visione devastante, di poter volere il grigio è un nostro diritto…e Giulio e Stefania l’hanno capito senza troppi giri di parole, andando al di là delle futilità di cui si riveste l’uomo, preservando il più possibile i loro attimi di precaria indipendenza dalle circostanze, decidendo di viversi e perdersi nel loro meraviglioso grigio.

Ma per i loro fratelli, Nora e Jacopo, sarà lo stesso? L’analisi introspettiva che l’autrice ci elargisce riguardo questi personaggi e l’incredibile capacità nel suo stile di scrittura di parlarne in modo così intimo ma rispettoso verso di loro, fa di questa storia un viaggio indimenticabile verso l’ignota conoscenza di se stessi ma anche e soprattutto di chi ci circonda.

Dovrei aprire un capitolo intero, inoltre, sulla percezione dell’amore che traspare dal contenuto di questa storia, ma non ho intenzione di svelarvi molto…pertanto chiuderò in maniera insolita questa recensione, ovviamente dopo aver fatto i miei più sinceri complimenti a chi ha plasmato la lettura che ha riempito le mie giornate in quarantena.

Grazie Daphne, la tua storia ha colmato dei vuoti che non pensavo di avere e spero, un giorno, di poterla tenere tra le mani e conservare gelosamente nella mia libreria.

“L’amore non esiste”.
Sarà vero?

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