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Recensione – La Tavola degli Otto – Raffaella Iannece Bonora

Scheda Tecnica

  • Titolo: La Tavola degli Otto
  • Autore: Raffaella Iannece Bonora
  • Genere: Raccolta di racconti
  • Editore: Scatole Parlanti
  • Formato: cartaceo 14,00 euro
  • Formato: ebook 5,99 euro (prossima uscita)
  • Data Pubblicazione: Presentazione Ufficiale 25 Settembre 2019

Biografia

Raffaella Iannece Bonora si occupa di giornalismo, teatro, arte. Ha sempre amato leggere, il suo primo libro è stato “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” di Louis Sepulveda. La sua libreria è ricca di volumi di ogni genere, dalla Rowling a King, da Jane Austen a Oriana Fallaci, da Tolkienn a Dan Brown. L’amore per la scrittura è sbocciato in tenera età, a soli dieci anni scrisse il suo primo racconto e da allora non ha mai smesso di sognare. Oggi ha all’attivo la collaborazione con diversi giornali, bookblog, mostre di pittura, studi universitari in cinema, arte, teatro e spettacolo e fa parte della “Compagnia di Teatro del Bianconiglio. “La Tavola degli Otto” è il primo volume che ha deciso di pubblicare. 

Trama

Intorno a un enorme tavolo di quercia, otto divinità si interrogano sul proprio ruolo al cospetto di un’umanità sempre più incapace di approcciarsi con il loro mondo.
Otto sono anche le storie narrate in questo libro: si parte da Yuki, una ragazza dal passato nebuloso e incapace di rilassarsi, passando per la sete di vendetta di Imogene, i turbamenti di Odelia – un’amica con dei dubbi esistenziali – e un incidente di percorso che costringe Bastian, un giovane ricco e viziato, a interrogarsi sui valori importanti. Liza, una donna dalla vita quasi perfetta, si trova invece di fronte alla possibilità di esaudire il proprio desiderio più grande, mentre i problemi d’ansia stanno rendendo la vita di Luke un inferno. Infine, con Milo si esplorano i confini dell’universo e con le vicende di Sofia e Sergio facciamo un salto nella Milano degli anni Cinquanta.
Cosa lega tutte queste vicende? I loro destini sono appesi a un filo, e solo credere in un miracolo potrà aiutarli.

Recensione

Di questo libro ho amato tutto, e non si tratta di un’esagerazione. E’ uno di quei libri che ti entrano nel cuore e non se ne vanno più, perché parlano di te, parlano del mondo che ti circonda, della sua meraviglia ed anche dell’oscurità che spesso lo avvolge, un’oscurità che nasconde dolori, traumi, tristezze, difficili da superare. Questa serie di otto racconti, narra le vicende di otto personaggi, ognuno dei quali è rappresentato da una divinità celtica che incarna le caratteristiche peculiari di ciascuno. Yuki, Luke, Milo, in particolare, sono i tre nomi che hanno percorso la strada verso il mio cuore, sedendosi al suo centro e lasciandovi un’impronta indelebile. Ho trovato me nelle loro debolezze, nelle loro paure, nei loro desideri e ho vissuto con loro i piccoli miracoli delle loro esistenze.

Questa lettura mi ha ricaricato di quella speranza che avevo abbandonato, della forza che avevo un po’ perso, portandomi, al termine di questo viaggio, ad interrogarmi su alcuni aspetti fondamentali, come ad esempio il ruolo che gli incontri hanno nella nostra vita e il potere che hanno di cambiarci e modificare, di conseguenza, il nostro destino.

 Ho trovato, inoltre, al suo interno, molte tematiche di ordine pedagogico, come ad esempio la necessità di stare accanto all’altro, ma senza invadere il suo spazio, lasciandogli la libertà di migliorare attraverso la nostra impronta, che non sarà mai uguale alla sua, ma diverrà la base su cui potrà costruire se stesso ed il proprio futuro.

Ogni libro è un viaggio; in alcuni va per il verso giusto, ma ti lasciano un gusto insipido tra le labbra, in altri trovi degli inciampi che ti impediscono di continuare. Alcuni, invece, sono talmente pieni di stimoli che ti sembra quasi di viaggiare dentro te stessa/o, di guardare nelle tue profondità, riscoprendo ciò che le ombre e l’oscurità del mondo hanno trasportato negli abissi: per me, La tavola degli otto, è stato proprio questo. 

Elisa

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