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Recensione – Il Diavolo ha due volti – Nancy Urzo

Scheda Tecnica “Il Diavolo ha due volti”

Trama

Si ritorna al passato, a quando, un giovane e innocente Pedro si trova in continua lotta contro l’indifferenza, i segreti e le bugie di due genitori molto spesso assenti.
Questa sua vita disordinata e solitaria lo spinge a compiere azioni inconfessabili, trova sollievo solo stando accanto allo zio Rafael e ai suoi cugini Marcus e Ferdinando. Sascha, la ragazza che da sempre si era limitato ad ammirare da lontano incrocia il suo cammino, vuole a tutti i costi modificare la sua personalità, imporle il suo amore, non può però immaginare che quella ragazza possa essere in grado di dargli il colpo di grazia, farlo impazzire trasformandolo in un diavolo affamato. Cosa gli rimane da fare se non ascoltare la crudele voce della sua psiche e vendicarsi di tutte quelle persone che gli avevano reso la vita insopportabile?

Recensione

Il diavolo ha due volti è il prequel di Erasmus di Sangue, il primo volume di questa saga incentrata sulla storia di alcuni ragazzi spagnoli che sono costretti ad affrontare ogni tipo di atrocità per sopravvivere alle macchinazioni di una figura oscura e che in Erasmus di Sangue è rimasta nell’ombra per buona parte del romanzo.

Questo secondo volume costituisce un prequel raccontato dal punto di vista di Pedro, il cattivo del primo libro, ma ad un certo punto si trasforma anche in un sequel, in cui vengono narrati dettagli successivi alla fine di Erasmus di Sangue.

Le vicende sono ambientate a Barcellona, città di origine dei protagonisti, in Erasmus di Sangue invece si partiva direttamente da Roma, città scelta per l’erasmus.

Quindi al centro della storia, e vero protagonista di questo secondo capitolo, è Pedro. L’autrice lo presenta come un personaggio molto enigmatico e soprattutto con un passato così traumatico da lasciare degli strascichi indelebili e tragici nella psiche di Pedro. Le figure della madre e del padre vengono tanto criticate dal giovane Pedro. Riflette su quanto siano stati egoisti, su quanto abbiamo amato più il lavoro rispetto al loro unico figlio, e su tutto l’affetto che gli hanno negato, arrivando a chiedersi perché mai lo abbiano messo al mondo. Si scoprirà poi che i suoi genitori sono degli astuti bugiardi e provvisti di un lato oscuro che porterà a delle conseguenze gravi.

Queste esperienze unite alla mente già malata di Pedro, scatena la figura del cattivo in tutta la sua essenza, supportato da uno zio, fratello della madre, e da due cugini che hanno la sua stessa indole instabile.

Ad un tratto nella mente di Pedro appare una voce insistente che lo invita a compiere azioni ignobili. Inizialmente Pedro ne rimane destabilizzato ma quando comprende che si tratta della sua vera natura che tenta di entrare in contatto con lui non cerca più di azzittirla e la accoglie come parte di lui. Le scene con i dialoghi tra Pedro e il suo subconscio fanno venire i brividi non perché crude nelle descrizioni ma perché fanno capire davvero quanto la psiche del protagonista sia disturbata.

Pedro ama Sascha, una delle protagoniste di Erasmus di Sangue, ma lei lo ferisce rifiutandolo e sfregiandogli metà del volto per difendersi dalle avance violente di Pedro. Da questo momento in poi Il diavolo ha due volti e Erasmus di Sangue si fondono, creando un connubio tra la parte d’azione del primo volume e la parte puramente psicologica del secondo.

Le scelte (sì, perché lui ha sempre la possibilità di scegliere) malvagie di Pedro, solo descritte e raccontate nel primo volume, con Il diavolo ha due volti trovano una spiegazione e in alcuni casi quasi una giustificazione.

Carolina e Sascha erano le protagoniste “positive” di Erasmus di Sangue, ma con questo romanzo… Be’, anche le loro figure assumono tutto un altro significato. Le loro azioni e le loro scelte, in apparenza innocenti e buone, alla fine portano come conseguenza l’odio e la vendetta di Pedro, come se questi due romanzi ci volessero insegnare che anche in coloro che riteniamo “i buoni” si nasconde un lato oscuro.

Con questo romanzo le vicende di Erasmus di Sangue non terminano ma si evolvono per prepararci al terzo e ultimo volume che concluderà la storia.
Il diavolo ha due volti è la dimostrazione che uno scrittore può sempre migliorare. Lo stile di Nancy si è evoluto, è diventato più descrittivo e preciso, rivolto a far immergere il lettore nelle parole scelte con grande accuratezza.

Il secondo volume è migliore del primo?

Non c’è una risposta perché in realtà sono due mondi paralleli che l’autrice è riuscita ad incastrare con grande maestria.
Di sicuro lo consiglio agli amanti del genere, per quei lettori invece più sensibili e che non amano scene crude sia dal punto di vista degli avvenimenti che della psicologia del personaggio, sconsiglio di avvicinarsi al mondo di Pedro, Carolina e Sascha.
Faccio i miei complimenti a Nancy per l’incisiva maturità con cui ha ricamato le vicende di questi ragazzi.

In breve…

Il diavolo ha due volti è un romanzo thriller, psicologico, erotico che narra le vicende precedenti e anche successive del primo volume delle saga, Erasmus di sangue, concentrandosi sulle traversie di Pedro, la figura cattiva del primo romanzo.
Si tratta di un’opera che scava nella psiche del personaggio, spiegando le azioni del primo volume e concentrandosi sulle motivazioni che hanno scatenato gli avvenimenti cruenti di Erasmus di Sangue.
Lo stile dell’autrice è migliorato tantissimo al punto da poter affermare che gli scrittori possono evolversi e modificare il proprio stile.

Consiglio questa accattivante lettura agli amanti del genere e a quei lettori che non si sconvolgono davanti all’introspezione di personaggi complessi e soprattutto malvagi, che non si scompongono al cospetto di personaggi che sono disposti davvero a tutto per vendetta.

Ringrazio Nancy per la collaborazione e spero di leggere presto il volume conclusivo della saga.
Francesca V. Capone   

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