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Recensione – Le peggiori paure – Fay Weldon

Buongiorno fanciulli, se siete arrivati su questa articolo preparate una camomilla perchè questo libro vi farà letteramente impazzire, sia letteralmente che fisicamente ahahahah iniziamo subito.

Scheda Tecnica

  • Autore: Fay Weldon
  • Titolo: Le peggiori paure
  • Editore: Fazi Editore
  • Collana: Le strade
  • Numero Collana: 422
  • Genere: Narrativa contemporanea
  • Pagine: 270
  • Prezzo in libreria: € 16 su Amazon € 13,60
  • Prezzo E-Book: € 9.99
  • Data Pubblicazione: 30-01-2020
  • Traduzione di Maurizio Bartocci

Sinossi

Alexandra Ludd, attrice e donna affermata, è appena rimasta vedova. Il marito Ned, un critico teatrale molto in vista, è morto inaspettatamente a causa di un infarto nella loro bella casa di campagna, mentre lei si trovava a Londra. Fino a quel momento il rapporto tra i due sembrava felice e privo di ombre, e ora Alexandra è sconvolta, ma una serie di strani dettagli la obbliga a porsi delle domande: accenni di indizi e mezze parole nel giro di pochi giorni si concretizzano in una verità che sovverte ogni sua convinzione in quanto donna, madre e artista. Una rivelazione dopo l’altra, la protagonista giunge alla definitiva presa di coscienza: le sue amicizie erano false, tutte le sue peggiori paure avevano un fondamento, Ned aveva una vita parallela di cui lei era totalmente all’oscuro.
Un libro estremo, esagerato, sostenuto da una scrittura che si muove con sicurezza sul sottile discrimine fra tragedia e ironia e che, attimo per attimo, sembra seguire, più che costruire, il passaggio della protagonista dall’umiliazione alla vendetta.
Le peggiori paure spiazza e coinvolge il lettore, tenendolo avvinto fino all’ultima pagina in un crescendo di colpi di scena in cui la complicità e le competizioni femminili sono messe a nudo in un continuo confronto di incomunicabilità con il fragile, ambiguo universo maschile.
Il miglior romanzo di Fay Weldon, l’autrice inglese più anticonformista, irriverente, corrosiva di sempre, Le peggiori paure è una feroce riflessione sulla natura del matrimonio.

«Sorprendente e crudele».
Isabella Bossi Fedrigotti

«L’equivalente letterario di un ottimo superalcolico o di un tuffo nell’Atlantico in pieno inverno. Fay Weldon incarna l’essenza dell’antiromanticismo e Le peggiori paure è uno dei suoi migliori romanzi».
«The New York Times»

Recensione

Ho scelto di acquistare questo libro, mossa dalla curiosità e, soprattutto, dal forte impatto della copertina che nella sua veste total black attira subito l’attezione.

Una trama molto semplice ma piena di soddisfazioni. Fortunatamente ho investito su un titolo particolare e dal confronto immediato.

La nostra protagonista è Alexandra, una donna affascinate dalla carriera in ascesa nel mondo dello spettacolo ma, sfortunatamente, investita da una notizia shock. La morte improvvisa del marito Ned, noto critico teatrale, dovuto ad un infarto non prevedibile, travolgerà la vita della nostra protagonista che sprofonda in un abisso di pensieri e confusioni. Ogni certezza e sicurezza verrà meno.

[Tutto ciò che ho qui, pensò Alexandra, non sono altro che le prove dell’ossessione di una donna nei confronti di mio marito. Una donna scialba, pazza e infelice. Una che dovrebbe farmi pena.]

Dal primissimo capitolo e palese l’impronta della scrittura adottata da Fay Weldon, pungente e senza veli, tanto da lasciarti spaesato e confuso per alcuni minuti.

Questa perdita, però, lascerà in sospeso troppe domande senza risposta che Alexandra, giustamente, non saprà come gestire e regolarsi. Notizie shock tartasseranno la mente della nostra protagonista e, di riflesso, anche noi stessi. 

Cosa si può provate nel sapere tutti i segreti trattenuti da un marito all’apparenza perfetto? Quali paure intrinseche, trascinerà il vostro corpo nella pazzia? Quali sono le peggiori paure?

[Alexandra sedeva sul bracciolo del divano, di nuovo con lo sguardo perso nel vuoto. Pensava che questo stato di sospensione, ormai familiare, le facesse da tampone d’assorbimento per le emozioni: era un sonno fluttuante, a occhi aperti. Per niente piacevole ma, almeno finché si trovava in quella condizione, i brutti pensieri continuavano a girare in tondo e a lungo andare ci si rendeva immuni da essi. Non si diramavano verso nulla di diverso o di peggiore. Immaginava che un animale in una situazione critica, caduto in una trappola, in un laboratorio di vivisezione, sperduto e affamato, non si sarebbe sentito peggio così. Con una memoria scarsa, nessuna abilità linguistica, minima cognizione temporale e una limitata comprensione di causa ed effetto, la situazione sarebbe stata esattamente così. Protetti da tali restrizioni, non si sarebbe sofferto troppo.]

Un libro dal forte sapore psicologico perchè intreccia realtà e fantasia con tale maestria che arriverete in un punto dove, voi stessi, proverete un moto di pazzia e ribellione nel confronti della storia stessa.
Una protagonista estremamente ancodiscendente, che non riesce a prendere posizione su nulla, fino ad arrivare al desiderio impellente di tirarli un forte schiaffo e urlarli in faccia….“Non vedi la verità che aleggia sotto al tuo naso?”

Nulla è come sembra, una illusione ben strutturata e difficile da dissipare fino ad un punto di svolta.
La prosa nella sua versione più estrema, può risultare pesante ma coerente con il tutto e l’essenza del libro si trascina in una narrazione difficile da digerire.
Un libro interessante e complesso, può essere collocato in quella categoria di amore e odio, in bilico costante.

L’unico neo in questo mondo introspettivo è la traduzione, purtroppo, debole in alcune circostanze perchè scopriamo che la versione originale risale al 1996 e tradotta nel 2020. Ci sono alcuni momenti che provate la sensazione di non capire bene determinate frasi, oppure il punto di vista, oltre che parti sgrammaticate. Non eccessive ma, giustamente, da segnalare.

[Lei era un’attrice: la verità del ruolo che interpretava una sera era completamente differente dalla verità della sera dopo. Entrambe funzionavano. Sapeva che le parole erano scivolose. Sapeva che chi protestava, spesso protestava troppo. Sapeva che le definizioni erano un limite e non una spiegazione: che togliendo i molti strati delle opinioni e dei pensieri si giungeva a una solida verità e che, eliminando anche quello strato, si riportava alla luce la pura spugnosità che vi soggiaceva. Alla fine, la verità non la volevi più: volevi solo sapere ciò che era successo.]

Nel complesso un buon libro che vi permette di immedesivarvi in una situazione estrema ed estroversa come la storia di Alexandra, portato ad un finale che toglierà dubbi e tutti i vostri neuroni per l’eccessiva concentrazione. Un obiettivo primario della lettura, dare spunti di riflessione.
Un bacio dalla vostra CAPPELLAIA MATTA,
Palma.

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