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Intervista – Sebastiano Urso

Hello drunk! Oggi conosceremo Sebastiano Urso, autore del libro “Il Faro che sapeva di mare”. 

SINOSSI “IL FARO CHE SAPEVA DI MARE”

Un fanciullo sereno è il protagonista che descrive luoghi, persone e avvenimenti svoltisi intorno agli anni ’60 lungo la costa della Sicilia Orientale che si affaccia sul mare Ionio, tra lo Stretto di Messina e la città natale: Siracusa. Le radici della sua famiglia affondano fra i palazzi barocchi e le calli del centro storico dell’isolotto di Ortigia.
Racconta le vicissitudini del padre, volontario sommergibilista della Regia Marina durante la guerra, non ancora diciottenne; della madre che cuciva vestiti recuperando la preziosa seta dei paracadute abbandonati dai soldati alleati durante l’invasione del 1943. Indugia all’interno dell’osteria del nonno paterno, vero pater familias, fra vecchietti che giocano a tressette e botti di legno piene di zibibbo, in un tripudio di piatti e dolci tipici della tradizione gastronomica siciliana. L’umile e saggio nonno materno si dimostra un titano: per lo tutta la vita si chiederà, incredulo, come sia riuscito a salvarsi dall’ecatombe di Caporetto, ragazzo combattente in una guerra che probabilmente non gli apparteneva.
Altri personaggi emergono dalla memoria mostrando la propria sicilianità, esprimendosi sovente in dialetto. Sono pescatori che faticosamente cercano sostentamento solcando, con barche colorate, un mare pericoloso e prezioso. Sono mezzadri chini sull’avara terra, nei poderi recintati da interminabili muretti a secco. Tanti di questi diseredati li troveremo accalcati sul ponte del “bastimento” che li porterà a emigrare nelle Americhe o in Australia.
Una vecchia “gattara” racconta le intriganti vicissitudini che l’hanno portata ad apprendere le formule per guarire dal malocchio, recitando antiche litanie con voce ipnotica.
Il mare è il coprotagonista che accompagna trasversalmente tutta la narrazione, con la sua tranquilla risacca o con onde furiose alimentate dallo scirocco.
Virgilio, il vecchio guardiano del faro, racconta del suo peregrinare tra fari che custodiscono storie di equipaggi salvati o di rovinosi naufragi contro scogliere assassine. Questo nonno adottivo, sarà un prezioso complice che aiuterà il fanciullo a realizzare il grande sogno della propria vita: incontrare da vicino il Faro di San Raineri sullo Stretto di Messina.
Perfino i primi dispiaceri d’amore saranno più sopportabili in compagnia dell’amico Faro, che lo illuminerà metaforicamente nella vita adulta, rinnovando nella memoria i lieti ricordi della fanciullezza.

INTERVISTA

1. Sebastiano, presentati ai nostri lettori.

Mi chiamo Sebastiano Urso, ho 65 anni, sono felicemente sposato da 41 anni, nonno di due splendide nipotine. Sono nato a Siracusa (anzi, sull’isola di Ortigia). Ho trascorso la mia infanzia e gioventù sullo stretto di Messina, città nella quale ho concluso gli studi liceali. Nel 1973 mi sono trasferito a Pisa per studiare Ingegneria Elettronica. Dal 1979 abito a Torino, dove ho sempre lavorato nel settore informatico-contabile, partecipando ai rilevanti sviluppi che hanno interessato il mio ambito lavorativo, con incessante continuità. Da un anno sono in pensione e mi dedico agli svaghi e hobby che coltivo già da tempo. Innanzitutto faccio il nonno! Amo molto leggere e, ovviamente, scrivere. Mi affascinano gli studi matematici, adoro il mare, i fari e la vela, che pratico con buona assiduità.

2. Com’è nata l’idea di scrivere questo libro?

L’idea di base consiste nel raccontare parte delle mie memorie di fanciullo per il puro piacere di scrivere e descrivere aspetti caratteriali di personaggi della mia famiglia, o di persone a me care, collocandoli nei rispettivi contesti storici, sociali e ambientali.
Partendo da spunti autobiografici, e narrando avvenimenti concreti o fantasiosi, ho descritto “come eravamo” negli anni sessanta nella costa della Sicilia Orientale tra lo Stretto di Messina e la natìa Siracusa.
Ho voluto esprimere tutto il mio amore per il Mare e per il Faro di S.Raineri facendoli diventare  coprotagonisti, presenti trasversalmente nell’intera narrazione.

3. Quanto c’è di vero e cosa, invece, è romanzato?

Nel mio libro il confine tra il reale e il fantasioso è molto labile. Prevale la narrazione di fatti effettivamente accaduti con l’inserimento di parti che hanno coinvolto in modo intrigante la mia fantasia, quasi fosse una scommessa per valutare le mie capacità di fantasticare, in contrapposizione al prevalente senso descrittivo del reale.

4. Oggi vivi a Torino ma … quanto ti manca la tua Sicilia? Da quanto tempo non visiti la tua isola?

Amo Torino in modo incondizionato… pur non avendo perso le radici della mia sicilianità. Mi reco in Sicilia a trovare i parenti un paio di volte all’anno e mi immergo nei paesaggi che appartengono ai ricordi della mia infanzia. Ho soprattutto nostalgia del mio mare, unito al rammarico di abitare lontano da questo elemento, fondamentale per la mia vita.

5. Le foto all’interno sono tutte tue o frutto di una ricerca?

Ho inserito numerose immagini nel testo per favorire l’interpretazione degli avvenimenti e la conoscenza dei luoghi teatro della narrazione. Alcune immagini sono tratte dall’album dei ricordi di famiglia e le ho volute condividere con i lettori, pur appartenendo alla mia personale sfera affettiva. Altre foto sono frutto di mie ricerche con approfondimenti sociali, culturali e storici sulla Sicilia, sui mestieri, le tradizioni popolari e culinarie. La chicca delle immagini è rappresentata da cinque disegni, dono del Maestro di pittura Luigi Boccardi, che raffigurano paesaggi, avvenimenti e personaggi della narrazione.

6. Che scrittore sei? Scrivi tutti i giorni? Ascolti musica? Hai qualche rito scaramantico o abitudine particolare?

Scrivo di getto, quando mi viene un’ispirazione improvvisa. Parto sempre da un’architettura globale dell’intero testo e vado a cesellare, a più riprese, avvenimenti, persone e descrizione di luoghi che desidero romanzare. In pratica ho un lavoro in testa da parecchi mesi con una certa chiarezza e lo scriverò di getto in poche settimane. Sono costantemente impegnato nella lettura ed ho l’abitudine di annotare spunti e mie riflessioni tratte da altri autori… molto più illustri e quotati del sottoscritto.
Ascolto musica degli anni ’70: i veri “monumenti” della storia del Rock (Pink Floyd, Genesis, Led Zeppelin, Jethro Tull…) Ultimamente mi sono anche adattato ai gusti delle nipotine (Frozen e Zecchino d’Oro).

7. E invece come lettore? Cosa leggi? Quali sono i tuoi libri e autori preferiti?

Da quando sono in pensione sono tornato ad essere un lettore attento e prolifico. Qualunque elenco delle mie preferenze sarebbe riduttivo. Ho letto moltissimi classici della letteratura (Cervantes, Stendhal, Dostoewskij, Tolstoj, Dickens…) Da buon siciliano amo Pirandello, Bufalino, Sciascia, Consolo, Camilleri, Dolci…) Ho una predilezione particolare per il Naturalismo di Zola e il Verismo Verga. Tra gli autori del ‘900 ho letto quasi per intero le produzioni di Marquez, Amado, Eco, Boll, Hesse, Steinbeck, Bulgakov. I miei libri preferiti sono: “Il nome della rosa”, “Narciso e Boccadoro”, “Cent’anni di solitudine”, “Furore”… Ultimamente mi sto dedicando alla Allende, ad Aramburu,  ad Haruf e, perché no, alla Ferrante!

8. Perchè hai scritto “Il faro che sapeva di mare” e a chi lo consigli?

Ho scritto “Il faro che sapeva di mare” per dar voce agli infiniti spunti e appunti che vivevano, ormai da decenni, nei miei ricordi o in foglietti sparsi. Avrei l’aspirazione (o la presunzione?) di trasmettere alle nuove generazioni ricordi di avvenimenti storici, persone, tradizioni ed espressioni dialettali, con la segreta speranza che non vadano persi. Ne consiglio la lettura alle persone attempate, che si ritroveranno in tante situazioni descritte, e ai giovani, che potranno conoscere ritmi, coralità e saggezze di una società che si è modificata notevolmente negli ultimi decenni.

9. Com’è stata la tua esperienza con Youcanprint? Lo consiglieresti ad altri autori?

L’esperienza con Youcanprint è stata abbastanza positiva. Danno un’ottima assistenza per la copertina, la trasposizione in ebook, e la pubblicazione del cartaceo. Ho trovato capillare la distribuzione sugli store online. Forniscono preziosi consigli, attraverso loro pubblicazioni, per impostare la promozione del libro che, comunque, è demandata per intero all’autore. Consiglio sicuramente il sefl-publishing con Youcanprint… Anche se mi intriga, in futuro, pubblicare con Amazon KDP, nella speranza di avere maggiore visibilità.

10. Questo è il tuo primo romanzo…ce ne sono altri in cantiere?

Sto lavorando alla stesura quasi contemporanea di due narrazioni parallele e diverse, aventi come protagoniste figure femminili appartenenti a varie generazioni. In particolare nel libro più corposo racconto in modo reale, e spesso romanzato, l’intera vita di una donna. Racconto le vicende amorose con un professore ebreo, che si intrecciano con la sua professione sanitaria, occupando quasi tutto il secolo scorso, scandite dagli sconvolgimenti storici. Approfondirò temi intriganti e complessi come le leggi razziali, le “mammane”, l’aborto clandestino e il boom economico del dopoguerra, in un Meridione minato dalla mentalità mafiosa. Sicuramente racconterò altre storie dell’amato mare di Sicilia, onnipresente in tutte le mie narrazioni.

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