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Blog Tour – La notte del Kaiju – Cristopher Sabir

NARRATORE  (foto presa da Pixabay)

Del protagonista, attraverso i cui occhi gli eventi si dipaneranno davanti al lettore, si sa solo che è un ragazzino di età e aspetto indefiniti, inoltre il suo nome non verrà mai menzionato. Più che alla descrizione fisica, ciò a cui più badato nella sua creazione è stata la sfera emotiva. Da bambino fin troppo attaccato alle gonne della madre, si troverà ben presto a dover lottare per sopravvivere in un mondo diventato all’improvviso ostile alla presenza umana. Sarà costretto a maturare in fretta e a prendere decisioni che lo porteranno spesso in bilico tra la vita e la morte. Benché sappia mostrarsi coraggioso, è conscio dei propri limiti e spesso cadrà preda della paura, reagendo di conseguenza. Le sue sensazioni, i pensieri, le paure saranno pronti a investirvi a ogni paragrafo.

NAOMI  (foto presa da Pixabay)

Il giovane protagonista incontrerà questa bambina nelle primissime ore che seguono l’avvento della catastrofe. La troverà in una piazzetta, inginocchiata e piangente, immersa in un marasma di sangue, cadaveri e liquami neri di provenienza sconosciuta. I due ragazzini stringeranno sin da subito un legame fortissimo. Se il protagonista diventerà per lei l’eroe che l’ha strappata a un orribile destino, Naomi si trasformerà in un faro di speranza per lui, che lotterà per proteggerla dai numerosi pericoli che non tarderanno a minacciare entrambi. È di indole timida e si spaventa facilmente, ma in caso di bisogno può urlare così forte da sovrastare la maggior parte dei suoni che le rimbombano attorno.

KURT HAWTHORNE  (foto presa da Pixabay)

Uno dei componenti della task force inviata sul luogo della catastrofe dalla base militare di Kingsley Island, allo scopo di salvare quanti più civili possibili. Lui e la partner Judith saranno i primi adulti con cui i due bambini avranno modo di interfacciarsi con successo. Benché incaricato di portarli in salvo, Kurt si dimostrerà sin da subito poco interessato alla salute dei due protetti, che considererà più come strumenti per raggiungere un misterioso obiettivo. Di lui si sa che è orfano di entrambi i genitori, morti in un incidente d’auto. È stato all’orfanotrofio che ha conosciuto Judith, che da allora è diventata la sua inseparabile compagna. Non ama la vita da soldato, ma pur di restare accanto a Judith si è arruolato a propria volta. Burbero, scontroso, disilluso dalla vita, è portato ad agire sempre spinto dal proprio egoismo, ma quando mosso dai giusti intenti la sua presenza può rivelarsi vitale per garantire la sopravvivenza di chi lo circonda.

JUDITH PARKER  (Foto presa da Unsplash)

Migliore amica di Kurt fin dai tempi dell’orfanotrofio e partner inseparabile nella carriera militare, intrapresa per onorare la memoria dei genitori morti durante una missione in Medio Oriente. Questa giovane donna rappresenta per il burbero soldato ciò che Naomi è per il protagonista. Al contrario del collega, è una persona altruista e di buon cuore; si impegnerà fin da subito affinché i bambini presi in custodia si sentano sicuri e protetti. Idealista di natura, il suo modo di pensare positivo in qualunque situazione è spesso fonte di contrasto con Kurt, che non riesce a comprenderla come vorrebbe.

PETER O’TOOLE  (Foto presa da Flickr – contrassegnata per il riutilizzo)

Soldato semplice di discendenza irlandese, membro di una delle numerose truppe di rinforzo provenienti dalla terraferma. L’incarico del team a cui è stato assegnato è quello di offrire assistenza alle altre squadre impegnate a terra e di imbarcare i superstiti sui velivoli di soccorso. Condivide con Kurt l’essere per nulla tagliato per la vita militare ma, a differenza del primo, dietro la sua decisione di arruolarsi si celano tanta immaturità e incoscienza. Pur essendo uno studente brillante, la scarsa voglia di impegnarsi lo ha portato a mollare l’accademia aeronautica dopo pochi anni ed è quindi entrato nell’esercito perché in cerca di una strada che riteneva più congeniale. L’impatto con la dura realtà sarà duro per lui, al punto che più volte sarà portato a volersi arrendere e a lasciarsi andare allo sconforto.

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