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Recensione – Sympathy for the devil – Lily Lorenzini

Scheda Tecnica

Trama

In una Los Angeles dei nostri giorni Sympathy è appena stata portata alla centrale di polizia per aver danneggiato l’ufficio del suo capo. Qui incontra Luc Bamefot, uno strano personaggio che la tira fuori dai guai e le offre di lavorare per lui. Ci metterà un po’ per capire in che cosa consisterà il suo nuovo lavoro e soprattutto che l’uomo che l’ha assunta in realtà è il Diavolo in persona, affascinante, enigmatico ma vittima della noia e della società effimera e nevrotica che egli stesso ha contribuito a creare nel corso dei secoli.

Recensione

Per cominciare a parlare di questo fantastico romanzo bisogna assolutamente partire dai personaggi e dalle vicende iniziali.

Sympathy for the devil è un’opera di genere urban fantasy ma che tra le sue pagine nasconde tanto, tanto di più, dalle opinioni sull’umanità odierna e passata a cenni storici accurati ed interessanti. È un romanzo leggero tuttavia deve essere letto con un’attenzione ai dettagli, alle descrizioni e ai dialoghi che non può mancare.

Cominciamo dal principio.

Sympathy è una ragazza piuttosto ordinaria, tranne che per la sua capigliatura multicolor e per il suo carattere iroso che già dalla prima pagina la mette in guai seri. Il romanzo di apre con Symp tradotta in una stazione di polizia a causa di una mezza aggressione ai danni del suo capo che l’ha licenziata e persino denunciata. Mentre i poliziotti sono intenti ad esaminare il suo caso, un evento bizzarro disturba l’intero distretto e la povera Symp viene chiusa a chiave in una stanza in modo da sedare il piccolo problema che tiene impegnati i poliziotti senza che lei tenti la fuga. Proprio in questa stanza avviene il suo primo incontro con Luc Bamefot, spuntato letteralmente dal nulla.

Symp in principio rimane confusa da questa strana apparizione ma Luc, senza indugi, la tranquillizza e le lascia il suo biglietto da visita chiedendole di contattarlo nel caso in cui cercasse un nuovo impiego.

Luc apre la porta chiusa a chiave poco prima dal poliziotto e lascia Symp interdetta per questa particolare nuova conoscenza. Ancora stordita apprende persino che la polizia ha deciso di rilasciarla senza nessuna conseguenza. Si scoprirà poi che questo rilascio è dovuto proprio all’intervento di Luc.

Questo è solo l’inizio delle vicende che da questo momento in poi si susseguiranno impedendo al lettore di mollare il libro.

Personaggi

Sympathy è una vera protagonista. La sua crescita ma anche la sua coerenza si avvertono chiare all’interno del romanzo. È un personaggio che cambia ma non così tanto da eliminare le convinzioni che l’accompagnano da una vita. È cresciuta in una comunità Hippie che le ha insegnato quanto il mondo sia buono e meraviglioso, sino a quando, costretta ad andare a scuola, non scopre che il mondo è un posto corrotto, colmo di malvagità e quindi riesce a spiegarsi come mai sia arrabbiata con tutti, e con tutti si intende sia se stessa che il mondo intero. L’incontro con Luc le permette di comprendere che il suo atteggiamento non è sbagliato ma rispecchia i difetti di un qualsiasi essere umano. Accetta di lavorare per Luc e questa esperienza la esalta a tal punto da decidere di non lasciare questo lavoro neanche dopo i sei mesi di prova concordati. Symp è uno dei personaggi più riusciti che io mi sia mai trovata di fronte leggendo libri di autori emergenti.

È dinamica ma certa delle sue convinzioni. È comprensiva ma non sempre nel modo in cui ci si aspetterebbe e nonostante la sua giovane età dimostra una maturità indiscussa. Cosa necessaria quando si lavora per il Diavolo.

Luc Bamefot. O se preferite, possiamo chiamarlo il Diavolo. Per descrivere il personaggio di Luc basta usare le sue stesse parole.

“Ebbene, io sono colui che divide. Colui che si oppone. L’avversario, il pungente, il ribelle. Sono il superbo distruttore del bene. Sono stato frate e consigliere, politico e nobiluomo, ho creato illusioni e occultato verità, ho camminato a fianco dell’uomo sin dagli inizi del Tempo, di cui conosco tutti i segreti, confinato su questa misera roccia, consapevole delle realtà dell’universo, delle leggi cosmiche e di quelle metafisiche. Sono metafora ma essere in carne e ossa, Ahreman, Angra Mainyu, Asura. Sono colui che portava la Luce prima del Tempo e che dopo il Tempo la Luce più non ha amato. Io sono il difetto nel grande Ordine Cosmico, sono l’ombra degli Dei, il Grande Buffone. […] In me ogni verità scompare, eppure io sono il più vero, poiché pur mentendo svelo. […] Non c’è uomo che non tema la mia verità, che non senta nel profondo di sé la vergogna che so suscitare. Ho avvolto i vostri giorni e ne ho spento la luce, ho avvolto la vostra luce e vi ho attirati a me. […]
Sono quello che comunemente chiamate il Diavolo, piccola, e sono proprio un gran fico.”

Come avrete notato, Luc non le manda a dire. La sua presentazione a Symp è molto più dettagliata, qui ho solo riportato le parti salienti. Quando ho letto questo piccolo monologo del Diavolo ad un ragazza dubbiosa ma per niente spaventata da lui ho capito che il resto del libro sarebbe stato fantastico.

Luc è il Diavolo. Ma Luc adora gli umani. Ama vivere in mezzo a loro e ama bearsi della loro compagnia. Non per niente i suoi collaboratori, tranne i demoni rimasti all’Inferno, sono tutti umani. Symp viene scelta come sua collaboratrice per un compito preciso, preferisco non svelarlo ma, com’è noto, il lavoro del Diavolo di solito ha a che fare con favori e contratti stipulati con gli umani in cambio di un elisir molto conosciuto: l’anima.

Ho amato Luc. Sul serio. Sia per il suo aspetto che per i suoi atteggiamenti a volte divertenti altre volte in apparenza incomprensibili ma in realtà di una logica disarmante. I ragionamenti di questo personaggio riguardo l’umanità (e anche quelli di Symp dato che più o meno la pensano allo stesso modo) sono coerenti con ciò che noi umani siamo nella realtà. Possiamo illuderci di essere creature perfette e senza difetti, oppure accettare le nostre lacune e i nostri inevitabili errori e vivere la vita nel modo giusto per ognuno di noi, dato che la vita è una. All’incirca è questa l’idea che Luc e Symp hanno dell’umanità, anche se io l’ho fatta breve perché queste nozioni sono sparse in dialoghi e avvenimenti che possono apparire solo narrativi ma nascondono un sapore filosofico e a tratti sociologico. Queste piccole perle sono davvero interessanti se lette nel modo giusto e con la propensione ad avere la mente aperta davanti queste parole.

Poi, Luc è proprio forte e come dice lui “un gran fico.” Passa il tempo tra feste, festini, serate e nottate in discoteca, in cui trascina Symp, eppure anche lui nasconde dei difetti. Non riesce a gestire la rabbia: nel romanzo inizialmente lui stesso si definisce bipolare. In effetti, andando avanti con la storia, se lui fosse solo un umano avrebbe tutte le caratteristiche del bipolarismo. Tuttavia, stiamo parlando del Diavolo, quindi i suoi problemi d’umore sono dovuti alla sua condizione di essere sovrannaturale.

Ci sono altri personaggi, parecchi.

Mi sento di parlarvi solo di altri due. Michael e Jou.

Michael. Dove c’è il Diavolo c’è anche un angelo. Ebbene, Michael rappresenta l’Arcangelo Michele. Ve la faccio breve, secondo la tradizione prima che Lucifero si separasse da Dio e cadesse negli inferi, era alleato dell’Arcangelo Michele. Nel romanzo, infatti, Luc e Michael fanno riferimento a questa storia.

Michael è un angelo affascinante che mette subito gli occhi, e non solo, su Symp. All’inizio per fare dispetto a Luc (non è la prima volta che prova a danneggiare i suoi assistenti) poi pare che il suo interesse diventi più profondo. Ma non è questa la parte davvero interessante di Michael. Lui dovrebbe in un certo senso rappresentare il bene, e a parole lo fa. Solo a parole però perché in realtà non salta neanche la minima occasione per criticare e dimostrare il suo disprezzo nei confronti degli esseri umani, sottolineando in continuazione la superiorità degli esseri celesti. Quindi, l’angelo è un razzista, pieno di pregiudizi e un finto buono che dà sui nervi sin dall’inizio. Un personaggio spettacolare che serve da ombra all’interno del racconto.

Jou. È un ragazzo giapponese di vent’anni che lavora per Luc come autista sia di auto che di jet privati. Si tratta di un personaggio poliedrico. Aiuta ma non aiuta. C’è ma non c’è. Mi ha colpito soprattutto nei dialoghi. Ha sempre la risposta pronta ed è divertente. Non so ma credo che regga, insieme a Luc, la parte commedia del romanzo. Un personaggio da non sottovalutare, secondo me, e da approfondire durante la lettura. Quello che dice di solito conta e aiuta a sollevare un po’ il velo di mistero che si avverte in tutto il libro. Senza contare che Luc gli ha concesso una specie di super poter, che non vi svelo, andate a leggere il romanzo se volete saperlo.

Lo so, la recensione è eterna ma dato lo spessore argomentativo dell’opera non posso fare altrimenti.

Come se i personaggi non fossero abbastanza complessi e caratterizzati, anche le vicende si snodano in maniera serrata ma intrecciata allo stesso tempo.

Si ha a che fare con viaggi. Quindi oltre Los Angeles, la città in cui si svolgono la maggior parte degli eventi, vediamo l’Alaska, New Orleans, New York fino ad arrivare ai confini del mondo.

Assistiamo ad entourage con personaggi politici di rilievo. Per esempio, il presidente del Stati Uniti e riferimenti storici ad Hitler. Intravediamo personaggi famosi del cinema e della musica. Tutti posti al momento più adatto per donare svolte epocali alla vicenda.

Nel libro ci sono tantissimi riferimenti a riti magici e ad elementi esoterici. Trattati con eleganza e soprattutto abbondanza di particolari. C’è anche una grande sensualità sparsa nel romanzo. Di certo il Diavolo, non può essere casto e puro.

Ogni elemento sopracitato è fuso in un’armonia perfetta data dalla scrittura di Lily. È bravissima. Utilizza termini ricercati ma non ridotanti. I periodi e i dialoghi sono molto lunghi ma mai noiosi o stancanti. Usa le parole, le posiziona e le sceglie, in modo che l’attenzione del lettore non venga mai meno. Non ci si può distrarre leggendo ed è il romanzo stesso a impedirlo proprio per come è scritto. 

Mi sentirei addirittura di dire che come Luc si appropria dell’anima, questo romanzo si appropria dell’attenzione.

È che non posso rivelare altro sennò starei qui scrivere di Sympathy for devil per giorni. Ci sarebbe tantissimo di cui parlare, tantissimo di cui discutere su fatti e avvenimenti. E quello che mi fa sorridere è il finale, assolutamente aperto. Quindi sentiremo ancora parlare di Luc e Symp. Visto e considerato che molti misteri non sono stati risolti, quando si arriva all’ultima pagina viene subito da pensare “e ora?” e in mente si riavvolge tutto, il cervello cerca di ricordare quanto è rimasto irrisolto e come si potrebbe risolvere. Questi sono tutti elementi a favore per un romanzo che mi ha stupito, sorpreso e rapito. Attendo il sequel con ansia e dovreste farlo anche voi. Non importa che genere amate. Questo libro è per tutti perché ha tutto, quindi se vi fidate del mio giudizio, compratelo. O chiedete una collaborazione all’autrice dato che merita davvero tanto e ha bisogno di visibilità.

Come si sarà capito, Sympathy for devil ha assolutamente meritato: Cinque stelle su cinque

Se potessi ne darei anche di più.
In breve…
Eh… ‘na parola a farla breve qua…

Sympathy for the devil è un romanzo di genere urban fantasy dal sapore misterioso ed esoterico. Ma rimane una commedia piacevole da leggere. I personaggi sono caratterizzati alla perfezione. I due protagonisti, Symp e Luc (il Diavolo), ci fanno scoprire l’umanità con tutti i suoi difetti e ci fanno sorridere più di una volta all’interno del racconto. Le vicende si susseguono con ritmo serrato ma dettagliato, grazie anche ai lunghi dialoghi (a volte quasi monologhi) scritti con tale maestria da rapire il lettore. La storia di Luc e Symp va letta. È accattivante, sensuale, mistica ma anche reale. Un romanzo consigliatissimo per qualunque genere di lettore.

Ringrazio davvero Lily per avermi dato la possibilità di leggere questa meraviglia e spero sia chiusa da qualche parte a scrivere il sequel sennò ce la chiudo io.

Grazie ancora, cara.

Francesca

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