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Autori tra le righe – @leveritadinumeesville

Scheda Tecnica

  • Nome autore: Ilaria Ferraro & Simona Di Iorio
  • Titolo opera: LE VERITA’ DI NUMEESVILLE
  • Genere: Thriller
  • Data di pubblicazione: Aprile 2018

Trama

Un’intricata ragnatela di eventi avvolge le vite degli abitanti della tranquilla cittadina canadese di Numeesville e, poco a poco, rivela verità sconcertanti.
In un tetro gioco del destino, c’è chi si nasconde dietro una facciata di perbenismo, chi nega deliberatamente l’evidenza die fatti e poi c’è Sophie Park che, privata di una promettente carriera giornalistica, scappa dalla gabbia del proprio presente. Si ritrova però ad annegare nel torbido passato della sua città natale, dove tornano a galla particolari ignorati di una morte misteriosa che l’ha segnata profondamente. La donna non ha dimenticato e si rifiuta di credere all’ipotesi di molti che si sia trattato di un suicidio, facendo di tutto per riaprire quel caso, archiviato come irrisolto.
Ed è allora che una voce si solleva più forte delle altre, quella di colei che tutto sa, nonostante mai avrebbe voluto sapere.

“Danzo leggera con lei e assaporo l’illusione di ciò che mi è rimasto della vita: i ricordi, i profumi, le sensazioni e… l’inaspettata verità.”

  • Formati: Ebook e cartaceo
  • Prezzo Cartaceo €13,98
  • Prezzo Ebook €3,99
  • Dove si trova il romanzo:  Amazon
  • KindleUnlimited?
  • Titoli altri libri pubblicati: “Legàmi- illusioni di verità” (vol.1)

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Domande

  • Che cosa vuoi dirci di te come persona, oltre che come autore/autrice?

Prima di tutto che sentirmi chiamare “autrice” per me è davvero emozionate, non mi ci sono ancora abituata a dirla tutta. Forse ve ne chiederete il perché. Ecco, è semplice: scrivere è sempre stato una mia grandissima passione e, fin da ragazzina, ho custodito il desiderio di poterlo fare come “mestiere”, ma è sempre stato un sogno nel cassetto (come si suol dire) e per tanto tempo dimenticato, presa dalla vita concreta di moglie, mamma e lavoratrice. Dopo tanti anni e grazie alla mia amica Simona, nonché co-autrice, quel sogno però è divenuto realtà.

In primis, per definirmi, posso usare un aggettivo che chi mi conosce di persona usa spesso: chiacchierona. Adoro parlare, con tutti e di tutto… difficile starmi dietro, sono una vera mitraglietta! A parte questa mia caratteristica che comunque riservo (o almeno ci provo) a chi so sopportarmi, sono una creativa a tutto tondo. Infatti, oltre a scrivere, mi piacciono molto gli hobby che implicano l’uso della manualità, per questo mi diletto realizzando idee regalo e adoro cucinare: tutto ciò che è home made esercita su di me un fascino irresistibile. Poi… beh, sono emotiva (vivo di pancia tutto ciò che vivo) e molto puntigliosa, diciamo che mi si conosce come una “precisina” (una che cura ogni dettaglio di ciò che fa), ma ancora non ho capito se questo sia sempre positivo, per me soprattutto. Come detto sopra, sono sposata e ho due figli maschi in età adolescenziale, pertanto ho di che tenermi occupata. Insomma, sono una vera sclerata! Ex agente di viaggi e accompagnatrice turistica, ho deciso anni fa di dedicarmi a tempo pieno alla mia famiglia e aggiungerei “per fortuna”, perché altrimenti la scrittura sarebbe davvero rimasta per sempre in quel famigerato cassetto.

  • Che cosa ti ha spinto a scrivere questa storia?

Lo spunto è arrivato da Simona; avevamo già collaborato per un suo romance tempo prima e, con “Le verità di Numeesville”, abbiamo deciso di cimentarci col genere thriller, raccontando fondamentalmente una storia d’amicizia.

  • Qual è il messaggio del tuo libro?

Bella domanda questa! In realtà il nostro libro ne manda molti di messaggi… lasciamo che sia il lettore a “raccogliere” quello che più gli serve. Affrontiamo varie tematiche delicate e, tramite i pensieri di Beth (una delle protagoniste femminili della storia), invitiamo i nostri lettori a riflettere su vari aspetti della vita, anche sui piccoli gesti e accadimenti quotidiani di ognuno di noi.

  • Che cosa vorresti trasmettere al lettore?

Tanta empatia, la stessa provata da me e Simona durante la stesura. Più di un nostro lettore ci ha detto di essersi letteralmente affezionato ai nostri personaggi, sentendosi coinvolto e partecipando a gioie, paure, dolori, divertimento e una miriade di altre emozioni.

  • Come mai hai scelto questo genere?

Personalmente sono da un’amante del genere thriller, sia dal punto di vita letterario che cinematografico, e scrivere una storia piena di personaggi e carica di suspense credo sia molto stimolante per la fantasia, nonché divertente. Necessita anche di molta attenzione per quanto riguarda i particolari affinché tutto torni alla perfezione, ma è proprio questo uno degli aspetti che più ci ha incoraggiate a cimentarci nell’impresa.

  • Che cosa ritieni abbia di particolare il tuo romanzo?

Credo prima di tutto il fatto che sia stato scritto da due persone, ma che (a dire dei nostri lettori) le nostre quattro mani non si notino affatto…

Inoltre io amo Sophie, la protagonista, perché dimostra una tenacia e una fedeltà incrollabili nei confronti della sua amica Beth: una storia di amicizia che va oltre ogni limite, anche la morte.

  • C’è un personaggio particolare in cui ti identifichi di più? Se sì, perché?

Assolutamente sì! Sophie Park, il personaggio che fa da “guida” nella storia è colei che più mi rispecchia, per il suo carattere determinato e il modo in cui affronta gli eventi, anche se a volte la prenderei a sberle per le scelte che fa… è pur vero che lei è protagonista di un’avventura molto particolare, quindi ha le sue ragioni…

  • Quando scrivi un romanzo sai già come andrà a finire la storia oppure parti da un’idea generale e poi ti lasci trasportare dal racconto stesso?

Con Simona, a inizio stesura, abbiamo stabilito una scaletta generale degli eventi, giusto per avere un percorso da seguire. C’è da dire però che, molto spesso, siamo uscite dal seminato perché, prese dall’ispirazione del momento o dai sentimenti provocati da certi avvenimenti, ci lasciavamo trasportare dai personaggi stessi che hanno “preso vita” sotto alle nostre dita sulla tastiera e deciso un po’ da soli cosa fare.

  • Cosa rappresenta per te la scrittura? E a che età hai iniziato a scrivere?

Come già accennato, scrivo da sempre: conservo tutt’oggi i diari segreti e le mie Smemoranda di quando ero una ragazzina su cui passavo ore a raccontare di me e di ciò che mi accadeva intorno. Quando è nato il mio primo figlio ho inventato e scritto per lui una serie di favole, chissà, prima o poi ne farò un libro. Inoltre mi piace scrivere poesie, ispirate da quanto vivo. La scrittura è sempre stata per me un modo per “parlarmi”, uno dei pochi momenti in cui riesco a star zitta insomma, diciamo che per certi versi la considero la mia terapia dell’anima e della lingua.

  • Stai già lavorando ad un nuovo romanzo?

Certo, sto lavorandoa tre progetti in realtà. Il primo a vedere la luce sarà certamente il secondo volume della dilogia per ragazzi “Legàmi” che verrà pubblicato intorno a Natale. In contemporanea c’è in preparazione il sequel di “Le verità di Numessville”, ormai richiestissimo dalle Numeesville’s Lovers, sempre in collaborazione con Simona. Infine ho un mio romanzo in stand-by da un po’ che vorrei riuscire a terminare entro il prossimo anno.

  • Devi consigliare il tuo libro a un nuovo lettore. Cosa gli diresti?

Se sei un appassionata/o di thriller, ma anche se non lo sei (questo libro è un po’ fuori dagli schemi), ti consiglio di leggere “Le verità di Numessville”, perché sono certa che ti ritroverai su una montagna russa di emozioni e, una volta salita/o a bordo, non vorrai più scendere fino alla fine della corsa… e forse nemmeno dopo!

Domanda plus

  • Ti lascio libero/a di aggiungere tutto quello che vuoi sui tuoi romanzi e il lavoro che c’è stato dietro, o il tuo amore per la lettura e la scrittura.

Non voglio dilungarmi troppo, ma aggiungo solo che “Le verità di Numessville” è la storia di un legame indissolubile, frutto di una grande amicizia che ha portato me e Simona a volerci ancora più bene di quando non ce ne volessimo prima. Non è stata un’impresa facile portarlo a termine, abbiamo dovuto documentarci molto bene a proposito di ambientazioni, particolari medici e tanto altro, abbiamo studiato dal punto di vista tecnico-letterario, ci siamo ritrovate e dover smussare gli angoli delle nostre idee (essendo due teste a volte abbiamo dovuto trovare un compromesso che stesse bene a entrambe) e imparare ad “attenderci” reciprocamente, ma proprio tutto questo ha fatto sì che ci innamorassimo del nostro libro, ogni giorno di più. Il miglior augurio che possiamo farci è solo uno: che ogni persona che lo leggerà possa farlo proprio, esattamente come abbiamo fatto noi nello scriverlo. Quindi… BUONA LETTURA!

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