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Autori tra le righe – @elisabettamartinelli_official

Scheda Tecnica

  • Nome autore: Elisabetta Martinelli
  • Titolo opera: A. I. R. La principessa scomparsa
  • Genere: Fantasy
  • Data di pubblicazione: settembre 2019

Trama

La vita di Emily Hall si complica notevolmente quando trova un portale magico nel seminterrato del locale dove lavora. Due ragazzi, che hanno tutta l’aria di provenire da una fatidica dimensione magica, lo hanno attraversato e da quel momento la vita della giovane prende una piega inaspettata. Molti misteri all’improvviso iniziano a tormentarla, quando lei non vorrebbe altro che un’esistenza tranquilla tra canto e scuola. Riuscirà a svelarli tutti?

  • Formati: cartaceo
  • Prezzo: €15,00

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Domande

  • Che cosa vuoi dirci di te come persona, oltre che come autore/autrice?

Mi piacciono molto i libri di genere fantasy, inoltre adoro leggere i fumetti giapponesi per ragazze. Non ne posso fare a meno da oltre sei anni, trovo che i disegni siano bellissimi. Spesso provo a disegnare utilizzando quello stile e devo dire che sono un po’ migliorata negli anni.

Del resto io ho un’altra grande passione strettamente collegata al mondo dei romanzi… ho sempre scritto fanfiction! Ho iniziato quando avevo dodici/tredici anni e d’allora continuo a scriverle nel tempo libero. Il problema è che ormai mi viene quasi più facile entrare in empatia con i personaggi degli altri piuttosto che con i miei.

Il mio sogno è diventare una scrittrice famosa. Adesso lo so che sembra fin troppo strano, ma scrivo da prima di saper scrivere. O meglio, sapete no che in genere capita che i bambini alla materna disegnino lettere sui loro disegni o scrivano il loro nome? Sì, anch’io lo facevo, ma non è questo il punto. In seconda elementare, quando un bambino sa scrivere davvero poco o comunque non lo fa volentieri, avevo cominciato a tenere per gioco un diario. Ci scrivevo poche cose: frasi, filastrocche che inventavo sul momento, giochi, test…

Ho sempre trovato la scrittura un mezzo unico e speciale per comunicare. Sarà che sono molto “timida”. Metto le virgolette perché io non penso di esserlo infondo più di altri, semplicemente sono riservata… perché a questo mondo vieni troppo spesso frainteso.

  • Che cosa ti ha spinto a scrivere questa storia?

Volevo assolutamente scrivere una storia che mi coinvolgesse e divertisse. È nata poco alla volta. Devo essere sincera, all’inizio non avevo idea di cosa ne sarebbe venuto fuori e scommetto che se dovessi tornare indietro scriverei qualcosa di diverso. Tuttavia sapevo che pur non avendo un quadro completo sarebbe uscito qualcosa di bello.
Gli anni passati a scrivere brevi storie e fanfiction mi sono stati di aiuto. Ho imparato l’arte di “mettersi all’angolo” e lasciare che i personaggi si comportino come vogliono. Cerco sempre di lasciarli liberi di essere loro stessi, poco importa se sono personaggi miei o di qualcun altro.

  • Qual è il messaggio del tuo libro?

Il messaggio che vorrei lasciare è che ognuno deve sentirsi libero di seguire un sogno. Non un sogno qualsiasi… il proprio. Su questo neanche i tuoi genitori possono ribattere.
Spero si capisca già da questo primo volume: la parte iniziale di Emily, la famiglia di Kylun, Spencer… inoltre anche i personaggi fantastici un po’ sottintendono la morale. 

  • Che cosa vorresti trasmettere al lettore?

Un po’ il senso della domanda a cui ho risposto precedentemente. Vorrei che i più giovani ed insicuri leggendo A. I. R. ritrovino la grinta. Che non si lascino piegare o si buttino via solo perché: tanto la vita non è una favola.
Trovate la forza in voi. So che ci potete riuscire, perché io stessa mi abbatto e la ritrovo ogni volta.

  • Come mai hai scelto questo genere?

Adoro il genere fantasy, quindi la precedenza al fantasy.
In realtà in futuro mi piacerebbe sperimentarmi su altri generi. Ho anche già delle idee in mente… a volte mi chiedo come farò a fare tutto.

  • Che cosa ritieni abbia di particolare il tuo romanzo?

Tutti gli elementi magici riuniti insieme e, ancora, uniti alla realtà quotidiana che in realtà è più magica di quello che i terrestri stessi credono!
Leggetelo, davvero. Ve lo dico non solo perché l’ho scritto io, ma è il romanzo che il bambino che è in voi sotto sotto ha sempre sognato.

  • C’è un personaggio particolare in cui ti identifichi di più? Se sì, perché?

Allora, indubbiamente Kylun. Apparente personaggio ombroso ed irascibile, non particolarmente loquace… in realtà anche lui è un timidone. Lo stesso Jedra lo definisce tale. Solo che a differenza mia lui è VERAMENTE timido. Comunque bisogna capirlo, non ha avuto un’infanzia facile.
Ad essere sincera rivedo una piccola parte di me in ogni personaggio di A. I. R. Credo sia normale, dopotutto tutti noi abbiamo almeno una caratteristica simile a quella dei personaggi di un’opera.

  • Quando scrivi un romanzo sai già come andrà a finire la storia oppure parti da un’idea generale e poi ti lasci trasportare dal racconto stesso?

Bellissima domanda, rispondo con molto piacere.
In realtà io sono una che si annoia spesso, infatti è per questo che progetto fino al minimo dettaglio per poi cambiare radicalmente idea. Beh dai, radicalmente no. Mantengo sempre una scia, una linea guida, tipo pollicino che lascia i sassolini per ritrovare la via di casa. Comunque è davvero raro che un’idea per un capitolo sia già fatta e finita nella mia testa. Figuriamoci poi un intero libro! Posso assicurarvi però che un’idea di finale ce l’ho sempre.
Non sono una che segue copioni prescritti, preferisco improvvisare. Anche perché ho notato che man mano che vado avanti le mie idee si modificano.

  • Cosa rappresenta per te la scrittura? E a che età hai iniziato a scrivere?

Tutto. Davvero, io amo scrivere e potrei tranquillamente passare tutta la mia giornata a farlo. Come ho già detto ho iniziato a divertirmi a scrivere in seconda elementare. Però desideravo iniziare a farlo già da prima. Non vedevo l’ora di imparare, perché mia madre prima di dormire mi leggeva un libro illustrato. Io naturalmente ero affascinata da quella storia. Si chiamava Piccole donne, so che molte e molti di voi lo conosceranno. Una delle sorelle voleva diventare scrittrice e pian piano quel sogno è diventato anche il mio.
Trovavo eccezionale il fatto che qualcuno fosse riuscito ad inventare una storia così interessante. Quindi non vedevo l’ora di poter scrivere anch’io ed inventare qualcosa di nuovo. Trovavo unico il modo in cui una parola scritta nero su bianco nella tua mente si trasformi in un’immagine.
Ricordo che quando la maestra delle elementari ci dava un testo da fare molti si lamentavano e io pensavo: perché si lamentano? È così bello inventare storie.

  • Stai già lavorando ad un nuovo romanzo?

Certamente! Non vedo l’ora di finirlo per vedere com’è venuto. Dico com’è venuto perché trattandosi di una continuazione ho linee guida un po’ più rigide che comunque mi permettono di esprimere tutta la mia creatività e spensieratezza.
Quando verrà pubblicato ve ne parlerò sicuramente.

  • Devi consigliare il tuo libro a un nuovo lettore. Cosa gli diresti?

Dunque, se ti piacciono i fantasy devi assolutamente leggerlo. Se sei maschio ricorda che il titolo è ingannevole, la scrittrice è una ragazza e forse sono più dalla parte femminile, ma anche voi potreste apprezzarlo. Anche perché la protagonista sarà anche una ragazza, ma i coprotagonisti sono due ragazzi.

Domanda plus

  • Ti lascio libero/a di aggiungere tutto quello che vuoi su questo romanzo e il lavoro che c’è stato dietro, o il tuo amore per la lettura e scrittura.

Ora sono un po’ in difficoltà però. Credo di avere detto già molto, dunque vediamo…
A un certo punto mi ero un po’ scoraggiata, è vero. Dovete sapere che ho riscritto A. I. R. La principessa scomparsa due volte, perché non ne venivo più a capo.
I miei pensieri e le mie idee erano diventati come miei capelli. Ora, io ho i capelli mossi con una forma imprecisa e chi li ha come me saprà bene quanta fatica si fa a pettinarli. Ecco, le mie idee erano diventate proprio così: capelli ribelli che si annodano, mentre io avevo assunto il ruolo di spazzola.
Ma come è vero che pian piano si riesce a sgroppare tutti i nodi, alla fine ce l’ho fatta anche a ritrovare le linee guida di A. I. R. e a riscriverlo, anche meglio di prima se posso dirlo.
Quella volta mi sono sforzata di dividere i capitoli prima della loro effettiva stesura, onde evitare caos inutile. Ho dato persino nomi ai capitoli, cosa che prima non avevo fatto.
Altra cosa che mi sento di aggiungere è che devo molto anche alla scrittrice Elisabetta Gnone e alla sua splendida saga Fairy Oak. Senza i suoi libri letti nel periodo delle medie non so se oggi avrei la forza necessaria per affrontare questa avventura.
Mi aspetta un lungo viaggio, perché io ci credo. Un giorno tutti mi conosceranno come scrittrice e conosceranno anche A. I. R.
Grazie a tutti.

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