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Autori tra le righe – @martina_bello_arys

Scheda Tecnica

  • Nome autore: Martina Bello
  • Titolo opera: Con gli occhiali del cuore
  • Genere: Narrativa
  • Data di pubblicazione: 1 marzo 2019

Trama

“Fin da piccola non sono mai stata una tipa popolare, solo all’asilo avevo una certa fama tra i miei compagni di gioco che riempiva il mio piccolo cuoricino di gioia, ero conosciuta come “l’avventuriera” che sfidava le maestre e i bidelli perché volevo essere libera… in poche parole, ero una piccola scalmanata, una diavoletta.
Pensavo che la mia gioia potesse continuare a lungo e che niente avrebbe potuto rovinare questa vita felice ma, come al solito, mai dire mai, quel momento non tardò ad arrivare.”

  • Formati Cartaceo
  • Prezzo Cartaceo €13
  • Dove si trova il romanzo: Lo puoi ordinare su Internet, su amazon e altri siti, o nei negozi Feltrinelli

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Domande

  • Che cosa vuoi dirci di te come persona, oltre che come autore/autrice?

Sono una ragazza di sedici anni con molte passioni: la scrittura, la poesia, la musica… infatti suono il pianoforte da nove anni e canto da autodidatta fin da bambina. Mi piace disegnare e volare con la fantasia, farmi portare dal vento e scattare foto, per conservare i ricordi di ciò che vivo e poterli riscoprire quando sarò più grande. Fin da piccola, la vita mi ha fatto conoscere i suoi lati più difficili: sono stata vittima di bullismo dalle scuole elementari, e, isolata dai miei compagni e dai miei coetanei, ho imparato a sopportare e ad apprezzare la solitudine. Ma nonostante ciò, ho imparato ad affrontarli e a trovare il coraggio di mostrarmi senza paura, perché ognuno  di noi ha il suo modo di essere e non deve cambiare per gli altri. Inoltre sono la sorella di un bambino speciale, Stefano, che è autistico. È il mio tutto, la mia forza, e con i suoi abbracci e le sue facce buffe sa ridarmi il sorriso anche quando sono giù di morale. Siamo cresciuti insieme e abbiamo imparato l’uno dall’altra. Mi ha fatto vedere la vita da un altro punto di vista ed ero, sono e sarò per sempre la sua leonessa, pronta a difenderlo da tutto e da tutti.

  • Che cosa ti ha spinto a scrivere questa storia?

Inizialmente è nata come un diario nel quale raccoglievo le mie esperienze e le mie emozioni che vivevo nel periodo della scuola media, un’epoca non proprio felice. Poi, dopo aver riempito un quaderno intero, è nata l’idea di trasformarlo in una storia e così,  dopo più di una revisione e molte modifiche, è diventato il libro “Con gli occhiali del cuore”. Ma ciò non sarebbe stato possibile senza Michela Salizzato, una mia cara amica, scrittrice di libri per bambini. Dopo averlo letto quando era ancora una bozza, mi ha consigliato di partecipare ad un concorso. E così ho fatto, ho partecipato al Premio Letterario Milano International organizzato dalla Pegasus Cattolica e mi sono classificata quinta nella sezione romanzo inedito, ottenendo la pubblicazione.

  • Qual è il messaggio del tuo libro?

Il messaggio è: non arrendersi mai, trovare sempre il coraggio di lottare per realizzare i propri sogni, nonostante le difficoltà, nonostante gli altri, nonostante tutto. Perché è solo provando a cercare sé stessi e a capire ciò per cui siamo fatti, che possiamo trovare la felicità. A volte, la vita sembra essere una condanna e il destino volerti voltare sempre le spalle, ma un po’ di  luce c’è sempre, e presto o tardi infrange quella parete di buio e riesce a strapparti un sorriso.

  • Che cosa vorresti trasmettere al lettore?

Vorrei che il lettore, leggendo, si immedesimasse nella protagonista, Sofia, vivendo le emozioni che lei vive sulla sua pelle. Vorrei che imparasse ad apprezzare ogni singola cosa. Vorrei che captasse e imparasse a riconoscere il valore dell’ amicizia, dell’amore, della lealtà e della fiducia. Vorrei che fosse grato per ciò che ha, e che ricordasse che c’è sempre qualcuno meno fortunato che ha bisogno di aiuto. Vorrei risvegliare la sua sensibilità in modo che si attivi nei limiti delle sue possibilità per cambiare la vita e il futuro di queste persone. E infine vorrei che leggendo il mio libro riuscisse a trovare la forza per realizzarsi e diventare qualcuno.

  • Come mai hai scelto questo genere?

Sono un’inguaribile romantica e mi piacciono le storie a lieto fine. Inoltre parlare di fatti reali che ho avuto magari l’occasione di vivere e di sentire dentro di me li rende più facili da raccontare e dunque risultano più credibili e veri al lettore, facilitando forse l’immedesimazione. E poi sono un’adolescente, chi meglio di me può raccontare quello che si prova in questa particolare fase della vita?

  • Che cosa ritieni abbia di particolare il tuo romanzo?

È una domanda difficile…  perché in fin dei conti sarebbe compito del lettore identificare ciò che distingue un libro da un altro, ciò che lo rende speciale. A parere di chi lo ha già letto ha il potere di far tornare giovane chi ormai è adulto, un genitore o un nonno, e sa affrontare temi importanti come l’amore e il bullismo con freschezza e naturalezza. Non posso che condividere e apprezzare il loro giudizio.

  • C’è un personaggio particolare in cui ti identifichi di più? Se sì, perché?

Mi identifico nella protagonista, Sofia, che, nella storia, vive molte cose che ho vissuto anche io. Molte sue caratteristiche, come il carattere e il modo di reagire e di comportarsi, sono simili ai miei. Rivedo molto di me in lei essendo stata creata da ciò che avevo raccolto in un originale diario. Esempi? Il fratellino, Marco, nella realtà Stefano; la Fondazione Antonietta e Riccardo Paoletti, che, anche nel mondo reale, esiste e consiste in un gruppo di famiglie che lotta per il futuro dei propri figli speciali; Ultimo esempio la scuola Lizard, dove, sia io sia Sofia,  studiamo pianoforte.

  • Quando scrivi un romanzo sai già come andrà a finire la storia oppure parti da un’idea generale e poi ti lasci trasportare dal racconto stesso?

Dipende. In genere parto da un’idea generale che mantengo come inizio della storia e mi lascio trasportare, vivendola pagina per pagina, capitolo per capitolo. Poi, magari, dopo aver scritto metà racconto riesco ad elaborare un finale ad effetto. E lì viene il difficile: trovare ciò che deve stare nel mezzo. Ma mi piace diventare il/la protagonista del libro e vivere le avventure man mano che accadono e che la mia mente le crea, come se fosse una serie TV. Così nel caso si interrompesse non potrei che prendermela con me stessa.

  • Cosa rappresenta per te la scrittura? E a che età hai iniziato a scrivere?

La scrittura, sia di romanzi sia di poesie, è per me una valvola di sfogo. Ho iniziato proprio così, alle scuole medie, dunque a 12/13 anni, dove ho sofferto particolarmente a causa del bullismo e dell’isolamento. Scrivere mi aiutava e mi aiuta tutt’oggi ad elaborare quello che provo e a riuscire a tirare fuori cose che magari ad una persona non riuscirei a dire.

  • Stai già lavorando ad un nuovo romanzo?

È già. Da un po’ lavoro a un romanzo che tratta sempre di adolescenza, argomento a me caro, ma questa volta in modo diverso. Infatti il tema principale è la paura delle novità. Ma il mio sogno nel cassetto è quello di scrivere un libro nel quale parlo del rapporto con mio fratello e della mia vita a contatto con i lati positivi e negativi dell’autismo, in modo da far conoscere questa patologia troppo poco conosciuta e sensibilizzare sulla tematica, che non dovrebbe essere evitata o guardata con timore.

  • Devi consigliare il tuo libro a un nuovo lettore. Cosa gli diresti?

Gli direi che se ama leggere libri di narrativa, che rappresentano la realtà, che parlano di amore, di amicizia e dell’adolescenza, il mio libro fa proprio al caso suo. E naturalmente sarei disponibile a rispondere ad eventuali domande e curiosità.

Domanda plus

  • Ti lascio libero/a di aggiungere tutto quello che vuoi sui tuoi romanzi e il lavoro che c’è stato dietro, o il tuo amore per la lettura e la scrittura.

Come ho già detto ho molte passioni. Spesso mi chiedono quale di queste è più forte in me tra la scrittura e la musica. Ma nessuna delle due prevale sull’altra. Sono entrambe parte integrante della mia vita e senza una delle due ne soffrirei. 

Ho sviluppato la mia passione della scrittura in due canali: i romanzi e la poesia. E anche per la musica vale lo stesso principio: il pianoforte e il canto. Sciolte in questo modo posso affermare che la poesia mi dà modo di esprimere ciò che provo sul momento, è più rapida e istantanea, come il canto. Mentre la scrittura di un libro è più laboriosa, richiede concentrazione e silenzio, o una particolare canzone nel mio caso, così come per il pianoforte. Una compensa l’altra e posso affermare che se questo è iniziato in parte è grazie a mio fratello. È  per merito suo che ho avuto l’occasione di conoscere persone che mi hanno aiutato a sviluppare questi miei talenti e grazie al suo affetto riesco a concludere ogni giornata con un sorriso.

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