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Recensione – Le note dell’amore – Gaia Di Novi

Scheda Tecnica

  • Titolo: Le note dell’amore
  • Autore: Gaia Di Novi
  • Editore: PAV Edizioni
  • Data pubblicazione: 21 novembre 2019
  • Genere: Narrativa, Rosa
  • Serie: Irish Series Vol.1
  • Cartaceo: 13,60 euro
  • Ebook: 2,99 euro

Trama

Camille O’Brian è una ragazza eccentrica e fuori dagli schemi. Non conclude mai un’attività, cambia spesso lavoro e ancora più spesso fidanzato. Fino a che un giorno non decide di cambiare vita e darsi finalmente delle priorità. Daniel Walsh, invece, è un brillante pianista che ha avuto qualche battuta d’arresto in gioventù, cosa che lo ha fatto desistere nella realizzazione del suo sogno di bambino: diventare un compositore famoso e portare nel mondo la sua arte. Ma cosa accade quando due personalità forti e disilluse dall’amore si scontrano sul posto di lavoro e finiscono per attrarsi? Riusciranno a vincere le proprie remore, sorvolando sui pregiudizi che hanno, aprendosi ai sentimenti?

Biografia

Gaia Di Novi, nasce nel 1991 in provincia di Salerno. Infermiera e moglie a tempo pieno. Ha una passione per le serie tv, i gatti, gli unicorni, i giochi da tavolo, i supereroi e condivide con il marito l’amore per il fantasy in tutte le sue forme. Ad aprile 2019 viene presentato e pubblicato un suo racconto fantasy nell’antologia edita da Historica Edizioni, presso la Fiera “Napoli città del libro”.

Recensione

“Le note dell’amore” è il primo romanzo scritto dall’autrice Gaia Di Novi… Ho letto questo libro con molta attenzione, concentrandomi su ogni parola alla ricerca, poi, di quelle giuste per recensirlo.
Non esistono due recensioni uguali perché non esistono due libri o due autori uguali e…bando alle ciance, andiamo al nocciolo.

La prima cosa che mi ha colpita? Titolo, trama e cover, perché? Beh, semplice: amo la musica, perdo la testa di fronte ad un pianoforte, l’Irlanda mi affascina dalla notte dei tempi ed amo le copertine colorate e lucide, ergo “Le note dell’amore”, di base, aveva tutte le carte in regola per diventare uno dei miei volumi preferiti… ed effettivamente ogni volta che ho letto una descrizione di un brano musicale mi sono emozionata, Gaia è così brava a farci immergere nelle note che viene da chiedersi “ma suonerà anche lei?”, beh glielo chiederò e vi farò sapere.

Essendo un libro primo ovviamente sono presenti dei refusi, ho notato un uso improprio di punteggiatura e verbi, tempi che non coincidono, da capo che magari si potevano evitare, frasi un po’ lunghe, assenti i sinonimi, spesso una determinata parola si ripete un paio di volte nella stessa frase (es. Professoressa di fisica e professore di Educazione fisica o, ancora, brio/briosa), c’è qualche avverbio di troppo … insomma, a conti fatti, ha un po’ il retrogusto di una bozza e la responsabilità più che dell’autore in certi casi è dell’editore,  infatti il lavoro del correttore di bozze o dell’editor è completamente assente, sembra quasi che sia stato stampato senza la rilettura di un esperto del campo e, se si fosse trattato di un self allora avremmo potuto dare qualche consiglio a Gaia ma, siccome si è affidata ad una casa editrice, è quest’ultima a dover correggere o consigliare i suoi scrittori.

I protagonisti sono uno l’opposto dell’altro, la frizzante ed esuberante Camille vs pezzo di legno Daniel.

Ho apprezzato la scelta di Gaia di far emergere subito i difetti dei protagonisti per renderceli più vicini, più umani e non perfetti quadri in lontananza, particolare la scena a specchio dove, post primo incontro/scontro, l’uno descrive l’altro, Gaia effettivamente si è un po’ complicata la vita scegliendo di scrivere a capitoli alterni, affidando la narrazione a lui e a lei come in una partita di ping pong, decisione innovativa ma anche complessa da gestire, specialmente quando si parla di un’opera prima, il ritmo risulta un po’ lento, lo stile non molto fluido, ci sono stacchi temporali poco armoniosi, forse per questo il lettore non si lascia rapire con tanta facilità.

Non ho resistito però a sottolineare alcune frasi che davvero mi sono piaciute  come “le mie mani scivolano sui tasti e dopo qualche secondo di stasi avviene la magia. Perchè è questo che rappresenta per me la musica. La magia del mondo che si concretizza per deliziarci e innalzarci a esseri superiori. La melodia che sia alza ha un tono molto allegro, poi diventa penetrante e incostante, poi di nuovo si riduce a un sussurro dolce fino a rivelare nuovamente il suo brio”, altra piccola frase che mi ha davvero colpito è stata “devo essere io il mio cambiamento”, sei paroline magiche che ci dissipano la nebbia intorno a Daniel. Davvero poetiche e non sono le uniche, ne troverete tante e…una piccola perla: l’inizio del capitolo cinque è da non perdere! Molto esilarante!

Di contro sentirete la mancanza dell’Irlanda pur stando in Irlanda e non vi mancheranno, invece, le riviste di haute couture: la descrizione degli outfit è precisissima, per i miei standard forse un pochino maniacale soprattutto quando a parlare è Daniel, non ce lo vedo un prof liceale, un artista, introverso, anche un po’ antipatico, che si lancia nell’accurato resoconto di pantaloni, gonne e maglioncini. Sicuramente Gaia è una appassionata di moda ma, in certi momenti, non solo descrizioni troppo lunghe fanno perdere il filo ma…confondono anche sul carattere dei personaggi. Camille, poi, è una ragazza molto più profonda di quando appaia, e di questo ne diventiamo certi quando si apre una finestra sul suo passato (una delle mie parti preferite) ma…quando afferma di sentirsi la padrona del mondo solo perchè abbigliata in modo sensuale beh… forse perde un po’ di smalto. 

Ciò ci porta al vero problema: i protagonisti e le loro conversazioni sono un po’ adolescenziali, nel mondo reale nessun docente e nessuna segretaria si parlerebbero (e si comporterebbero) in quel modo, sicuramente nessuna trentenne al suo primo giorno di lavoro, di un ottimo lavoro, il migliore che potesse capitarle, accuserebbe un professore, diverse volte, di comportarsi come se avesse (cito) “un manico di scopa ficcato su per il culo”.

Insomma, “le note dell’amore” è un altalena. Momenti in e momenti out, chi non ne ha? Nell’insieme è un po’ confusionario, Gaia sembra non aver ancora trovato un suo proprio stile, forse aveva bisogno di una guida che le dicesse “fermati un attimo, studiamoci meglio i personaggi, facciamo il quadro della situazione”, insomma un vero aiuto, quello di cui ogni autore ha bisogno. Sono convinta che, questo libro, dopo una bella rilettura da parte di un editor, sarebbe stato perfetto … non è andata così ma non bisogna disperare. La trama è bella, la storia d’amore c’è, è una lettura leggera che ci fa fare qualche risata e riesce a metterci di buon umore… e poi è solo il primo! Sono certa che la penna di Gaia ha solo iniziato a scaldarsi e ne leggeremo delle belle! 

Al prossimo boccale di lettere!
Cheers 🥂

Raffaella Bonora Iannece

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