@jesslibri · Autori tra le righe · Collaborazione - Autori Emergenti · contributors

Autori tra le righe – @i_pirati_di_maail

Scheda Tecnica

  • Nome autore: Marco Ruffo
  • Titolo opera: La pace su Ekeroth – I pirati di Maail
  • Genere: Fantasy
  • Data di pubblicazione: marzo 2018

Trama

Nel suo Giorno della Pienezza Lukas è finalmente pronto a diventare un giovane minatore, seguendo le orme di suo padre e del nonno prima di lui. Quando i Maestri Kaiv decidono di far esplodere l’intera parete sud della Miniera Nera, una misteriosa pietra verde emerge dalle tenebre mettendo in moto degli eventi di cui Lukas sarà suo malgrado protagonista: mentre una terribile malattia si abbatte inesorabile su queste terre, il giovane incontrerà Hannah, figlia del Capitano Sam Cliffhanger, e si arruolerà a bordo della leggendaria Bella Donna tra le fila dei famigerati Pirati di Maail. Insieme, i due ragazzi dovranno combattere contro l’esercito del Generale Toras Malvagor, nell’estremo tentativo di preservare ancora una volta la pace su Ekeroth.

  • Formati: Cartaceo
  • Prezzo Cartaceo: €13
  • Dove si trova il romanzo: in tutte le librerie e negli store online

Social

Domande

  • Che cosa vuoi dirci di te come persona, oltre che come autore/autrice?

Fin da piccolo ho avuto la passione per le avventure, i viaggi, l’arte e la musica. Devo ringraziare i miei genitori se, nella mia infanzia, mi hanno permesso di visitare città d’arte e imparare a suonare la chitarra che continuo a suonare ancora oggi (con scarsi risultati, lo ammetto). A mio nonno, e ai pomeriggi passati con lui senza il disturbo della TV, invece devo la mia capacità di fantasticare con la mente, inventando storie e racconti che ci scambiavamo per passare il tempo. Da adulto ho cominciato a viaggiare molto all’estero, sia per passione che per lavoro, visitando vari Paesi dell’Africa e del Sud America, oltre ad aver vissuto per diversi anni in Olanda e negli Stati Uniti.

In qualche maniera, ho cercato di riversare nel mio romanzo queste mie esperienze, piccole e grandi, raccontandole attraverso le avventure dei miei personaggi.

  • Che cosa ti ha spinto a scrivere questa storia?

Perché ho voluto scrivere questa trilogia? Perché sentivo la necessità di dare sfogo alla mia immaginazione, di creare un mondo che nascesse da tutte le cose belle e brutte che ho vissuto, di mettere per iscritto i sentimenti che ho provato nell’avere a che fare con culture e popoli diversi e trasmettere tutto attraverso personaggi che in qualche modo mi rappresentano nelle varie fase della mia vita. Tutti loro sono una parte di me, anche gli antagonisti, perché le nostre personalità sono troppo complesse per essere sintetizzate con una sola maschera.

  • Qual è il messaggio del tuo libro?

Ci sono vari messaggi in questo romanzo, perché sono diversi i temi che tratto al suo interno e che vengono sviluppati nell’arco dell’intera trilogia (di cui a gennaio uscirà il secondo volume). Si parte dall’antica lotta tra bene e male, che nel mio libro si dimostra più che altro come una coabitazione, proprio perché in tutti noi esiste una parte buona e una cattiva con cui dobbiamo scendere a patti. Le azioni di tutti i personaggi sono mosse da ragioni che a volte è difficile comprendere ma che vanno al di là della mera divisione tra bene e male. Il messaggio infondo è che si può essere eroi anche con piccole azioni quotidiane e non solo con grandi gesta. Per riportare questo concetto al mondo reale, non posso mollare tutto è andare in Brasile a salvare la Foresta Amazzonica, ma posso consumare in maniera più consapevole, evitare gli sprechi, differenziare ecc. Se tutti lo facessero forse il pianeta sarebbe in una condizione meno malata.

Un altro tema che tratto è legato ai diritti delle coppie omosessuali, raccontando la difficile lotta interiore di un principe ereditario che deve scegliere tra essere sé stesso e rinunciare al trono, o succedere al padre e fingere di non essere la persona che in realtàè. Non vi sono scene di sesso nel libro, neanche baci, ma storie di sentimenti.

In ultimo, ma non ultimo, tratto della violenza sulle donne e della questione della parità di genere.

È ovvio che tutti questi argomenti, così complessi e attuali, non possono essere sviscerati nell’arco di un solo romanzo e nemmeno di una trilogia anche per non impattare in maniera distorsiva sulla storia del romanzo in mondo che i messaggi passino in sottofondo, tra le righe di un’avventura che deve lasciare il lettore senza fiato.

  • Che cosa vorresti trasmettere al lettore?

Beh, in parte credo di aver risposto tramite la domanda precedente, ma oltre ai messaggi spero che al lettore resti il piacere di un’avventura piratesca e quello di perdersi in un mondo che ho creato io dall’inizio alla fine. Rispetto ai soliti fantasy classici, infatti, tra le pagine de “I pirati di Maail” non si trovano nani, elfi e orchi, ma Sinen delle isole, Mus del deserto e Vihr della giungla, tutte popolazioni nate dalla mia fantasia e ispirate ai viaggi che ho fatto in Italia e all’estero. Quindi spero che in qualche modo resti al lettore anche la curiosità di scoprire un po’ di più riguardo a culture e popoli che spesso crediamo molto diversi ma con i quali abbiamo più punti in comune di quanti si possa credere.

  • Come mai hai scelto questo genere?

Ho scelto il genere fantasy per avere la possibilità di spaziare con la fantasia, creando un mondo ispirato a quello reale ma dove poter giocare con le leggi naturali a cui siamo più abituati. In questo modo, ad esempio, i popoli che abitano Maail, vivono di notte, sotto un cielo crepuscolare, e dormono di giorno, quando il sole pomeridiano è troppo caldo per poter uscire di casa. Questo solo per fare un esempio. Ovviamente ho cercato di essere sempre credibile, attento e lineare. Quindi, anche se si tratta di un fantasy, non ho inserito maghi e stregoni, ma alchimisti e scienziati, non ci sono spadoni a due mani impossibili da usare nella realtà ma armi convenzionali tipiche del periodo dei pirati ecc.

  • Che cosa ritieni abbia di particolare il tuo romanzo?

Sicuramente un approccio al fantasy diverso, che gioca su un filo sottile tra realtà, fantasia e verosimiglianza. La storia viene raccontata, capitolo per capitolo, dal punto di vista di un personaggio diverso, a seconda del filone della trama che si sta leggendo. I personaggi sono molti, e ognuno di loro ha il proprio carattere, il proprio modo di parlare, di ragionare e di agire.

  • C’è un personaggio particolare in cui ti identifichi di più? Se sì, perché?

Come ho accennato prima, ogni personaggio racconta una parte di me, quindi mi identifico in tutti loro. Ce n’è uno in particolare a cui sono più affezionato di altri ed è Toras Malvagor, l’antagonista. Non perché la mia parte meno buona predomini sull’altra, ci mancherebbe, ma forse per l’esatto opposto. Essendo una persona che cerca sempre di fare la cosa giusta, solo tra le pagine di un libro ho avuto la possibilità di vedere come potrebbe essere un me stesso senza filtri. Il risultato è ovviamente un personaggio cattivo, a cui comunque mi sono affezionato.

  • Quando scrivi un romanzo sai già come andrà a finire la storia oppure parti da un’idea generale e poi ti lasci trasportare dal racconto stesso?

Prima di iniziare a scrivere anche solo il titolo, programmo e organizzo tutto in maniera meticolosa. Dalla trama al carattere dei personaggi, dall’ambientazione ai colpi di scena. Tutto è studiato nei minimi dettagli e nulla è lasciato al caso. Anche perché l’idea iniziale da sola non basta. Bisogna effettuare ricerche, informarsi, leggere libri dello stesso genere scritti da altri autori ecc. Ecco, la lettura e la ricerca sono alla base di ogni buon romanzo. Credo che questo lavoro preparatorio si percepisca in maniera netta leggendo questo libro.

  • Cosa rappresenta per te la scrittura? E a che età hai iniziato a scrivere?

Fin da bambino ho avuto la passione per la scrittura. Ho iniziato alle medie, tenendo un diario segreto e scrivendo lettere mai inviate ad amici, ragazze per cui avevo preso le prime cotte, ai miei genitori, che ringrazio per avermi sopportato negli anni dell’adolescenza, e al me stesso futuro con cui volevo condividere sogni e aspettative per gli anni a venire. Sono tutte lettere che non sono mai state spedite (e in alcuni casi forse è meglio così) ma che ogni tanto rileggo per non dimenticarmi di quel ragazzino timido e impacciato che non aveva il coraggio di farsi avanti con i propri coetanei. Da lì, non ho mai smesso di scrivere e di leggere tanto (la lettura è come cibo per noi scrittori), e anzi la necessità di farlo è aumentata sempre di più fino a diventare una necessità, fino a quando nella mia testa e nelle mie dita aveva preso forma questo romanzo.

  • Stai già lavorando ad un nuovo romanzo?

Assolutamente sì. Ho già finito il secondo volume della trilogia e stiamo lavorando alla fase di editing insieme al mio editore e al suo staff per essere pronti per l’uscita a inizio 2020. Inoltre, nello stesso periodo, uscirà anche una raccolta di racconti a cui ho lavorato insieme ad altri colleghi e nei prossimi mesi pubblicherò uno spin-off di questa trilogia in formato ebook. Vi invito a seguirmi sui social per restare aggiornati con i tempi di lancio e le iniziative promozionali.

  • Devi consigliare il tuo libro a un nuovo lettore. Cosa gli diresti?

Gli direi quello che mi hanno detto tanti lettori fino ad oggi: è un libro che ti lascia attaccato alle pagine dall’inizio alla fine e che si fa divorare. Scritto in maniera semplice ma ricercata allo stesso tempo, con personaggi a cui ci si affeziona facilmente, siano essi protagonisti o personaggi secondari.

Domanda plus

  • Ti lascio libero/a di aggiungere tutto quello che vuoi sui tuoi romanzi e il lavoro che c’è stato dietro, o il tuo amore per la lettura e la scrittura.

Credo di aver detto già molto a riguardo. Sicuramente un punto che non stresserò mai abbastanza è che nessuno scrittore si potrà mai definire tale se prima di tutto non è anche un grande lettore. Leggere è il pane della scrittura, e la ricerca ne è il condimento.

Aggiungo solo un’ultima cosa. Nella storia ho nascosto tanti piccoli riferimenti a opere d’arte, romanzi, opere teatrali ecc. Alcuni sono più palesi, altri più nascoste. Gli inglesi le chiamano “Eastereggs”, “uova di Pasqua”, Vi invito a scovarle e a contattarmi per dirmelo, perché ogni citazione è assolutamente voluta.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...