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Autori tra le righe – @_.elenamessina._

Scheda Tecnica

  • Nome autore: Elena Messina
  • Titolo opera: La ricetta del dolce perfetto
  • Genere: Contemporary romance
  • Data di pubblicazione: 26 luglio 2019

Trama

“La verità? La verità è che non c’è una ricetta. So che è una realtà sconvolgente, ma davvero non esiste una ricetta del dolce perfetto, o almeno non nel senso di ingredienti consapevolmente assemblati. Questo perché la Ricetta del Dolce perfetto sono tutte quelle sensazioni di pancia, tutti quei brividi che bloccano il tempo e accelerano il respiro, tutti quei terremoti in fondo al cuore che ti spogliano dentro, che due pianeti non sono poi così distanti. E si parla di chimica, di pelli che si incontrano, di profumi che si mischiano e ti restano addosso. Si parla di tutti quegli incontri in cui inciampi e non te ne accorgi, ma poi, senza che tu te ne renda conto, ti fottono il cervello e ti sconvolgono la vita. Ed improvvisamente una persona ti entra dentro così tanto da diventare intimamente tua, da diventare casa. E lo riconosci, il tuo dolce perfetto. Questa è la storia di Sole e Alessandro. In un caldo pomeriggio di fine agosto, in un campetto da calcio di Verona, due occhi si incontrano, due anime si legano. E poi quel profumo, un dolce sogno alla vaniglia.”

  • Formati: Ebook e Cartaceo
  • Prezzo Cartaceo: € 14,00
  • Prezzo Ebook: € 6,99
  • Dove si trova il romanzo: in tutte le librerie e in tutti gli store online (newbook, mondadori, feltrinelli, amazon, ibs, unilibro, …)

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Recensione – La ricetta del dolce perfetto – Elena Messina

Domande

  • Che cosa vuoi dirci di te come persona, oltre che come autore/autrice?

Una delle domande più complicate che ci siano. Penso che la cosa più importante che io possa dire di me è che sono un’ambiziosa sognatrice. Due facce di una stessa medaglia che si compenetrano. Su una faccia, sempre coi piedi per terra, organizzata e calcolatrice, estremamente logica e determinata (dritta come un treno senza fermate all’obiettivo). Sull’altra faccia, una miscela di emozioni potentissime, che sconvolgono e travolgono, lacrime e risate, con un bisogno sfrenato di amare e di amore. Di sognare.

  • Che cosa ti ha spinto a scrivere questa storia?

L’amore che sentivo esplodere dentro e la sofferenza che mi stava divorando velocemente e profondamente. Quando ti innamori, quando affidi il tuo cuore a qualcun altro non sempre le cose vanno bene, non sempre le persone che scegliamo sono quelle giuste. Ecco, quello che mi ha spinta a scrivere questa storia è stato proprio questo: il bisogno di scrivere un finale diverso. La necessità viva di poter cambiare una storia che mi aveva ferita profondamente e che non ero stata in grado di salvare. Scrivere la mia storia, imprimere nelle pagine la mia gioia e i miei timori, i miei brividi di eccitazione e la mia sofferenza, e colorarla di colori vivaci come l’arcobaleno. Farlo mi ha permesso di curare le mie ferite e lasciare andare il dolore. Scrivere ti salva, e per una volta volevo che la mano del destino fosse la mia.

  • Qual è il messaggio del tuo libro?

I messaggi sono tanti e diversi, e onestamente io ho sempre pensato che ognuno cogliesse nei libri il proprio messaggio personale, quello spunto di cui ha bisogno. Ad ogni modo il messaggio più forte che ho cercato di far arrivare nella stesura di questo mio sogno è quello di amare in modo incondizionato e a volte anche folle, di lasciarsi andare, di vivere e di ridere a cuore scoperto. Lasciare che qualcun altro tocchi il nostro cuore ci rende estremamente vulnerabili, certo, ma non esiste emozione che più si avvicini alla vita.

  • Che cosa vorresti trasmettere al lettore?

Amore. Tutto l’amore che ci ho messo nello scrivere questo libro, tutto l’amore che mi ha spinto a farlo e tutta la sofferenza che l’ha accompagnato. Amore e dolore viaggiano sempre insieme, due mani con le dita intrecciate. E proprio per questo amare fa paura, è un sentimento troppo infinito. Ma vorrei che, leggendo questa storia, al lettore arrivi la sensazione di pancia di quanto sia importante lasciarsi andare, di accogliere la paura e di scegliere ogni singolo giorno la vita e l’amore.

  • Come mai hai scelto questo genere?

Penso che sia stato più il genere a scegliere me, piuttosto che io a scegliere lui. La vita è fatta di gioie immense e di sofferenze che sono baratri senza fondo. E ogni tanto per fortuna che è così. Ho sempre scritto partendo dalle mie emozioni, da quegli sconvolgimenti incontrollati cui senti il bisogno di dare un senso; e non c’è sentimento al mondo che riesca a sconvolgerti più dell’amore (questo vale sia in senso positivo che negativo). Quindi la scelta del genere del romanzo rosa, della storia d’amore in tutte le sue sfaccettature è stata una scelta naturale, dettata dallo spontaneo correre della vita.

  • Che cosa ritieni abbia di particolare il tuo romanzo?

L’attinenza alla vita, a quella di tutti i giorni. Il fatto di raccontare una storia talmente vicina al lettore, alla vita di ognuno di noi, da rendere il processo di immedesimazione nei protagonisti immediato e spontaneo.

  • C’è un personaggio particolare in cui ti identifichi di più? Se sì, perché?

Diciamo che c’è un personaggio particolare in cui mi sono identificata molto quattro anni fa, quando ho scritto questo romanzo. Sole, la protagonista, ha moltissimo della me di allora: gli stessi sogni, le stesse emozioni, la stessa innocenza, la stessa voglia di vita e di amore che luccica negli occhi. Chi mi conosce, mi riconosce. Ma si parla comunque di quattro anni fa; Sole racchiude in sé ogni parte della me di allora.

  • Quando scrivi un romanzo sai già come andrà a finire la storia oppure parti da un’idea generale e poi ti lasci trasportare dal racconto stesso?

Penso che in linea di massima dipenda dal romanzo e dalla storia che viene raccontata; o meglio ancora, nel mio caso, dall’evento e dalle emozioni che portano alla nascita del romanzo. Fino all’anno scorso, partendo da storie della mia vita, e quindi definite e con un filo logico da seguire, ho sempre scritto seguendo una scaletta predefinita. I veri trasporti riguardavano più che altro particolari e ornamenti. Con il romanzo che sto scrivendo adesso, le cose sono molto differenti. La scrittura scorre causale, a pezzi sparsi, che seguono idee in continuo cambiamento.

  • Cosa rappresenta per te la scrittura? E a che età hai iniziato a scrivere?

Quando ho iniziato a scrivere ero molto piccola, avevo circa 10 anni. Iniziavano le prime cottarelle, le prime strane emozioni, le prime delusioni. E in quel mondo ancora roseo e infantile, avevo iniziato a scrivere per fare ordine e dare un senso a tutti quei movimenti emotivi nuovi. Crescendo la scrittura è diventato il mio vero mezzo di comunicazione. Vero, perché solo scrivendo riesco ad andare veramente in profondità ed essere, appunto, vera. La scrittura è uno sfogo, è un modo per sognare, per fare chiarezza, per lasciare andare, per raccontare e raccontarsi. La scrittura mi ha sempre salvata, dalle mie emozioni e da me stessa.

  • Stai già lavorando ad un nuovo romanzo?

Sì, e sono quasi alla fine. Si tratta di una storia in cui credo veramente molto; sto racchiudendo al suo interno tantissimo di me, della mia vita e delle mie emozioni. E questo, da un lato, mi fa paura, perché mi fa sentire estremamente vulnerabile e nuda davanti agli occhi di chi lo leggerà. Ma dall’altro lato, non vedo l’ora, sono assolutamente emozionata e carica. È un romanzo più maturo, più profondo, che parla sempre della vita ma con sfaccettature ancora più intense e più crude, più vere ed emozionanti.

  • Devi consigliare il tuo libro a un nuovo lettore. Cosa gli diresti?

Di fidarsi e di credere in un sogno. È bello arrivare alla metà, ma fare il viaggio insieme lo è ancora di più.

Domanda plus

  • Ti lascio libero/a di aggiungere tutto quello che vuoi sui tuoi romanzi e il lavoro che c’è stato dietro, o il tuo amore per la lettura e la scrittura.

L’ho già ripetuto più volte in questa intervista, ma scrivere ti salva. Scrivere ti salva dagli altri, ma soprattutto ti salva da te stesso. Dalle tue emozioni. Per come la vivo io la scrittura è uno strumento per amplificare la vita, per far risuonare le sue corde in modo ancora più vibrante ed intenso. Nel dolore ti rende libero, nelle gioie ti permette di imprimere ancora meglio quell’emozione nel cuore, di renderla indelebile. La scrittura, così come la lettura, ti da’ la possibilità di viaggiare lontano, di esplorare mondi nuovi e contemporaneamente di crearne. C’è una vastità infinita di vita da scrivere. I miei libri hanno sempre molto di me, di quella che sono nel momento in cui scrivo e di quello che mi accade. Quando si scrive si mette in gioco tutto, e proprio per questo bisognerebbe sempre ricordarsi che dietro e dentro ad ogni libro c’è un autore, una presenza invisibile che però da’ vita ad ogni cosa.

Dal canto mio, ho diversi progetti cui sto lavorando, o anche solo pensando e strutturando, sempre più veri, sempre più inerenti alla vita, sempre più scomodi e duri a volte, ma anche sempre più profondi e meravigliosi.

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