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Autori tra le righe – @giuliaesse.autrice

Scheda Tecnica

  • Nome autore: Giulia Esse
  • Titolo opera: L’amore al tempo della musica
  • Genere: Romanzo storico
  • Data di pubblicazione: 20 Ottobre 2019

Trama

Venezia 1797. Napoleone Bonaparte è ormai alle porte della Serenissima: dopo tanti colpi e sventure, presto la Repubblica cadrà. Insieme all’orgoglio della città deve piegarsi anche quello di Anna, giovane sposa costretta dai debiti del marito a trasferirsi nella casa dello zio di lui, Fosco Alvise Candiani, il più acclamato compositore di Venezia. Abbandonata in una casa ostile, strappata ai suoi affetti e a tutto ciò che conosceva, Anna si aggrappa all’unica cosa che le resta: il suo sogno di diventare violinista. Per farlo, è pronta ad assumere l’identità del marito, di cui nessuno ha più visto il volto fin da quando era ragazzo. Nei panni di un uomo, Anna trova la libertà che ha sempre bramato, ma rischia di perdere se stessa. E gli occhi severi di Fosco, l’uomo che sembra la sua perfetta antitesi, sono pronti a ricordarglielo in ogni momento. Echi di concerti, clangore di spade e pettegolezzi sussurrati corrono tra le rughe e le calli, ma tra i mille specchi di Venezia si cela la domanda più importante di tutte: è più giusto vivere secondo coscienza, o secondo reputazione?

Social

Instagram: https://www.instagram.com/giuliaesse.autrice/

Domande

  • Che cosa vuoi dirci di te come persona, oltre che come autore/autrice?

Ho ventotto anni e vivo nella città che ha dato i natali ad Augusto, di cui vado fiera in virtù anche della recente laurea in archeologia. Al di là della scrittura, che mi accompagna ogni giorno – tranne quando vado in blocco davanti alla pagina bianca, e lì mi chiedo perché non sia appassionata di astrofisica -, tendo a essere curiosa di tutto. Sono una k/c-drama addicted e infatti non nascondo la forte passione che nutro per le civiltà orientali (Corea e Cina in particolar modo), così come per l’epoca vittoriana e i pirati. Oltre a un corso intensivo di scherma storica, ho frequentato corsi di aikido e taijiquan, a cui sarò sempre legata.

  • Che cosa ti ha spinto a scrivere questa storia?

Tutto è iniziato da un bellissimo viaggio a Venezia di qualche anno fa, nonostante non fosse la prima volta che approdavo in città, in quella determinata occasione ho capito che avrei scritto qualcosa a riguardo.
Nel mio immaginario Venezia è al culmine della sua bellezza nel pieno Cinquecento e Settecento, così mi sono chiesta come potesse apparire in un momento di decadenza, come quello che ho scelto: la caduta della Serenissima e il trattato di Campoformio.
Prima di tutto, quindi, è stata la città a ispirarmi, più che i personaggi, ma nel corso della storia risulta evidente quanto sia tutto connesso a quello che per me è l’essenza di Venezia.

  • Qual è il messaggio del tuo libro?

Ce ne sono diversi, a dire il vero.
Il messaggio che più risalta è il saper accettare la propria natura, di fronte a tutto e tutti, in particolar modo in un mondo in cui si tende a schiacciare e a oscurare ciò che si è. Anna, la protagonista, si è sempre sentita messa da parte perché nata donna, e crede di poter esprimere se stessa solo indossando i panni di un uomo, finché non capirà che non è essere donna o uomo che la farà sentire adatta in una società che, purtroppo, tende a creare gerarchie.
Il secondo, invece, riguarda la scelta di vita di Fosco, che ha sempre badato più alla reputazione anziché alla coscienza. Il suo percorso è diverso, infatti lui sa esattamente chi è e ama essere se stesso, ma si è costruito attorno qualcosa che rischia di cadere e di renderlo infelice perché non ha mai rispettato la propria coscienza.

  • Che cosa vorresti trasmettere al lettore?

Lo stesso amore spropositato che ho per Venezia, non solo per la città in sé, ma per ciò che rappresenta. E non solo, ritengo che ogni luogo possa trasmettere qualcosa a chi vi abita, diventando una parte fondamentale del proprio sé. Così accade a Fosco, che inizia a decadere nel momento stesso in cui accade anche alla sua amata città.

  • Come mai hai scelto questo genere?

Il romanzo storico è un genere complesso e, ahimé, rischioso poiché si può ingenuamente cadere in errore (che spero di non aver fatto). Scrivere uno storico vuol dire approfondire molto di una data epoca (soprattutto comprenderne il pensiero filosofico e storico-artistisco su cui far emergere dialoghi verosimili), cosa che mi affascinata non poco. Ciò che volevo esprimere in questa storia si adattava perfettamente al periodo scelto.

  • Che cosa ritieni abbia di particolare il tuo romanzo?

Una Venezia insolita, in cui non ci sono balli in maschera nel Palazzo Ducale; una musicista che non sa leggere uno spartito; un compositore che non riesce a scrivere musica sacra. Elementi che, spero, possano interessare un ipotetico lettore.

  • Perché hai scelto di parlarmi di questa storia e non di altre che hai pubblicato?

Questa è la prima tra le mie storie che verrà pubblicata ed è una a cui tengo moltissimo, sia perché rappresenta una parte di me che adesso ritengo lontana (ho terminato il romanzo nel 2016), sia perché la sento come qualcosa che mi apparterrà sempre, anche se adesso il mio stile è totalmente mutato.

  • C’è un personaggio particolare in cui ti identifichi di più? Se sì, perché?

Tra tutti, direi che la protagonista, Anna, ha qualche punto di contatto con me, per quanto riguarda la sua evoluzione di pensiero che va, in termini austeniani, dall’elogio del sentimento a quello della ragione. Il solo punto in comune che ho con il co-protagonista, Fosco, è l’idea disincantata dell’amore, poiché per lui è solo un’aggiunta, non una necessità per essere felici.

  • Quando scrivi un romanzo sai già come andrà a finire la storia oppure parti da un’idea generale e poi ti lasci trasportare dal racconto stesso?

Dipende dalla storia. Ce ne sono alcune di cui conosco solo le premesse, altre di cui conosco soltanto la fine. Principalmente sono i personaggi a ispirarmi, solo poi costruisco una trama attorno.

  • Cosa rappresenta per te la scrittura? E a che età hai iniziato a scrivere?

Divertimento – quando, appunto, non sopraggiunge il blocco davanti alla pagina bianca -, scrivere mi permette di raccontare le storie che vorrei leggere e che magari non riesco a trovare altrove.
Ho iniziato alle scuole elementari, scrivevo racconti fantastici di pirati e cavalieri, di viaggi nel tempo. E questa cosa penso mi sia un po’ rimasta.

  • Stai già lavorando ad un nuovo romanzo?

Ho diversi romanzi in fase di revisione, sto ultimando un romanzo storico ambientato in antica Corea e un dark fantasy ispirato alle atmosfere cinesi.

  • Devi consigliare il tuo libro a un nuovo lettore. Cosa gli diresti?

Gli direi che con L’amore al tempo della musica potrebbe perdersi nelle calli veneziane, esattamente come accade alla protagonista, e ritrovarsi in luoghi del tutto inaspettati, totalmente distanti dalla consapevolezza con cui si è partiti. È un labirinto di riflessi, ma starà al lettore decidere cosa trarne alla fine.

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