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Autori tra le righe – @chiarasaccuta.autrice

Scheda Tecnica

  • Nome autore: ChiaraSaccuta
  • Titolo opera: La Giada di Chang’an
  • Genere: Romance storico
  • Data di pubblicazione: 20 Ottobre

Trama

Nella fiorente Cina della dinastia Tang, durante la festa delle lanterne, due giovani lasciano che i loro destini si intreccino in maniera indissolubile.
Lui è un principe in ostaggio, lei la figlia di un ricco uomo della capitale. Il loro futuro è già stato scritto, ciononostante combattono per cambiarlo.
All’interno del palazzo, invece, una principessa altezzosa alla ricerca di una libertà fuggevole si aggrappa alla mano del suo nemico, ignara dei pericoli che le porterà quella vicinanza.
Tra palazzi e deserti, una giada nera brilla anche alla luce del sole, come a voler far da guida ai cuori più distanti.

Social

Instagram: https://www.instagram.com/chiarasaccuta.autrice/

Domande

  • Che cosa vuoi dirci di te come persona, oltre che come autore/autrice?

Sono una diciannovenne molto estroversa, nata nella bella Sicilia, in una città di mare. Tuttavia, sono un’amante dell’inverno, preferisco il freddo e le giornate di pioggia a quelle calde, dove il sole splende e il cielo è terso.
Non appena conseguito il diploma, ho pensato subito di iscrivermi all’università di Catania, nella facoltà di Beni Culturali, dove sto imparando ad apprezzare le opere d’arte italiane tra stupore e pianti a causa della grande quantità di studio!

  • Che cosa ti ha spinto a scrivere questa storia?

Sicuramente la mia passione per l’oriente! I luoghi asiatici hanno sempre stuzzicato la mia curiosità, fin da bambina. Ho cominciato a scrivere sul Giappone, per poi approdare in Corea e, infine, nella splendida Cina, ricca di storia e cultura. Il paese di mezzo è riuscito a trascinarmi in un vortice poetico, con i suoi abiti delicati e le sue tradizioni antiche, tanto da non poter resistere al suo richiamo.

  • Qual è il messaggio del tuo libro?

Il messaggio che voglio trasmettere è quello di ricercare la libertà, anche quando sembra impossibile. Scavare e lottare, finché una breccia di luce non illuminerà l’oscurità in cui si credeva di essere affondati, e coronare, alla fine, il proprio sogno.

  • Che cosa vorresti trasmettere al lettore?

Vorrei trasmettere al lettore la passione per la cultura cinese, tanto lontana e diversa dalla nostra, facendo sì che si smarrisca in una realtà fatta di palazzi e deserti, distaccandosi da ciò a cui siamo abituati.

  • Come mai hai scelto questo genere?

Di solito prediligo i fantasy, ma arriva un momento nella vita di ogni scrittore in cui si sente il bisogno di mettere su carta una storia d’amore. Nel mio caso, non volevo scrivere una storia ambientata nell’epoca contemporanea, perché non la prediligo. Volevo bensì esplorare un territorio nella maniera più semplice possibile che, andando avanti con la trama, si è fatta sempre più complessa.

  • Che cosa ritieni abbia di particolare il tuo romanzo?

L’ambientazione! In Italia non si trovano molte storie ambientate in Cina, se non quelle di scrittori esteri. La Giada di Chang’an è senza dubbio una novità, che potrà attrarre gli amanti del genere orientale!

  • C’è un personaggio particolare in cui ti identifichi di più? Se sì, perché?

Il personaggio in cui mi indentifico di più… sarebbe scontato dire la protagonista, ma non lo farò! La ragazza di giada, il principe ubriaco, la principessa rinchiusa e il principe selvaggio hanno delle caratteristiche che li rendono simili a me. Ognuno di loro possiede un minuscolo pezzo del mio carattere. Daiyu ha ereditato la forza di volontà, Daeshim la suscettibilità, Na Ra il desiderio di libertà e JiSoo l’altruismo.

  • Quando scrivi un romanzo sai già come andrà a finire la storia oppure parti da un’idea generale e poi ti lasci trasportare dal racconto stesso?

Quando comincio a scrivere di solito conosco già la fine, ma non riesco mai a tenere fede a essa. Scrivere una scaletta per me è inutile, arrivo sempre a un punto in cui ho bisogno di stravolgere le mie idee e, di conseguenza, il finale cambia.

  • Cosa rappresenta per te la scrittura? E a che età hai iniziato a scrivere?

Ho iniziato a scrivere all’età di dodici anni, e da allora non ho più smesso. Questo perché la scrittura, per me, rappresenta un’evasione. Un biglietto aereo che non ho bisogno di pagare, il pretesto per vivere un’avventura. Amo conoscere nuovi personaggi, esplorare nuovi luoghi, creare relazioni e distruggerle al contempo.
Direi che non è solo un’evasione, ma è anche uno sfogo.

  • Stai già lavorando ad un nuovo romanzo?

Ovviamente, sono sempre piena di idee! Non mi fermo mai, neanche per un istante, ho bisogno di scrivere altrimenti mi sento nervosa, e quale luogo migliore per ambientare un nuovo romanzo se non l’oriente?

  • Devi consigliare il tuo libro a un nuovo lettore. Cosa gli diresti?

Gli direi che è la Giada di Chang’an racconta di due storie parallele, che si diramano tra le vie della più bella città che la Cina abbia mai visto e tra le dune di un deserto talmente vasto che è impossibile misurare. Gli direi che si parla di due storie d’amore, ostacolate da matrimoni combinati e affari di stato che vanno oltre una semplice alleanza. Gli direi anche che ci sono uomini e donne che amano giocare con la libertà dei loro figli, obbligandoli a seguire un destino che non gli appartiene. E, infine, gli direi che con la forza d’animo e un coraggio radicato nel cuore, a tutto si può porre rimedio, perché l’amore trova sempre la strada per congiungere due anime divise.

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