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Autori tra le righe – @greta.guerrieri

Scheda Tecnica

  • Nome autore: Greta Guerrieri
  • Titolo opera: La Rosa Bianca di Serpente – L’inizio della Maledizione
  • Genere: High Fantasy/Epic Fantasy
  • Data di pubblicazione: 26 Novembre 2018

Trama

Lais è apparentemente un adolescente come gli altri, se non fosse che è orfano, ha costanti incubi e vive da solo in una catapecchia. Ha sempre cercato di passare inosservato, essendo un tipo solitario, ma i suoi brillanti e magnetici occhi dorati glielo impediscono. Stufo della monotonia abituale del suo villaggio e costretto a vivere in una situazione di povertà, decide una notte di mettersi in viaggio, per cambiare le sorti del suo futuro. Poco prima della sua partenza, la sua tutrice gli regala una strana e curiosa collana, un oggetto dal quale Lais si sente totalmente rapito e dipendente. Incontrerà Etka, una ragazza a lui sconosciuta, con due bellissimi occhi viola, solare e allegra, con la parlantina facile e tempestante di domande, con cui si ritroverà più di una volta incastrato nelle stesse dinamiche. Confusi e pieni di domande, i due adolescenti decidono di mettersi in viaggio insieme, alla ricerca di risposte alle stranezze in cui saranno coinvolti.

Contenuti sul blog:

Intervista – Greta Guerrieri – La rosa bianca di serpenti

Recensione – La Rosa Bianca di Serpente – Greta Guerrieri

#Restyling – La Rosa Bianca di Serpente – Greta Guerrieri

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Domande

  • Che cosa vuoi dirci di te come persona, oltre che come autore/autrice?

Sono una giovane donna e mamma che dopo anni di delusioni lavorative ha capito che forse era arrivato il momento di provare a buttarmi su un “lavoro” che piacesse a me. Fin da giovane sono sempre stata un po’ fuori dal comune, preferivo leggere libri e manga e stare a contatto con la natura. Non avevo vizi e non amavo le serate mondane. Avevo una sensibilità diversa dalle altre ragazze della mia età, vedevo cose che gli altri neanche immaginavano.

  • Che cosa ti ha spinto a scrivere questa storia?

Questo progetto inizialmente doveva essere un lavoro a quattro mani insieme a mia cognata, ma si sa che la vita a volte è imprevedibile. Non avevamo gli stessi orari per passare del tempo insieme e dedicarci alla storia, quindi piuttosto che lasciarla sparire del tutto, ho preso io in mano le redini, dandole vita.

Avevo bisogno di mostrare in qualche modo il mio estro, quello che tenevo rinchiuso da tempo dentro di me, era come se una voce stesse urlando prepotentemente ed era ora di lasciarle lo spazio che meritava.

  • Qual è il messaggio del tuo libro?

La storia presenta per lo più diverse tematiche sulla vita di adolescenti e non solo. Ci sono vari riferimenti riguardo alla solitudine, alle ingiustizie della vita, ai tradimenti e alle scelte difficili da compiere. Il mio libro spiegherà come poterle affrontare, magari non sempre nei modi più facili e vorrei potesse essere d’aiuto per alcune persone.

  • Che cosa vorresti trasmettere al lettore?

Emozioni. Vorrei che a qualcuno di loro, nel leggere il mio libro, rimanesse qualcosa dentro o che si indentificasse in uno dei miei personaggi prendendolo in simpatia o odio. Senza tutto questo, per l’autore nulla ha senso.

  • Come mai hai scelto questo genere?

Sono figlia unica e ho sempre abitato in campagna con pochi vicini disponibili. I miei genitori erano spesso a lavoro tutto il giorno e io sono cresciuta correndo dietro ai miei nonni, soprattutto a mio nonno, che mi ha insegnato un sacco di cose e mi ha fatto vivere mille avventure fantastiche. Mi ha insegnato a sognare e ad essere libera di essere me stessa, ecco perché ho scelto il genere fantasy.

  • Che cosa ritieni abbia di particolare il tuo romanzo?

Penso sia una storia nuova rispetto alle altre in circolazione, del resto parla di una maledizione particolare e strana, basandosi principalmente su due oggetti: una collana e un braccialetto. Il simbolo sulla collana è ispirato al tatuaggio di mio padre, quindi dubito di poter aver rubato a qualcuno l’idea.

  • C’è un personaggio particolare in cui ti identifichi di più? Se sì, perché?

Certo, Lais, il mio pupillo. È un adolescente di 17 anni tutto cupo e chiuso in sé stesso. Non sopporta molto le persone, preferisce la solitudine ed essere taciturno. In realtà ha molte problematiche e dolori che si porta appresso e dovrà imparare a risolverli nel corso dell’avventura. Lui è il mio alter ego del passato. Anche io avevo lo stesso carattere un tempo, dovute a brutte esperienze di vita che ho passato, poi sono riuscita a cambiare e diventare quella che sono ora.

  • Quando scrivi un romanzo sai già come andrà a finire la storia oppure parti da un’idea generale e poi ti lasci trasportare dal racconto stesso?

Diciamo che quando nasce l’idea, parto con l’appuntarmi tutti i dettagli possibili su un quaderno. Dalla trama, la storia generale, i personaggi, il loro carattere e, sì, anche il finale. Magari nel corso della scrittura posso cambiare alcune cose che mi ero prefissata, ma senza stravolgere completamente la storia. Scrivendo ho spesso la sensazione di lasciarmi trasportare, come se fosse una forza maggiore a guidarmi, come l’istinto. Questo non ha mai compresso la storia, anzi, forse in un certo senso tutto questo lo trovo necessario per la riuscita del progetto. Se l’autore riesce a immergersi nella storia forse riesce a trasmettere meglio ai suoi lettori. O almeno questo è il mio pensiero.

  • Cosa rappresenta per te la scrittura? E a che età hai iniziato a scrivere?

Ho iniziato a scrivere alle superiori, durante uno dei momenti più difficili della mia vita. Mi aiutava a farmi forza ed a andare avanti, era un qualcosa di cui necessitavo per fuggire dalla realtà, per non affogarci dentro. Iniziare a scrivere è stato come un fulmine a ciel sereno. Mi faceva stare bene e con qualsiasi umore mi dedicavo a quella attività, ne uscivo sempre rilassata e con il sorriso. Ho capito che mi faceva stare bene, ecco perché non voglio smettere.

  • Stai già lavorando ad un nuovo romanzo?

Certo! Al seguito del primo. Poi ho tanti altri futuri libri in testa da creare, ma uno alla volta, con calma.

  • Devi consigliare il tuo libro a un nuovo lettore. Cosa gli diresti?

Non sono il genere di persona che obbliga le persone a leggere il proprio libro, ma se qualcuno deciderà di dargli un’occasione, sono sicura che troverà un particolare all’interno della storia che lo attirerà.

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