@jesslibri · Autori tra le righe · Collaborazione - Autori Emergenti · contributors

Autori tra le righe – @ellisbellbooks

Scheda Tecnica

  • Nome autore: Stella Fabri
  • Titolo opera: “Tenebris. Katrina Black e l’anello di Maria Antonietta”
  • Genere: Urban fantasy
  • Data di pubblicazione: febbraio 2019

Trama

Londra, 1899. Katrina Black alterna la sua vita di Lady vittoriana a quella di Mediatrice delle Tenebre. Le persone comuni non lo sanno, ma il mondo pullula di fantasmi, vampiri, e lupi mannari, e i Mediatori combattono affinché l’equilibrio tra Tenebre e umanità non venga infranto. Durante un noioso ballo, Katrina si riunisce a Dorian, suo migliore amico d’infanzia, o forse suo unico vero amore… Quando all’improvviso un misterioso anello maledetto viene messo all’asta, e la scia di teste mozzate che si porta dietro torna spaventosamente a galla. Secondo la leggenda, chiunque lo metta al dito viene decapitato dal fantasma di Maria Antonietta, ma forse dietro c’è molto di più.Dorian e Katrinaintraprenderanno un pericoloso viaggio alla ricerca della verità. Pedinati dal sospettoso ispettore Beckett, dovranno fare i conti con un passato oscuro e sanguinoso, ma soprattutto con una forza più oscura persino delle Tenebre: la volontà di vivere. Ispirato al racconto “Ligeia” di Edgar Allan Poe, è il primo episodio della saga delle Tenebre.

  • Formati: Cartaceo
  • Prezzo Cartaceo: €13,90
  • Dove si trova il romanzo: Ordinabile in tutte le librerie, sui principali siti online come Amazon, Ibs, Libreria Universitaria e LaFeltrinelli oppure direttamente dal sito della casa editrice Il Seme Bianco.

Social

Domande

  • Che cosa vuoi dirci di te come persona, oltre che come autore/autrice?

Inizio col dire che sono una persona timida e riservata, non molto avvezza ai social. Sono anche particolarmente ingenua, ma non lo vedo come un difetto, solo dovrei stare più attenta alle “fregature” se mi passate il temine. Vivo in un piccolo paese in provincia dell’Aquila, non mi piacciono per niente le metropoli ultratecnologiche. Meglio i boschi innevati e i castelli medievali. Sono anche appassionata d’arte, Michelangelo mi ha rubato il cuore, ma apprezzo molto anche il Gotico e il Romanticismo. Parlando di gusti letterari, adoro i classici (che tra l’altro sono l’ispirazione principale per la mia scrittura). Il mio preferito rimarrà “Cime Tempestose”. Da piccola, mia madre mi raccontava i miti greci per farmi mangiare, quindi Iliade e Odissea erano il mio pane quotidiano, e mi è molto cara anche la fiaba di Amore e Psiche. Sono una romanticona, ma paradossalmente non mi piace il romance, o meglio, non mi piacciono i libri in cui si parla solo di amore adolescenziale. Ho uno spirito abbastanza patriottico, un po’ foscoliano, sono fiera del mio Paese e di essere italiana. Non amo molto l’estero, se dovessi intraprendere un viaggiolo farei un giro per l’Italia, tra borghi, castelli e abbazie.

  • Che cosa ti ha spinto a scrivere questa storia?

Scrivere è sempre stata una mia passione, le storie si affollano nella testa… Idee, intuizioni, ispirazioni… Tutte cose che sono lì e devono uscire allo scoperto. Scrivere per me è un piacere e allo stesso tempo un bisogno, come se avessi la piacevole necessità di tirare fuori dalla testa tutte quelle idee. In particolare per “Tenebris”, ho pensato ai Racconti di Poe e alla loro natura, e ho notato che lo scrittore non classificava mai le sue creature “mostruose”. In quel racconti non si parla mai di fantasmi o vampiri, è il lettore che deve intuirne la forma. La mia idea nasce proprio da questo, dare una forma a ciò che Poe descrive nei suoi “Racconti del terrore”.

  • Qual è il messaggio del tuo libro?

Potrebbe sembrare un messaggio d’amore, ma in realtà volevo sottolineare la futile differenza tra umani e mostri. Perché a volte i mostri si rivelano più umani degli umani stessi… la diversità e la paura del diverso sono cosa comune anche ai giorni nostri, per questo ho cercato di dare un’anima anche ai mostri, come a voler dire che non sempre chi è diverso allora è cattivo o peggiore di noi. E poi mi sono ricollegata al messaggio che c’è alla base di “Ligeia” di Poe: la volontà può essere più forte di ogni cosa. Come accade in quel racconto, il volere umano diventa più forte persino di Dio o della morte. 

  • Che cosa vorresti trasmettere al lettore?

L’accuratezza della ricostruzione storica, dalle ambientazioni all’abbigliamento, frutto delle numerose ricerche sull’epoca Vittoriana che facevo prima e durante la scrittura del libro. Ci tengo a dare informazioni precise, a non inventare completamente dal nulla, ma calarmi proprio nella realtà dell’epoca e restarvi il più fedele possibile. Aggiungo anche il legame che cerco sempre con le opere classiche, in questo caso il racconto di Poe. Ho articolato anche piccoli riferimenti a Dracula, Cime Tempestose, Il ritratto di Dorian Gray e altri, proprio perché secondo me il Classico sta alla base di tutto, anche dell’Urban fantasy. Non sono citazioni, ma piccoli riferimenti ancorati alla storia, magari di contorno, non in vista, ma presenti.

  • Come mai hai scelto questo genere?

Mi appassiona da sempre. Prima di scoprire i classici leggevo molti Fantasy e Urban fantasy, dal celeberrimo Shadowhunters a romanzi meno conosciuti. L’epoca vittoriana è la mia preferita insieme al Medioevo, adoro i film in costume e le serie tv stile “Supernatural”. La scelta di questo genere è stata automatica, fa parte del mio gusto, del mio modo di essere. 

  • Che cosa ritieni abbia di particolare il tuo romanzo?

Credo sia proprio il richiamo al classico la nota particolare di “Tenebris”. In fondo anche il genere è classico, perché non credo molto nell’originalità che sconvolge le regole. Se in “Dracula” i vampiri non possono camminare al sole, allora i vampiri non possono camminare al sole a meno che non ci sia qualche protezione o strano fattore che ne modifica la natura. Ma la base deve restare quella. Se un lupo mannaro muore solo con l’argento, non può essere ucciso con una comune pallottola. Questa è la mia particolarità, il rispetto della “tradizione”, che qualora venga sconvolta, viene comunque giustificata.

  • Perché hai scelto di parlarmi di questa storia e non di altre che hai pubblicato?

Sono un’esordiente, anche se “Tenebris” non è l’unico libro che ho provato a scrivere. Ma è con questo che credo di aver approfondito maggiormente il sistema editoriale e il funzionamento di una pubblicazione. E credo anche di aver fortemente migliorato la mia scrittura, di aver capito quando descrivere e quando no, come approfondire un personaggio, come arricchire un incipit. Non mi ritengo assolutamente un’esperta, dopotutto ho ventitré anni e sono in continua evoluzione, ma questo libro è stato un bel traguardo, e soprattutto un nuovo inizio. Con questo romanzo ho capito meglio da dove cominciare e a che punto arrivare. E ho ancora tante cose da scoprire… ma le capirò solo scrivendo e mettendomi alla prova.

  • C’è un personaggio particolare in cui ti identifichi di più? Se sì, perché?

Non particolarmente. Ho cercato di estraniarmi il più possibile da loro, soprattutto da Katrina che è la protagonista. Senza dubbio mi rivedo in alcuni tratti del loro carattere o del loro aspetto, ma è la cosa più umana che uno scrittore possa fare, a mio parere. Si scrive di ciò che si conosce, e ciò che conosciamo maggiormente dovrebbe essere il nostro carattere. Ma non ho scritto un libro su di me. Katrina, Dorian e gli altri personaggi sono una fusione amalgamata di persone che conosco, che ho incontrato o che ho semplicemente immaginato del tutto. C’è del mio, ovviamente, ma non predomina e non è rilevante. 

  • Quando scrivi un romanzo sai già come andrà a finire la storia oppure parti da un’idea generale e poi ti lasci trasportare dal racconto stesso?

Cerco di avere le idee chiare prima di mettere mano alla tastiera del mio computer. Lasciarsi trasportare dal romanzo a mio parere è più rischioso, e richiede più tempo… insomma, non mi piace come tecnica. Preferisco avere le idee chiare, almeno fino ad un certo punto, e colmare i piccoli vuoti andando avanti con la scrittura. Se proprio non trovo l’ispirazione, mi fermo, aspetto, lascio passare qualche giorno. So che prima o poi troverò il giusto incastro. 

  • Cosa rappresenta per te la scrittura? E a che età hai iniziato a scrivere?

La scrittura è il mio piacere assoluto, insieme al disegno. Scrivo e disegno da quando sono piccola, e non credo smetterò mai di farlo.

  • Stai già lavorando ad un nuovo romanzo?

Sì, ci sto lavorando, ma con i miei tempi. Sono lenta di natura, dal vestirmi la mattina, alla lettura di un romanzo, fino alla scrittura. Ci sto lavorando, ma con calma.

  • Devi consigliare il tuo libro a un nuovo lettore, cosa gli diresti?

Domanda difficile. Forse gli direi: “È classico, breve ma intenso. Resterai sempre con il fiato sospeso, e quando finirai di leggere ti resterà ancora qualcosa su cui rimuginare. Immergiti nella Londra Vittoriana, immagina il più regale dei balli e subito dopo il più squallido dei vicoli. Aggiungici una ragazza che nasconde la pistola sotto la gonna del vestito, un giovane con un passato turbolento e un ispettore instancabile. Sullo sfondo, il fragile equilibrio tra mostri e umani. Ti piacerà”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...