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Autori tra le righe – @elisa.crescenzi

Scheda Tecnica

  • Nome autore: Elisa Crescenzi
  • Titolo opera: Anime Sbagliate Destini Incrociati
  • Genere: Romance
  • Data di pubblicazione: 28 luglio 2018

Trama

Tic Tac…Tic Tac…Dicono che la vita sia solo questione di tempo, ma c’è chi non ne ha mai abbastanza. Giulia, ventuno anni e un grande dolore alle spalle, sta cercando di costruirsi una vita, di riempire quel maledetto vuoto, che sente dentro ogni volta che ripensa alla sua infanzia. Tutti abbiamo uno scheletro nell’armadio che teniamo ben nascosto dagli sguardi indiscreti, esattamente come Stefano che si nasconde dietro troppi tatuaggi e due grandi occhi chiari, mostrando solo ciò che le persone vogliono vedere. Due vite opposte, così diverse che il loro incontro li lascerà con una strana sensazione ad arrampicarsi addosso. Bisogna sempre tenere gli occhi bene aperti, perché un giorno, la parvenza di stabilità che hai dato a ciò che ti circonda, e a te stesso potrebbe crollare miseramente con un soffio di vento. Un passo falso e tutto quello che avevi costruito con tanta fatica potrebbe essere spazzato via, a quel punto sarai tu a dover decidere che strada prendere. Un intrecciarsi di storie, e di persone daranno la possibilità a Giulia e Stefano di costruirsi una vita e non di rifugiarsi nei ricordi. Sarà l’amore, quello vero, quello dannato ma forte, che la salverà… che salverà entrambi da loro stessi.

ANIME SBAGLIATE RAPPRESENTA IL PRIMO ROMANZO DELLA SERIE DELLE ANIME, COMPOSTA DA 4 LIBRI.

Titoli altri libri pubblicati: Happines Series (trilogia formata da: La ricetta della felicità; Gli ingredienti per la felicità; Tu, la mia felicità). Spin off (leggibile anche da solo poiché i personaggi sono differenti), Nonostante tutto. La libreria dei sogni. Souls’ Series composta da quattro romanzi di cui solo i primi due già disponibili su Amazon  (Anime Sbagliate Destini Incrociati; Anime Perse Destini Ritrovati. A Seguire ma ancora non disponibili, Anime Gemelle Destini Nascosti; Anime Smarrite Destini Segnati)

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Domande

  • Che cosa vuoi dirci di te come persona, oltre che come autore/autrice?

Chi mi conosce sa che non amo molto parlare di me. Sono quella delle foto senza faccia su Instagram o delle dirette fatte molto di rado in un anno e mezzo di profilo. Mi piace parlare attraverso i miei personaggi e le mie storie, ma so che spesso al lettore questo non basta, e la curiosità vince su qualsiasi cosa. Mi piace leggere, cucinare e stare a contatto con i bambini, sono una che i piedi li tiene sempre ben piantati a terra, forse è per questo che non amo le storie fantasy, si discostano troppo dalla realtà. Ogni tanto sogno anche io però, spesso attraverso gli occhi dei miei personaggi, forse è un modo di tutelare se stessi dalla paura di fallire. Non saprei.

  • Che cosa ti ha spinto a scrivere questa storia?

Era un sabato sera, solita birra, solita serata, solito locale. Poi qualcosa è cambiato, forse la musica, la luce, non ricordo, ma loro sono arrivati. Li ho visti entrare in quel locale e riempire ogni sabato da quel momento in poi. È stato come se mi fossero venuti a cercare per raccontarmi la loro storia. Lei, con il cuore in subbuglio e lui, con i suoi dannati problemi che lo tenevano sveglio la notte. Ho impiegato più di un mese prima di decidermi a scrivere, ma poi sono arrivate le parole, le pagine si sono riempite e i capitoli sono diventati centinaia di fogli ricchi di frasi. È stata una storia inaspettata, ma che ho vissuto appieno con loro.

  • Qual è il messaggio del tuo libro?

La prima cosa che ho pensato quando ho descritto Stefano, è che tutti l’avrebbero preso per il tipico cattivo ragazzo. Bello, pieno di tatuaggi e con la passione per la moto. Ma Stefano è stato tutt’altro sin da subito. È stato il ragazzo con una dipendenza alle spalle che lo ha portato a compiere delle scelte nella vita, cambiandola e stravolgendola. È stato il ragazzo che ha preso lo stereotipo del tatuato ribelle e dannato, e l’ha ribaltato. Principalmente era questo che volevo arrivasse, che non sempre ciò che la nostra mente immagina è quello che abbiamo davanti. Spesso dei tatuaggi sono solo macchie di colore per noi, e ricordi per chi li porta addosso. Volevo arrivasse che il dolore, quello di Giulia per una perdita, è difficile da superare, ma lo si può fare. A volte camminando da soli, altre stringendo la mano a chi vuole portarci conforto. Volevo che arrivasse quanto l’amicizia possa essere fondamentale in una giornata storta, e quanto la famiglia possa fare la differenza nella vita di una persona. Volevo arrivasse tutto questo e spero di esserci riuscita.

  • Che cosa vorresti trasmettere al lettore?

La passione con la quale scrivo quello che scrivo. Vorrei trasmettere sempre un’emozione. Vorrei che il lettore riuscisse a estraniarsi dalla propria vita per buttarsi in quella dei miei personaggi mentre legge. Forse non sono precisa, e faccio ancora troppi errori, perché ho sempre troppa foga nello scrivere, ma amo viaggiare di pancia e questo si vede anche nelle pagine dei miei romanzi. Ma spero che nonostante gli errori, il lettore possa immedesimarsi nella mia storia e farla un po’ sua.

  • Come mai hai scelto questo genere?

Sono sempre stata una da romanzo rosa, quello semplice e neanche credevo di essere capace a scrivere una storia d’amore, ma poi Stefano e Giulia sono arrivati e due come loro quando arrivano te li senti proprio dentro e non puoi fare altro che prenderli e tenerteli stretti. “Anime Sbagliate” oltre ad essere la prima storia d’amore, è anche la mia prima storia in cui è costantemente presente il punto di vista di entrambi i personaggi.  Ho voluto provare, mi piace spaziare in tutte le sfumature del romance, ovviamente ci sarà lo stile più adatto per me, ma per il momento mi diverto ad ampliare le mie conoscenze.

  • Che cosa ritieni abbia di particolare il tuo romanzo?

Nel 2019 credo sia quasi impossibile scrivere qualcosa di originale e mai visto, e non credo ci sia qualcosa per cui il mio libro sia differente rispetto ad un altro. Credo però che Giulia e Stefano abbiano una storia da raccontare, come tutti nella vita. A volte due storie possono anche essere simili, ma la differenza sta nel modo in cui vengono raccontate. Quindi penso che la diversità stia proprio in questo, nel mio modo semplice ma diretto di raccontare e quindi di scrivere.

  • Perché hai scelto di parlarmi di questa storia e non di altre che hai pubblicato?

Ho scelto di parlare di Anime Sbagliate perché ad oggi, credo che la serie delle anime sia quella che più sento mia, ed essendo questo il primo volume, quello da cui sono nati tutti i personaggi, era doveroso. Giulia e Stefano hanno un bagaglio di problemi alle spalle, sono un intreccio di anime che si scontrano e destini che si intrecciano. Due come loro è impossibile non sentirli…

  • C’è un personaggio particolare in cui ti identifichi di più? Se sì, perché?

Di solito i personaggi che creo hanno sempre qualcosa in comune con me, chi un aspetto caratteriale chi uno fisico, ma quello che più ho sentito mio è stato forse Sebastiano, il fratello di Stefano. Sebastiano è il protagonista del secondo volume della Souls’ Series, è uno che viaggia di pancia, che non si ferma davanti a niente e che ama rischiare. È uno che quando ama lo fa forte, mettendo al buio l’amore degli altri, perché il suo supera qualsiasi distanza. È uno che sa cosa vuole e fa di tutto per ottenerlo, che è pronto a proteggere chi gli sta intorno a qualsiasi prezzo. Sebastiano è forte ma troppo sensibile al tempo stesso, cosi tanto che una volta che si spezza resta segnato. Forse è stata la sua gelosia ad accomunarci all’inizio, ma più scrivevo e più mi accorgevo che un po’ parlavo di me, dei miei sogni e del mio modo di vedere il mondo e l’amore.

  • Quando scrivi un romanzo sai già come andrà a finire la storia oppure parti da un’idea generale e poi ti lasci trasportare dal racconto stesso?

Questa è davvero bella… io sono allergica a scalette e sinossi. Per natura sono istintiva e questo si rispecchia molto anche nel mio modo di scrivere. Solitamente il finale del romanzo lo decido negli ultimi capitoli, e tante volte mi sono trovata a cambiarlo proprio mentre digitavo le ultime battute. Sono loro che decidono e io eseguo gli ordini dei miei personaggi dittatori. Inizialmente un po’ mi impuntavo su questa cosa di non avere una scaletta prestabilita, ma poi confrontandomi con altre autrici, ho capito che ognuno ha il suo metodo e non ce n’é uno giusto, l’importante è trovarsi in sintonia con il proprio modo di scrivere.

  • Cosa rappresenta per te la scrittura? E a che età hai iniziato a scrivere?

Il mio primo romanzo, La ricetta della felicità, risale a 6 anni fa circa, ma alle scuole superiori mi destreggiavo con la poesia, o meglio ci provavo. Stavo passando un periodo un po’ buio e per distrarmi da quello che mi capitava, ho cominciato a creare questi due personaggi che mi portavano nelle loro vite strappandomi dalla mia. Così non passavo più il tempo a pensare a me, ma occupavo ogni secondo libero ad immaginare cosa stessero facendo loro. Jhonatan e Olivia sono stati una benedizione, mi hanno fatto capire che anche quando un’àncora di salvezza non la puoi toccare, lei c’è. Da allora non ho più lasciato la scrittura, e dedico sempre, spesso la notte, più tempo possibile. È uno svago, un modo per sognare e per vivere vite diverse in una sola.

  • Stai già lavorando ad un nuovo romanzo?

Ebbene sì, qui non si perde tempo, e come ho detto prima, per me la scrittura è un bisogno. Sto lavorando a diversi progetti, tra cui l’ultimo capitolo della Serie delle anime: Anime Smarrite Destini Segnati, che vedrà come protagonista Davide, l’amico d’infanzia di Stefano e Sebastiano, e una misteriosa ragazza. Questo romanzo sarà difficile per me da scrivere, vuoi per i temi trattati, vuoi perché ci sarà il saluto finale di tutti i personaggi, vuoi perché è l’ultimo della serie. E io non so se sono pronta a lasciarli andare. In opposto a questo, sto lavorando ad un romanzo completamente diverso, un progetto che richiede particolare cura e attenzione per la sua complessità a livello di personaggi e stile. Spero di fare un buon lavoro e di sorprendere le mie lettrici con questo inedito. Inoltre sul mio profilo Instagram, è nato un gioco carino con le mie lettrici, e tutti quelli che passano a visitare la pagina. Sto scrivendo una storia con loro, attraverso sondaggi e domande hanno la possibilità di scegliere personaggi, vicende ed episodi. Il tutto viene poi lavorato da me, e una volta a settimana viene postato un capitolo sulla pagina. Una sorta di racconto ad episodi in cui lettore e autore si fondono!

  • Devi consigliare il tuo libro a un nuovo lettore. Cosa gli diresti?

Beh gli direi “Che stai aspettando? Questi due sono dinamite insieme!”. A dire il vero, non sono mai stata brava a farmi pubblicità, a consigliare i miei romanzi piuttosto che quelli di un’altra autrice o autore, forse perché so il lavoro che c’è dietro ad ogni libro, e credo che ogni storia meriti di essere letta. Stefano e Giulia dalla loro hanno un passato coinvolgente, segreti da svelare e un amore con la A maiuscola, ma sicuramente non brillano di originalità, anche se per me sono unici. Se dovessi consigliare a qualcuno anime sbagliate, gli direi che questi due sono in grado di prendersi un posto nel cuore e di restarci anche con il passare del tempo. Sarà passato anche più di un anno dalla pubblicazione, ma ho ancora lettrici, che mi parlano di loro, del mio Stefano e della mia Giulia, ed io non posso sentirmi più orgogliosa di così.

Domande plus

  • Ti lascio libero/a di aggiungere tutto quello che vuoi sui tuoi romanzi e il lavoro che c’è stato dietro, o il tuo amore per la lettura e la scrittura.

Penso di aver detto tutto di me, o meglio, quello che di solito mi piace raccontare attraverso i miei romanzi. Mi scuso se sono stata logorroica e prolissa, e se c’è qualche errore. Chi mi conosce sa che ho sempre scritto con il telefono, e si sa, i vizi sono duri a morire. Non voglio dilungarmi ancora troppo, ma una cosa a chi leggerà queste risposte vorrei dirla. Ai pessimisti come me, vorrei dire di non guardare il bicchiere sempre mezzo vuoto, ma di riempirlo ogni tanto, o magari di non guardarlo proprio. Perché si sa, che ci mettiamo un attimo a guardare chi è messo meglio di noi, ma indietro a vedere chi sta peggio non ci voltiamo mai. Vorrei dirvi di rincorrerli i vostri sogni, anche se non avranno mai la luce di tanti altri, dovete lasciarli brillare per voi, è questo il regalo più grande che possiate fare a voi stessi.

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