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Recensione – Se non avessi più te – Loredana Falcone, Laura Costantini

Benvenuti fanciulli, oggi parliamo di un libro in collaborazione con la Falcone Costantini, intitolato “Se non avessi più te”, chiaro riferimento ad una delle canzoni più celebri del cantante Gianni Morandi.

Scheda Tecnica 

Trama 

Vittoria Arduini ha vissuto una vita intera cullandosi il rimpianto per la più difficile delle scelte. Ma la musica che ama, le vecchie canzoni italiane che ascolta tutti i giorni dall’altoparlante quasi esausto di una radio, ha un potere che nessuno può immaginare. E se un ricordo è legato a una canzone, quella canzone può diventare una porta. Basta avere il coraggio di varcarla per capire che non saranno i capelli bianchi e l’incomprensione della famiglia a impedirle di riprendere in mano la propria vita.

Recensione 

Un libro dalle brevi pagine che racchiude uno spaccato dei vecchi tempi quando, le radio a valvole distribuivano canzoni come quelle di Gianni Morandi, fonte d’ispirazione del libro stesso e soggetto molte volte citato.

In una famiglia ordinaria, fatta da quotidianità e causo di ritmi scanditi, troviamo la famiglia di Lidia, una donna diligente con la mania per il controllo tale da comandare a bacchetta tutti i componenti della famiglia, compresa sua madre, l’anziana ma intraprendente Vittoria Arduini.
La nostra cara e vivace Vittoria, però, è motivo di pensieri e rimproveri da parte della figlia, che viene spalleggiata dal sottomesso marito (tifoso sfegatato della suocera) e dai figli ribelli e adolescenti della coppia.
Un litigio forte e pesante, irrompe la quiete della famiglia, lasciando nel cuore di Vittoria un forte senso di inadeguatezza e voglia di scappare da tutto e tutti, senza capire veramente dove e cosa sbaglia.

[La voce le giungeva come da un mondo lontano. E in fondo quello era un mondo lontano, un mondo che apparteneva al passato. Non riusciva a capire come potesse essere accaduto. Forse era morta nella sua cucina e ciò che stava vivendo poteva essere il suo personale purgatorio. Oppure era scivolata, sull’onda della voce di Gianni Morandi, in uno di quei mondi paralleli di cui aveva sentito parlare a Voyager.]

Vittoria decide di rifugiarsi nel suo passato, quei ricordi vividi, tra le note di “Se non avessi più te” cantato da un giovane Gianni Morandi, riflettendo sulle scelte fatte e relativi presenti scomodi e pesanti. Una passeggiata dal presenti al passato fatto di rinunce, sacrifici, amori vissuti al filo delle possibilità.

Anche se le dimensioni del libro comportano una narrazione veloce, abbiamo uno sviluppo equilibrato di tematiche molto forti come le scelte passate e i relativi risultati, tradimenti nascosti, rispetto tra madre e figlia, equilibri mancati in una famiglia dove le regole hanno reso tutto freddo e senza amore, scegliere tra cuore e mente, orgoglio e pregiudizio, fare la cosa giusta e rimanere infelici oppure fare la scelta sbagliata e vivere felici.

Vivere ogni singolo attimo, decidere di cambiare strada e trovare una stanza fatta da sorrisi e amore mai vissuti, ma sognati, capire dove abbiamo sbagliato e migliorarci.
Un libro che lascia spazio alla riflessione costante. Una famiglia molto fragile con pilastri profondi e solidi, anche nelle intemperie.

Devo dire che il libro nel complesso è stato piacevole, non parliamo del libro che sconvolge la scaletta dei vostri preferiti ma da sorseggiare con calma e serenità.
Nel mio caso specifico, avevo già capito dove la storia voleva dirigersi e le diverse scelte e parole, in parte mi dispiace, ma, per fortuna, non tutti sono capaci di capire subito dalle sfumature.

Posso dire, con certezza assoluta che, questo libro, sarebbe un bel regalo a quelle persone che sono cresciute in un’epoca storica dove le canzoni venivano riportate da una radio a valvole, vestiti casti, sguardi modesti e parole da protocollo.

Se desiderate una storia che vi stravolge, non è il libro indicato. Ma se desiderate piacevole, senza grandi aspettative e molto economico, ve lo consiglio.
La scrittura è molto scorrevole e le due scrittrici riescono a intrattenervi con tranquillità, ma finisce lì.
Un libro che o amate o odiate oppure lasciarvi apatici. A vostra discrezione.

Un bacio dalla vostra Palma.

[“Il destino si è preso gioco di noi e io non me la sento di assecondarlo. Non solo per la gente, per i miei figli, per mio marito, ma anche per te. Tu hai diritto ad avere una donna tutta tua. Ti amo troppo per tenermi legato a una relazione che non ha futuro. Tra qualche anno potresti maledire di esserti negato una famiglia, di aver scelto una vecchiaia di solitudine.”
“Lascia che sia io a preoccuparmene. Saprò convincerti con i fatti che se ho te, non avrò mai nulla da rimpiangere.”
“Tu non puoi conoscere il futuro.”
“Neanche tu.”
“Come ti sbagli.”]

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