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Autori tra le righe – @lucamaro_00

Scheda Tecnica

  • Nome autore: Luca Marini
  • Titolo opera: KEGIVOS – Sogni Mortali
  • Genere: Fantasy
  • Data di pubblicazione: 27 agosto 2019

Trama

Vargas è un ragazzo di un futuro non molto lontano.In una serata con gli amici come tutte le altre, una zanzara lo punge e durante un sogno viene catapultato in una realtà parallela.Insieme a Orna si ritrova in un regno in cui vivono spiriti, ninfe e cavalieri.Ma ogni mondo ha i suoi equilibri, spesso fragili e precari.Sarà una regina e la sua sete di potere a incrinare le sorti di quel regno tanto pacifico.Fra passioni e tradimenti, successi e insuccessi, avventurose missioni e pericoli, i ragazzi, con l’aiuto di saggi veterani cercheranno di fermare per sempre la minaccia che incombe.Riusciranno a placare l’aspra vendetta della regina?Basteranno la magia e gli addestramenti appresi a trarli in salvo?Un futuro incerto. Un mondo nuovo. La propria casa lontana.

  • Formati: Ebook e cartaceo
  • Prezzo Cartaceo: €8,50
  • Prezzo Ebook: (da definire, prezzo lancio di 0,99€, poi aumenterà ma devo ancora riflettere in base al “successo” che avrà, appena avrò deciso ve lo comunicherò)
  • Dove si trova il romanzo: Amazon.
  • Kindle Unlimited?: Non ancora

Titoli altri libri pubblicati: Non ancora ma presto pubblicherò “Azzurrina”

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Domande

  • Che cosa vuoi dirci di te come persona, oltre che come autore/autrice?

Sono uno studente al primo anno di università pieno di passioni: sono un ballerino di danza accademica, un accanito gamer, un grafico e videomaker, youtuber per diletto e attore e voice actor.
Mi sono avvicinato alla scrittura in tenera età e ho proseguito su Wattpad dove possiedo un profilo di servizi (grafiche, trailer, concorsi e audioletture).

  • Che cosa ti ha spinto a scrivere questa storia?

L’ambiente circostante mi ha da sempre ispirato e, sinceramente, gli stimoli creativi non mi sono mai mancati. A seguito del terremoto che ha colpito le mie zone nel 2012 (sono di Bondeno in provincia di Ferrara, epicentro di una delle scosse più forti e a 20 km dall’epicentro della prima) molti si ritrovavano a leggere libri per distrarsi e, mentre sfogliavo le pagine, mi sono chiesto se sarei stato anche io in grado di poter trasmettere tutte quelle emozioni che sentivo mentre assaporavo i grandi autori.

  • Qual è il messaggio del tuo libro?

I messaggi presenti sono tanti e, trovandone uno fra tanti (alcuni sono diretti alla fascia di età degli adolescenti, altri sono vere e proprie critiche sociali comprensibili solo da un pubblico adulto) accomunabile a tutte le fasce d’età, mi sento di dire che potrebbe essere “purtroppo, c’è sempre bisogno di allontanarsi da quello che ci sembra monotono per poterne apprezzare la bellezza e l’importanza che questo ha per noi”.

  • Che cosa vorresti trasmettere al lettore?

Vorrei in realtà che ogni lettore captasse ciò che riesce dal mio scritto: è davvero fuori dagli schemi e, vista la sua struttura sperimentale, magari qualche lettore potrebbe cogliere alcune emozioni che ho voluto far trasparire e qualcun altro invece altre ancora. La struttura del romanzo favorisce l’instillazione di dubbi continui del lettore che, parallelamente alla nostra vita, dovrebbe provare un sentimento di disagio e confusione, così come lo provano i protagonisti.
Ho preferito evitare che questo si addentri nella storia e si perda (sì, è controproducente ma questo libro è l’unione di numerose e folli sperimentazioni letterarie personali), bensì che rimanga all’esterno e, nonostante comprenda a pieno lo stato dei personaggi, comprenda che in fondo il contenuto del romanzo fantastico rimarrà finzione, mentre quello che il lettore sente è la realtà.
Questo dovrebbe disorientarlo facendogli in fine comprendere che, essendo simile ai personaggi nell’esperienza della vita, la vita che sta “vivendo” nella realtà, in fondo è tutta finzione.

  • Come mai hai scelto questo genere?

Il genere fantastico mi ha permesso di creare un mondo parallelo in cui ambientare la mia storia e creare una realtà intrisa di simboli nella quale far spaesare i ragazzi che, come il lettore, sono “comuni mortali”.

  • Che cosa ritieni abbia di particolare il tuo romanzo?

In realtà, personalmente, odio giudicarlo, ma in molti mi hanno detto che, nonostante sia di un genere ben preciso, è gradevole persino da chi ha sempre detestato il mondo fantasy. Mi è stato riferito, con molto piacere perché era quello lo scopo della mia sperimentazione stilistica anticonformista, che il romanzo evade tutti i “cliché” letterari creando qualcosa di unico nella sua originalità.

  • C’è un personaggio particolare in cui ti identifichi di più? Se sì, perché?

Molti dei caratteri dei miei personaggi sono “stereotipati” poiché devono rappresentare (per una critica sociale) dei personaggi che mantengano comunque una finzione sullo stile “cinematografico” all’interno della storia.
L’unico personaggio che, in parte ho strutturato sul mio carattere, è “reale” (nonostante appaia semplice come tutti gli altri) è Lance: come me è eccentrico e si nota subito il suo spiccato genio, nonostante qualche volta dia di matto. Però, all’interno della società dei ragazzi, suoi coetanei, non viene capito e, spesso, sfruttato e denigrato.

  • Quando scrivi un romanzo sai già come andrà a finire la storia oppure parti da un’idea generale e poi ti lasci trasportare dal racconto stesso?

In realtà strutturo sempre (per via della mia mente da videomaker) una trama iniziale dalla quale poi, un po’ come i rami di un albero, trovo sempre qualcosa da modificare e aggiungere in corso d’opera fino a capire quale è il vero fiore che darà splendore a quel ramo. Quindi, sì, so sempre in principio come vorrei terminarlo ma nessuno nega che in corso d’opera poi, anche in base alle reazioni dei lettori (quando lo pubblico in parti), possa modificarlo, magari reduce di una nuova ispirazione.

  • Cosa rappresenta per te la scrittura? E a che età hai iniziato a scrivere?

Ho iniziato a scrivere a 9 anni per partecipare a un concorso letterario organizzato nella mia città e da lì, visto che sono spesso risultato vincitore, ho proseguito in questa passione. La scrittura per me rappresenta un modo di espressione diverso (la danza, la musica e le mie altre passioni mi donano emozioni decisamente differenti) che mi permette di trasmettere emozioni avendo come unico limite la mia creatività.

  • Stai già lavorando ad un nuovo romanzo?

Sì, ho numerose idee. In seguito alla rilettura di questo romanzo, nato per essere potenzialmente autoconclusivo, ho steso la trama di un complesso sequel (questa volta utilizzando il mio stile attuale) e ho altre numerose idee per altri romanzi e racconti (filosofici, gialli, azione…).

  • Devi consigliare il tuo libro a un nuovo lettore. Cosa gli diresti?

Gli riferirei senz’altro che è qualcosa di sicuramente diverso da qualsiasi altro tipo di lettura. Non risulta, a parer mio, “pesante” e potrebbe risultare senz’altro una nuova e gradevole avventura. Potrà immergersi nei miei esperimenti letterari e divertirsi nel cogliere messaggi ed emozioni diverse da quelle a cui è abituato perché frutto di una mente “malata” come la mia.

Domanda Plus

  • Ti lascio libero/a di aggiungere tutto quello che vuoi sui tuoi romanzi e il lavoro che c’è stato dietro, o il tuo amore per la lettura e la scrittura.

Mi sono sempre detto che “imitare il maestro per poi superarlo”, in realtà, è un percorso convenzionale e davvero molto laborioso.
Per questo, quando scrivo, mi faccio (spesso inconsciamente per poi accorgermene a distanza di anni rileggendo alcuni passi) ispirare dai grandi autori, ma al tempo stesso ho da sempre cercato di evadere i loro schemi.
Non sono un “adolescente ribelle che vuole andare controcorrente” perché “fa fico”.
Semplicemente, forse anche un po’ creandomi complessi da solo, che per creare qualcosa di nuovo ci debba sempre essere l’ispirazione e un’idea originale, sennò sarà semplicemente l’evoluzione di qualcosa che già esiste.
Se tutte le persone avessero proseguito così, probabilmente ora non esisterebbero metà delle invenzioni, sia letterarie che tecnologiche, che possediamo.
Per aiutare il progresso e far sì che tutte queste cose, lettura inclusa, rimangano vive, dobbiamo non solo migliorare ciò che già esiste ma essenzialmente CREARE e quindi uscire da quelle linee guida sicure e tanto care che ci sono state tramandate e insegnate.

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