Amministratrice @unteconlapalma · intervista

Intervista – Greta Guerrieri – La rosa bianca di serpenti

Buongiorno fanciulli oggi super intervista particolare con una super donna, scrittrice del libro La Rosa Bianca di Serpente recensito sul blog. Link diretto.

Ma iniziamo subito.

Domanda 1: “Parlami un po’ di Te”

Mi chiamo Greta Guerrieri, ho 28 anni e sono una giovane moglie e mamma di due maschietti.

Sono cresciuta in campagna, correndo tra i prati e vivendo mille avventure al fianco di mio nonno e fin da bambina sono sempre stata una sognatrice e una persona che si perde con la testa fra le nuvole.

Ho la passione per la scrittura fin da giovane, quando tra i banchi di scuola inventavo storie per le mie compagne nell’intento di strappare loro un sorriso.

Sono amante dei videogiochi, dei fumetti e dei libri, ma mi sono sempre sentita fuori luogo e desiderosa di utilizzare il mio estro in altri modi.

Domanda 2: “Come nasce il tuo libro?”

L’idea è nata più di quattro anni fa come progetto a quattro mani tra me e mia cognata. Ci siamo sedute alla scrivania di suo fratello con l’intenzione di scrivere una storia insieme.

Con la premessa di non sapere cosa volessimo creare di preciso, abbiamo provato ad abbozzare teorie e idee su alcuni personaggi, alcuni dei quali sono rimasti attuali tutt’ora, perdendo ore ed ore a riflettere su questa idea.

Successivamente, poiché non trascorrevamo abbastanza tempo insieme, causa impegni tra famiglia e lavoro, concordemente abbiamo deciso che lo avrei portato io avanti.

Domanda 3: “Quale personaggio ti rappresenta?”

Ho deciso di creare il personaggio di Lais che, nonostante sia un maschio, in realtà rispecchia tantissimo il mio stato d’animo di alcuni anni fa. È una sorta di alter ego del mio passato.

Il suo carattere è solitario e scontroso, rispecchia tanto di me quando mi trovavo in tempi difficili e burrascosi. Presenta tante sfaccettature di ciò che ho subìto e passato prima di trasformarmi nella persona che sono ora. Molte delle risposte fredde e superficiali, nonché il rapporto che ha con le altre persone, sono elementi del mio ex carattere che ho trasferito in lui. Del resto, scrivere di emozioni o storie già vissute rende in teoria più facile questo meccanismo.

Lais è quindi un adolescente che non si sente in pace con sé stesso, percependo di essere diverso dalle altre persone, vivendo in uno strato di frustrazione e rabbia continua. Cerca costantemente la solitudine, riducendo al minimo ogni contatto perché teme di non essere compreso e odia la compagnia.

Credendo di riuscire ad avanzare con le sue sole forze, ben presto si accorgerà che tutti al mondo hanno bisogno di qualcuno e l’aiuto, in realtà, arriva quando meno te lo aspetti o non lo desideri affatto.

Domanda 4: “Come nasce questa storia?”

Ho avuto l’idea di scrivere questo libro fantasy perché si potesse distinguere dagli altri, trattando all’interno di una storia puramente inventata, con un tema e delle sensazioni che alcune persone potevano aver sperimentato sulla propria pelle.

Il desiderio di scrivere questa storia è nato quasi da un’esigenza di dover tirare fuori le mie sensazioni ed emozioni, che tendevo a reprimere. Ho sempre avuto difficoltà nell’approcciarmi o discutere con le persone. Quando invece scrivo, tutto mi viene naturale e riesco ad essere me stessa. Quindi lo considero come una valvola di sfogo.

Domanda 5: “Cosa desideri dimostrare al lettore? Quale messaggio desideri lanciare a tutti?”

Penso che l’obiettivo principale di ogni scrittore, sia in erba come me che professionista, sia riuscire a trasmettere delle sensazioni ai propri lettori, altrimenti si ha già perso in partenza. Nel mio libro sono presenti molti personaggi dai caratteri diversi. Nutro la speranza che qualcuno sia in grado di immedesimarsi in essi e trovare conforto nelle loro vicende. Desidero appunto consolare le persone che leggono il mio romanzo, adolescenti in primis, spiegando loro che qualsiasi imprevisto che può succedere, qualsiasi difficoltà, cattiveria e ingiustizia che la vita a volte ci propone, non è per sempre perché a tutto c’è un rimedio e soprattutto non siamo mai soli come pensiamo. Ci sarà sempre qualcuno disposto ad aiutarci.

Domanda 6: “Quale frase, del tuo libro, ti piacerebbe citarmi?”

“I primi colori dell’alba fecero capolino nel buio del cielo. Le tante piccole sfumature dell’arancione e del giallo, si mescolarono tra loro, creando un vortice di fantasia e bellezza. Solamente una linea orizzontale si creò nell’oscurità. E fu proprio in quell’istante che Jul capì. La natura abbatteva ogni barriera e limite del mondo. Se avesse potuto farlo essa, avrebbe potuto farlo chiunque. Perché i miracoli esistevano, grazie alla forza di volontà. Il buio perenne si estingueva sempre, dopo lo scorrere di una nottata. Tutto passava, tutto cambiava. Anche lei aveva il dono di modificare il suo percorso e finalmente se ne era capacitata, grazie alle parole di Wolk. Sorrise, stavolta con un sorriso pieno di coraggio.

 «Sì, voglio cambiare il mio destino. O almeno provarci fino alla fine!» urlò quasi di getto, afferrando la mano del giovane, varcando anch’essa la soglia del villaggio.  La vera sfida iniziava adesso: non importava quante altre volte si sarebbero scoraggiati, trovati in difficoltà o in bilico nella scelta della rinuncia. A Jul bastava non essere sola e poter condividere tutto questo con qualcuno. Sapeva di aver appena trovato un amico su cui contare. Lo stesso amico con cui camminava, mano nella mano. “

Domanda 7: “Quale aspetto cambieresti nel libro?”

Beh, essendo appunto un’autrice alle prime armi, ho ancora tante cose da imparare per migliorarmi. Difatti ho creato una ristampa del mio libro per correggere gli errori più grossolani che mi sono lasciata sfuggire, nonostante i mille controlli. Vorrei fosse perfetto, anche se la perfezione non penso esista. Forse il mio modo di scrivere potrebbe essere rivisto in alcuni punti, cosa che tenterò di fare per il seguito.

2 pensieri riguardo “Intervista – Greta Guerrieri – La rosa bianca di serpenti

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