Amministratrice @unteconlapalma · Collaborazione - Autori Emergenti · intervista

Intervista – Forse un giorno – Camilla Conti e Roberta Longo

Buongiorno fanciulli oggi super intervista particolare con due ragazze speciali e madrine del libro Forse un giorno realizzato da loro. Storia scritta a quattro mani recensito sia dalla mia contributors Jess e trovate anche la mia recensione successiva.

Voglio sapere cosa ne pensate e se volete spulciare ulteriormente in merito vi invito a leggere l’articolo realizzato dalle fanciulle durante l’oper blog, link diretto.

Ma iniziamo subito.

Parlatemi un po’ di voi.

Roberta: Partiamo subito con le domande difficili, eh! Cosa dirvi di me? Ho 30 anni, sono sposata e mamma di due bimbi. Sono una lettrice compulsiva praticamente da sempre. La mia mamma faceva la bibliotecaria nella mia scuola elementare, e mi metteva da parte un sacco di titoli carini. Penso sia iniziata così la mia passione. E devo dire che genitori, fratello e più o meno tutti quelli che mi circondano hanno sempre alimentato questa passione. Dal leggere storie a volerle raccontare il passo è stato breve. Fin da piccola mi piaceva scrivere racconti, assolutamente riservati solo ai miei occhi, e col tempo è diventato un vero è proprio sogno. Averlo realizzato, con l’aiuto di Cami, è un po’ una soddisfazione personale e un po’ una rivincita su chi diceva che non avrei mai potuto farlo. 

Camilla: Cosa dire che non sembri una compilazione del 7e30? Madre di due bimbi, moglie e 30enne da qualche anno (forse più vicina agli “anta”, ma che resti tra noi). Sono cresciuta in una casa piena di libri. Libri ovunque e, insomma, da piccola mi sembravano anche un po’ troppi, diciamocelo.  Chi lo avrebbe mai detto che, proprio quei libri, sarebbero diventati la mia salvezza e il mio rifugio? Per fortuna, sono cresciuta nell’era tecnologica e sia lodato l’inventore del kindle. Sono una maniaca compulsiva dell’ordine e stipare la mia passione in un affarino tascabile è stata una vera benedizione!

Come nasce il vostro libro?

Roberta: Da un sogno comune. Io e Cami ci siamo conosciute per caso su internet, e ci siamo scoperte molto affini. Dal parlare del più e del meno siamo passate a cose più personali. E un giorno è venuto fuori che entrambe non solo eravamo lettrici appassionate, ma coltivavamo lo stesso sogno di scrivere un libro nostro. Io personalmente ho iniziato dicendo “ma si ti aiuto qua e là”, ma poi la storia mi ha coinvolta totalmente e mi ci sono buttata a capofitto. Ha dovuto spronarmi parecchio, ma alla fine ne è valsa la pena direi. 

Camilla: il libro nasce da un’amicizia, da racconti, da confidenze e da una passione comune per la lettura. Quelle confidenze più facili da fare ad un’amica virtuale dietro uno schermo, piuttosto che alle compagne della vita. Finché un giorno ci siamo ritrovate a pensare: e se lo scrivessimo noi un libro?! Finalmente potremmo scrivere una storia che ci piaccia al 100%. Ed ecco che è nato “forse un giorno”.

Quale personaggio vi rappresenta?

Roberta: Ginevra, assolutamente! È cinica e disincantata come me. Con una lingua lunga e pungente, ma che in qualche modo sa essere affettuosa.

Camilla: Senza dubbio Sveva: razionale, maniacale e con i piedi ben piantati a terra. Giuro, sono più simpatica di quello che si potrebbe pensare!

Come nasce questa storia?

Roberta: Abbiamo a che fare con una storia vera oppure di fantasia?

Camilla: La storia è assolutamente di fantasia, i sentimenti no. Anche se ammetterlo non è facile. Ci sono pezzi delle nostre emozioni in questo libro, momenti e dettagli che ci portiamo dentro e che si sono amalgamanti perfettamente tra loro. Il resto lo ha fatto la nostra immaginazione.

Cosa desiderate dimostrare al lettore? Quale messaggio desiderate lanciare a tutti?

Roberta: diciamo che, anche se nella vita sono tutto fuorché romantica, credo fortemente che se si sceglie di stare con qualcuno, quel qualcuno deve renderti felice e non solo serena. Mi piacerebbe che si percepisse questo: amate fino in fondo, non accontentatevi, scegliete chi vi fa sentire felici sul serio.

Camilla: vivete! Cogliete ogni attimo, fatene tesoro e soprattutto non lasciatevi scappare ciò che vi rende felici. Per quanto potrebbe piacerci, non viviamo in un libro e se dovesse capitarci un amore prezioso come quello dei nostri protagonisti, non dobbiamo lasciarlo fuggire. Combattiamo per la nostra felicità e per chi merita il nostro sorriso!

Quale frase, del vostro libro, vi piacerebbe citarmi?

Roberta: Quella in copertina “insieme sarebbero stati bellissimi. Stupidi complici innamorati”. Mi sembra riassuma perfettamente la storia.

Camilla: <<I dettagli Sveva. Sono quelli che voglio ricordare quando non ci sarai. Le piccole parti di te a cui nessuna foto può rendere giustizia>>.

Quale aspetto cambiereste nel libro?

Roberta: ahahahah ora Cami mi uccide! Siccome non posso rispondere in maniera esplicita, se no spoilero il finale, dico solo che io lo avrei fatto terminare diversamente. Se dovessi invece cambiare qualcosa nel nostro stile di scrittura, nei prossimi vorrei riuscire ad aggiungere più descrizioni. Sono state la parte più difficile per noi.

Camilla: fatemi essere un po’ presuntuosa ma, questo libro è un po’ come un terzo figlio per me. Amo questa storia e ciò che ho vissuto scrivendola, quindi non potrei mai cambiare qualche pezzo. Invece, come per Roberta, diciamo che la scrittura può essere decisamente migliorata. È stata la parte più complicata per noi perché, diciamolo, leggere tanto non fa diventar scrittori. A volte avevamo un pensiero in testa ma renderlo sulla carta ci ha portato a ore di arrovellamenti mentali notevoli. Per fortuna, io e Roberta siamo due testarde pignole e pure grandissime rompiscatole, così ci siamo messe a studiare. Speriamo di fare ancora meglio con il prossimo libro.

Ringrazio le fanciulle per questa speciale intervista doppia, sono felice di aver conosciuto il vostro mondo e aver capito il vostro stile e messaggio.

Un bacio dalla vostra Palma

P.S. non vedo l’ora di leggere i vostri prossimi racconti.

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