1° Appuntamento · Amministratrice @unteconlapalma · Open Blog · Recensione

1° Open Blog – I fantasmi di pietra – Mauro Corona

Open Blog è l’iniziativa mensile creata su questo blog, per ulteriori chiarimenti clicca qui.

Articolo realizzato da @mangiolibri – Instagram

Scheda Tecnica

Sinossi:

Erto. Un paese abbandonato, silenzioso, fermato in un’istantanea il 9 ottobre 1963, quando il fianco del monte Toc precipitò nell’invaso del Vajont. Eppure quelle case, quelle cucine, quelle stalle, di cui restano solo i muri insidiati dall’abbraccio delle edere e delle ortiche, sono ancora abitate. E una popolazione di fantasmi che Mauro Corona suscita ripercorrendo porta a porta, casa per casa, le quattro strade deserte che un tempo risuonavano di voci, del rumore degli strumenti di lavoro, della vita di ogni giorno. Una tazza, una falce, una gerla, un secchio da mungitura, una bottiglia lasciata a metà di quel vino che dava forza e smemoratezza, ogni oggetto richiama in vita, nella memoria dell’autore, un personaggio, un fatto buffo o tragico, una leggenda, una storia d’amore o di terrore. Ne nasce un racconto commovente ed esaltante che si snoda lungo l’arco delle quattro stagioni mentre uomini, animali, piante e cose, ognuno riaccende la propria scintilla di vita.

Recensione

Oggi non so cosa fare… Mmm…potrei stare qui a farmi cullare dal profumo dei boschi, a farmi abbracciare dal fruscio dell’erba, sedermi sulle rovine di un paese spazzato via, così immobile, ad ascoltare le voci passate, a sentire il tepore delle stufe a legna accese d’inverno, a cercare di rimanerein bilico sui lastroni di ghiaccio lungo le stradine sconnesse del paese; a sentire, se mi concentro bene, le grida dei bambini che giocavano in piazza, il rumore lontano dei contadini nei loro orti e, se rimango ancora in silenzio ad occhi chiusi, sento il rumore lontano delle stalle, se rimango ad ascoltare li sento quei rumori  di vita quotidiani spazzati via in un istante.


Si? Non ho capito scusa, ero concentrata, dimmi?
Ah dove mi trovavo in vacanza? No, non sto raccontando di una vacanza, ma del meraviglioso viaggio che ho fatto tra le pagine di un libro!

Si, si! Stavo leggendo un libro, ero totalmente immersa tra le sue pagine, tra le sue parole, ero ad Erto, un paese abbandonato, dove c’è solo silenzio, solo rovine ma, Mauro Corona con la sua scrittura mi ha regalato Erto prima della grande catastrofe di quel lontano 9 ottobre 1963, quando un pezzo del monte Toc scivolò nell’invaso della diga del Vajont.
Sono stata ad Erto attraverso le varie stagioni, attraverso la quotidianità che viene raccontata in “I Fantasmi di Pietra”…
Ho conosciuto Bastian della Tabaccara, abitava un poco prima della chiesetta, era un bravissimo tornitore, lo chiamavano Tabaccara, perché sua madre mastica a il tabacco. Ho conosciuto le portatrici, erano tante donne che in primavera, con una gerla sulle spalle spostavano il letamene dalle concimaie  ai prati, e venivano ricompensate con un formaggio, un salame ma, soprattutto aiutandosi a vicenda nei momenti di bisogno. Ai tempi ad Erto sentivi mescolarsi gli odori del letamene con quello dei trucioli di larice e pino cembro che riempivano i laboratori degli artigiani, che dal legno creavano di tutto, dalle statue agli utensili di tutti i giorni.
E poi, come posso dimenticare la maga Soprafuoco, una donna taciturno e schiva, che leggeva il destino nel Pignàt, un vaso di terracotta , nel quale sul fondo cercava tutte le risposte. Aveva letto su quel fondo anche la fine di Erto, tantissimi anni prima, dicendo che Erto sarebbe sprofondata. La reputavano una vecchia fattucchiera strana, che parlava con un gallo che, diceva lei, gli rispondeva in una lingua sconosciuta a tutti. E poi, non lo sapevo ma, ad Erto le civette che, si sentivano cantare il mese di maggio venivano chiamate “gatti con le ali” e, per molti era segno di disgrazia ascoltarle cantare.

Bello vero? E si, questa è la magia che ti può regalare un libro.

https://unteconlapalma.video.blog/openblog/

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